Valentino: "Mondiale bello aperto, ma è così perché Marquez è caduto"

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Valentino: "Mondiale bello aperto, ma è così perché Marquez è caduto"
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14 apr 2019, 21:45

Il "Dottore" ha sfiorato il ritorno alla vittoria ad Austin, cedendo solo nel finale alla Suzuki di Rins, ma ora è secondo nella classifica iridata, a 3 punti da Dovizioso. Il suo favorito però resta Marquez, nonostante la caduta di Austin.

Stavolta c'è andato veramente vicino, ma ancora una volta Valentino Rossi ha dovuto rimandare l'appuntamento con la vittoria numero 116 della sua carriera. Un numero che ormai insegue da quasi due anni, quando nel 2017 ha colto la numero 115 sotto alla pioggia di Assen.

Oggi appariva quasi impossibile, perché si correva ad Austin, dove Marc Marquez era sempre stato imbattibile. Forse ieri si era gufato lui stesso, dicendo che sarebbe stato anomalo se fosse stato sempre lui a vincere in Texas, ma senza dubbio la sua caduta al nono giro ha aperto a scenari molto interessanti, lasciando proprio il "Dottore" ed Alex Rins a giocarsi la vittoria.

Il pesarese non ha nascosto di essere rimasto stupito nel vedere il rivale della Honda a terra e poi di aver provato con tutte le sue forze a tenere dietro lo spagnolo della Suzuki, anche se poi ha ammesso che nel finale di gara aveva qualcosina in più di lui e che quindi non avrebbe potuto fare di più per batterlo.

 

"Può capitare, perché quando sei al limite e spingi forte basta un attimo per passare da essere un eroe ad essere un coglione. Quando l'ho visto per terra, mi sono detto che era una bella occasione. Difficile, ma una bella occasione, perché mancavano ancora un sacco di giri. Poi era anche spento il contagiri sul traguardo, quindi non sapevo di preciso quanti ne mancassero" ha detto Valentino.

"Dovevo rimanere concentrato e continuare a guidare bene. Stavo andando forte e ad un certo punto ho pensato di farcela, poi è arrivato Rins. Ho provato a spingere quando ero davanti, ma non sono riuscito ad andare via. Lui era messo un po' meglio di me agli ultimi giri, ma facendo tutto perfetto un attacco disperato avrei potuto provarlo. Poi lui è andato lungo alla 11, ma io sono andato ancora più lungo di lui, quindi non ce l'ho più fatta. Però va bene, è stato un bel weekend" ha aggiunto.

Ora è secondo anche nel Mondiale, a soli 3 punti da Andrea Dovizioso, e la corsa al titolo è più aperta che mai, con anche Rins e Marquez racchiusi nello spazio di appena nove punti. Secondo Rossi però pesa molto l'errore di Marquez su questo quadretto.

"Ci sono quattro piloti con quattro moto diverse nei primi quattro posti nel Mondiale, quindi è molto livellato. Poi il regolamento ha reso i weekend molto movimentati e può capitare che uno molto veloce rimanga fuori dalla Q2 come è successo qui a Dovizioso. Però è bello, anche se devo dire che la situazione è così bilanciata perché oggi Marquez è caduto. Altrimenti oggi Marc sarebbe già stato da solo in fuga".

Per lui infatti il favorito è sempre il #93: "Il favorito rimane Marquez, perché in Qatar ha fatto secondo, in Argentina ha dominato e qui avrebbe vinto se non fosse caduto. Quindi sì, il favorito rimane lui".

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Quando poi gli è stato fatto notare che Rins al parco chiuso si era detto incredulo di aver battuto l'idolo della sua infanzia, Valentino ha replicato con una battuta: "Non ci credo più a questa cosa. Anzi, mi preoccupa, perché quelli che lo hanno detto alla fine si sono rivelati i peggiori nemici. Però mi fa piacere che lo abbia detto, anche se non ci credo più".

La sensazione comunque ora è che la Yamaha abbia effettivamente fatto uno step importante, anche per il nove volte iridato la prova del nove arriverà solamente quando le altre case inizieranno a sviluppare le loro moto: sarà lì che la Casa di Iwata dovrà reggere il passo.

"Sono molto contento che sia cambiato qualcosa, perché negli ultimi anni non era mai successo. Secondo me, la Yamaha se si impegna ha il potenziale per realizzare una moto da Mondiale. Bisogna dire che le cose grandi si fanno d'inverno, anche perché il motore ormai è quello. Però durante la stagione bisogna migliorare, come hanno fatto Honda e Ducati negli ultimi anni, ed è lì che dobbiamo fare uno step".

Non poteva poi non essere sottolineato che, anche se passano gli anni, alla fine l'uomo di riferimento della Yamaha resta sempre lui: "Fino a qui sono stato bravo, ho guidato sempre bene e in gara sono sempre andato forte, quindi sono molto fiero di questo. Io lavoro anche per essere il miglior pilota della Yamaha, quindi sono molto contento".

Informazioni aggiuntive di Charles Bradley

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Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing, Cal Crutchlow, Team LCR Honda

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Podio: il secondo classificato Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing, il vincitore della gara Alex Rins, Team Suzuki MotoGP, il terzo classificato Jack Miller, Pramac Racing

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