Rally | Lancia, l'aspettativa di un ritorno che comincia dal basso
Luca Napolitano, CEO Lancia, al Rally Racing Meeting di Vicenza ha confermato che la presenza della Casa torinese non si limiterà al monomarca nel CIAR, ma l'ambizione è di crescere insieme alla nuova generazione di piloti che la Ypsilon andrà ad allevare. Intorno al Trofeo sta esplodendo un'attenzione che può fare bene alla specialità.
Rally Racing Meeting 2025
Foto di: Motorsport.com
Trofeo Lancia Rally 2025
Tutti i contenuti scritti e video legati alla prima edizione del Trofeo Lancia Rally che fa parte del CIAR 2025 per seguire il ritorno alle corse della Casa italiana.
È vero che il padrone di casa era Miki Biasion, però bisogna ammettere che la presenza di Lancia alla Fiera di Vicenza per la quinta edizione di Rally Racing Meeting è stata il piatto forte. Chi aveva i capelli grigi ha potuto apprezzare la straordinaria sfilata di vetture che hanno fatto la storia delle corse, principalmente nei rally, ma anche nel mondiale Endurance e pure in F1 con la D50: nella mostra che fa da colonna vertebrale all’evento curato dal due volte campione del mondo di Bassano del Grappa, si è ripercorso attraverso l’esposizione di modelli mitici, l’epopea di un marchio che non si rassegna a guardare dietro alle spalle, ma indica il suo futuro scommettendo sul Motorsport.
Rally Racing Meeting 2025
Foto di: Motorsport.com
Lancia D50 di F1 del 1955
Foto di: Motorsport.com
Il palmares parla da solo: 11 titoli iridati (10 mondiali FIA Costruttori, più un campionato internazionale)e 6 piloti. Una supremazia schiacciante nell’epopea della Delta, ma Lancia aveva saputo essere protagonista con Fulvia HF, Stratos e 037, prima dell’arrivo della Delta S4, il “mostro” del Gruppo 5.
Quando si è parlato di un ritorno di Lancia nei rally c’è chi ha capito che avremmo rivisto la Casa italiana nel WRC, un terreno di caccia non più praticato dal 1992. Sarebbe stata una pazzia, dal momento che sono trentatré anni che si è reciso un cordone ombelicale con il mondiale. Sarebbe stato un passo falso, un atto di superbia per quanto invocato da molti.
Eugenio Franzetti, Direttore Lancia Corse HF, Miki Biasion e Luca Napolitano, CEO Lancia
Foto di: Giacomo Rauli
Luca Napolitano, CEO di Lancia, pienamente supportato dal presidente di Stellantis, John Elkann, ha deciso di tornare a correre partendo dal basso. Con un monomarca nel Campionato Italiano, scegliendo la Ypsilon, la vettura che è sempre stata vista come la più amata dalle donne. C’è stato un cambiamento di paradigma: l’obiettivo è di far sognare i giovani riattizzando quella passione mai del tutto sopita, in una nuova generazione di piloti che i successi a ripetizione non li ha mai vissuti se non nel racconto dei genitori nostalgici.
Fra i campionati mondiali FIA, quello rally è sicuramente quello messo peggio: pochi Costruttori, gare che, per le logiche di sicurezza, si sono trasformate in una somma di prove di velocità con vetture che hanno ripudiato l’ibrido dopo una sola stagione. Però è bastato che la Lancia lasciasse intendere di voler tornare a correre nei rally per vedere esplodere un’attenzione per una specialità da molti considerata morta.
Rally Racing Meeting 2025
Foto di: Motorsport.com
Il WRC per ora resta un sogno, anzi un miraggio, ma Luca Napolitano a Vicenza ha sottolineato che Ypsilon è solo l’inizio di un percorso. Non dimentichiamoci che nel 1972 la Fulvia, ormai destinata a chiudere il suo ciclo produttivo, con la vittoria di Sandro Munari e Mauro Mannini al Rally di Monte Carlo ebbe una seconda giovinezza.
La Ypsilon ha attizzato grande curiosità: 84 le vetture prenotate, una quarantina saranno preparate per correre e, verosimilmente, più di trenta animeranno la serie ricca di un bel montepremi. Stiamo parlando di un numero doppio di quello che era stato preventivato. E già questo è il segno di qualcosa di importante che sta nascendo. Perché per il vincitore del Trofeo Lancia Rally, se sarà un Under35, ci sarà la promozione nel 2026 a pilota ufficiale nel campionato Europeo.
La Lancia Ypsilon HF R4 a Rally Racing Meeting 2025
Foto di: Motorsport.com
La Casa torinese, quindi, apre la strada a una nuova generazione di giovani piloti che possono sognare, prima o poi, di approdare nel mondiale, in una crescita che potrebbe essere parallela a quella del marchio. Si sta delineando uno scenario molto chiaro: il DNA di Lancia sono i rally e sarà questo il suo terreno di caccia, anche se oggi è un altro brand di Stellantis a rappresentare il Gruppo nel WRC.
L’aspettativa, quindi, è molto alta: non ci dovremo stupire se il monomarca che sarà gestito da Eugenio Franzetti avrà più attenzione e seguito di chi lotterà per il titolo assoluto rally. Nei parco assistenza delle gare tricolori Lancia monterà un vero e proprio villaggio nel quale non saranno “coccolati” solo i protagonisti della serie, perché la Casa cercherà di far rivivere le radici di una storia che i giovani avranno modo di scoprire.
Lancia Stratos
Foto di: Giacomo Rauli
Il rientro (graduale) della Lancia non può che fare bene ai rally: la presenza forte, che per qualcuno potrà diventare ingombrante (con le eventuali 40 macchine ci sarebbero oggettivi problemi logistici da superare in parchi che non sono infiniti), costringerà tutti gli altri a reagire, perché si tornerà a parlare di rally fuori dalla cerchia dei soliti noti. L’operazione tricolore servirà a tastare il polso di un pubblico, di un mercato che è stato dormiente per troppo tempo.
La responsabilità è grande, perché non dovrà essere tradita questa voglia di rivedere un marchio, anzi “il marchio” nei rally. Ricordiamo i tentativi di Fiat e di Abarth, mai adeguatamente supportati, che sono finiti miseramente. Con il Trofeo Lancia Rally le premesse sono diverse. Ogni dettaglio è curato con attenzione per non sbagliare e sono state scelte le persone giuste per colpire nel segno.
Lancia Ypsilon Rally4
Foto di: Giacomo Rauli
Lancia, dunque, si mette in gioco: correrà sfruttando le sinergie che Stellantis è in grado di mettere a disposizione. Il cuore tecnico è francese e anche la base della vettura è quella di una 208, ma c’è l’anima italiana. La carreggiata posteriore è più larga, la Ypsilon è più bassa e dispone di una scocca più rigida. Per alcuni possono sembrare modifiche di dettaglio, mentre si tratta di soluzioni pensate per andare più forte in classe R4. Ora basta chiacchiere, sarà il momento dei fatti…
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