Zasa: "La Clinica Mobile a disposizione della Protezione CIvile"

Il responsabile della Clinica Mobile in MotoGP ha messo a disposizione le strutture per fronteggiare l'emergenza ed ha lanciato un allarme a tutti i runner improvvisati visti in questi giorni.

Zasa: "La Clinica Mobile a disposizione della Protezione CIvile"

Michele Zasa, il responsabile della Clinica Mobile MotoGP, aveva già lanciato l’allarme ieri paragonando l’attuale emergenza da coronavirus alla terza guerra mondiale ed aveva usato parole dure per cercare di far comprendere all’esterno la gravità della situazione.

“Ho visto molte cose dure nella mia vita da medico, ma qui siamo oltre tutto. Ancora non abbiamo raggiunto il picco, ma la situazione è davvero brutta. Siamo in guerra e vorrei che sia chiaro”. Queste le parole che Zasa aveva rilasciato ieri alla Gazzetta dello Sport, e sempre sulla Rosea, oggi, è tornato sull’argomento puntando l’indice, correttamente, verso tutti quei runner improvvisati che hanno affollato i parchi delle città in questo periodo.

“In questo momento fare sport come se non ci fosse un domani è parecchio stupido, oltre che controproducente, potendo favorire l’attività del virus”.

Zasa ha motivato questa affermazione dall’alto della sua competenza e preparazione, ed ha voluto mettere in guardia tutti quegli sportivi improvvisati che hanno scelto proprio il periodo di picco della pandemia per cercare di tornare in forma.

“Paradossalmente, fare dello sport adesso potrebbe non avere effetti benefici. Libri di medicina dello sport dimostrano come una singola seduta di allenamento, soprattutto in soggetti non allenati, possa provocare una depressione immunitaria che va dalle 3 alle 72 ore a seconda del lavoro svolto”.

“In più fare sport aumenta i livelli di Interleuchina 6, un mediatore dell’infiammazione. Lo stesso aumento sembra implicato nell’eziopatogenesi, ovvero l’origine di queste polmoniti e insufficienze respiratorie”.

Il responsabile della Clinica Mobile ha poi spiegato come avvenga l’infiammazione polmonare nei pazienti colpiti dal virus.

“I valori sono molto aumentati nei pazienti affetti da COVID-19. Si pensa che il vero danno avvenga con una cascata infiammatoria in cui è presente appunto l’Interleuchina 6. E’ come se il corpo sovra reagisse con una estrema infiammazione a livello polmonare, alternando gli scambi respiratori. Ed è questo il motivo per cui la gente muore”.

“Il paziente 1 di Codogno in una settimana aveva effettuato due mezze maratone, ovviamente esagerando. Il troppo sport può liberare dei mediatori, aumentando, tra gli altri, i livelli di Interleuchina 6”.

Zasa, infine, ha lanciato un appello alla Protezione Civile mettendo a disposizione le strutture della Clinica Mobile.

 “Abbiamo tre cliniche mobili, una a Parma, una a Torino e una in Spagna, che possiamo mettere a disposizione della Protezione Civile o di qualsiasi struttura che ne abbia bisogno per un ospedale da campo”.

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