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Vinales fa mea culpa: "Chiedo scusa a Yamaha, ho sbagliato"

Il pilota spagnolo ha ammesso di aver ceduto ad un eccesso di frustrazione domenica scorsa e di aver guidato come non avrebbe dovuto. Per questo ha chiesto scusa alla Yamaha e ha detto di accettare la sospensione. Sulla possibilità di riallacciare i rapporti però non è parso troppo ottimista.

Maverick Vinales, Yamaha Factory Racing

Ci sono voluti due giorni, ma finalmente Maverick Vinales ha rotto il silenzio dopo essere stato sospeso per il Gran Premio d'Austria dalla Yamaha, che lo aveva accusato di aver provato a danneggiare deliberatamente il motore della sua M1 nel Gran Premio di Stiria della scorsa settimana.

Il pilota spagnolo si è presentato ai microfoni di Sky Sport MotoGP HD e ci ha messo la faccia per scusarsi del suo comportamento, ammettendo l'errore, ma aggiungendo anche che quanto accaduto è stato causato da un accumulo di frustrazione, che purtroppo ha avuto il suo apice proprio dopo che la sua moto è rimasta ferma sulla griglia di partenza, costringendolo a partire dai box dopo la bandiera rossa provocata dall'incidente di Lorenzo Savadori e Dani Pedrosa.

"Sono molto triste, perché è una situazione molto strana. E' veramente difficile stare in questa situazione adesso e sono fortunato ad avere delle persone che mi stanno vicine in questo momento molto duro", ha detto Vinales.

A questo punto gli sono state mostrate le immagini del video che lo inchioda, nel quale si vede che negli ultimi giri della gara scorsa è andato deliberatamente a limitatore più volte. E qui sono arrivate le scuse alla Yamaha.

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"E' stato un momento di frustrazione molto grande, perché la prima parte della gara era stata perfetta e stavo ricominciando bene la seconda parte della stagione. Poi è andato tutto storto e c'è stata un'esplosione di frustrazione dentro di me che non ho saputo canalizzare nel modo giusto. Chiedo scusa alla Yamaha, perché ho guidato in modo sbagliato negli ultimi giri, quindi voglio chiedere scusa a tutti".

Maverick poi è tornato sulla sua frustrazione, che era latente da parecchio tempo per una stagione che non stava andando esattamente come avrebbe sperato, aggiungendo però che non era sua intenzione mettere in pericolo nessuno, come invece era stato detto dalla Yamaha nel suo comunicato.

"Ho tanta voglia di vincere, ma era da tanto tempo che non mi sentivo bene. Ci ho provato, ma alla fine questa frustrazione mi ha portato a guidare come non avrei dovuto, ma in nessun momento ho avuto l'intenzione di mettere qualcuno in pericolo, compreso me stesso".

"Abbiamo avuto una partnership molto lunga, ma gli ultimi giorni sono stati veramente difficili da gestire per me. Come ho già detto, voglio chiedere scusa alla Yamaha, perché non era mia intenzione finire così. Io voglio solo dare il 100%: ora sto vivendo un momento difficile, ma voglio venirne fuori più forte".

Riguardo alla possibilità che la situazione possa rientrare, portando ad un suo ritorno in sella alla M1, non è parso troppo ottimista. Anzi, ha detto di rispettare la decisione che è stata presa dalla Casa di Iwata.

"Per il momento non lo so se potremo chiarire. Quello che voglio fare adesso è stare tranquillo, riflettere un po' e provare a tornare forte e con tutto a posto. Questa è stata una decisione della Yamaha, che rispetto molto e che accetto, perché sono ancora un pilota Yamaha al momento".

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