Valentino adesso gioca una partita doppia

Valentino adesso gioca una partita doppia

Vuole costringere la Yamaha a farlo girare con la Ducati e ammansire Lorenzo, il rivale

“Se non mi fanno provare la Ducati Desmosedici a Valencia sono proprio delle m....”. Valentino Rossi non ricorre ai giri di parole per spiegare cosa pensa dei vertici Yamaha, se Furusawa e Jarvis non dovessero concedergli la liberatoria contrattuale per salire in sella alla Rossa il giorno dopo l'ultima gara del mondiale 2010. Questa battuta detta in tono scherzoso ai microfoni degli inviati di Italia 1, al di là del sorriso sulle labbra con cui è stata pronunciata da Valentino, esprime in tutta la sua crudezza la verità di una situazione che si sta ingarbugliando sempre di più. Non è un segreto per nessuno che il Dottore avesse pronto un biglietto aereo per tornare a casa subito dopo Sepang, per sottoporsi subito all'operazione alla spalla che pare sia necessaria per restituirci il campionissimo al cento per cento della forma. Intanto, però, anche non al meglio della condizione Valentino è tornato sul gradino più alto del podio: in Malesia ha collezionato la vittoria numero 46 in sella alla M1 e questo successo assume un significato molto particolare per il marchigiano. Non solo perché ha voluto ribadire che nessuno può mettere in discussione la sua superiorità. Rossi cancella d'un soffio i dieci Gp in cui è rimasto a secco di successi dalla drammatica caduta del Mugello. Torna ad essere il re della Moto Gp, proprio nel giorno in cui deve cedere lo scettro iridato a Jorge Lorenzo. E dentro di sé deve aver gioito due volte per aver rovinato la festa allo spagnolo nel suo giorno più bello. Un godimento profondo che va ben al di là della vittoria: Rossi potrebbe ottenere due risultati, entrambi molto importanti per lui. Primo: obbligare la Yamaha ad un gesto di riconoscenza, lasciando che il marchigiano salga su questa benedetta Ducati l'8 novembre, in quello che dovrebbe diventare il giorno primo della Nuova Era del Dottore. Lin Jarvis, responsabile del team Fiat Yamaha, interrogato in materia, ha lasciato intendere chiaramente che non sarà lui a dover prendere la delicata decisione: il manager ha scaricato tutta la responsabilità sulle spalle di Masao Furusawa e dei giapponesi. Segno che la questione è tornata in bilico, dopo che Valentino aveva minacciato di... marcare visita, prendendo la strada di casa anziché quella di Phillip Island dove la Moto Gp approderà nel week end. Secondo: Valentino, consapevole della sua forza mentale, sta cercando di scalfire il morale di Jorge Lorenzo, il rivale. Il giovane che ha avuto il coraggio di sfidare sfacciatamente la sua supremazia, lasciando adombrare il sospetto che anche per il dottore stesse iniziando la parabola discendente. Rossi a Motegi ha usato le maniere forti per “umiliare” l'avversario: in altre circostanze non avrebbe fatto le sportellate per un terzo posto, ma in Giappone voleva dare una... lezione al compagno di squadra. Fra i campioni sono questi i segni che lasciano delle cicatrici, magari invisibili. É un qualcosa di animalesco che scatta fra i grandissimi anche quando in palio non c'è una vittoria, ma un qualcosa di più profondo, perché incide nella consapevolezza del pilota. E a Sepang Valentino ha nuovamente rotto le uova nel paniere di Jorge. Il maiorchino ha esposto alle telecamere un cartello molto significativo: “Game over”. Vedremo a Phillip Island se il periodo da “ragioniere” dello spagnolo si sarà compiuto e rivedremo quel Lorenzo guascone che ha saputo mettere in difficoltà Rossi, prima che l'italiano si facesse male al Gp d'Italia. Libero da vincoli, ci aspettiamo da Jorge una prova d'orgoglio che testimoni in modo inequivocabile di non subire l'ombra di Valentino...
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