Valentino: "E' importante esserci per tornare al top il prima possibile"

Il "Dottore" è contento di avere la chance di salire sulla sua Yamaha ad Aragon, perché crede che possa velocizzare il processo di recupero dalla frattura. Per il resto rimanda a domani i giudizi a dopo che avrà guidato domani.

Valentino Rossi non smette mai di stupire. Quando lo scorso 31 agosto si è procurato la frattura di tibia e perone durante un allenamento di Enduro, tutto l'ambiente della MotoGP pensava che il relativo intervento gli sarebbe costato almeno le due tappe di Misano e Motorland Aragon.

Il nove volte iridato però si è reso protagonista di un recupero davvero prodigioso e domani, ad appena 22 giorni dall'operazione, tornerà in sella alla sua Yamaha M1 sul tracciato alle porte di Alcaniz. L'ultimo ostacolo era il controllo medico di oggi pomeriggio in autodromo, dopo che un test sulla Yamaha R1 stradale aveva dato delle buone indicazioni a Misano, ma anche da questo c'è stato esito positivo, quindi il "Dottore" è arrivato in conferenza stampa con la certezza di poter almeno provare a salire sulla sua moto nella FP1 di domattina.

Quando gli è stato chiesto quando ha capito che c'era la possibilità concreta di anticipare un rientro inizialmente preventivato per il GP del Giappone, ha detto: "Sono qua ed è già una bella cosa, però bisognerà vedere se riuscirò a correre e a finire la gara. Comunque è già importante guidare la moto. Sono contento, anche perché ho vissuto giorno per giorno e non mi sono messo limiti di tempo, perché credevo davvero che sarei rientrato solo in Giappone. Poi sono migliorato, ho visto che stavo meglio e mi sono detto: perché non provarci?"

Per il momento però non sembra esserci la velleità di lasciare il segno in pista. L'obiettivo di questa prima uscita però è solamente quello di provare a velocizzare il processo di recupero."E' importante esserci e provare a guidare, perché la tripletta asiatica sarà molto pesante per la gamba, quindi può essere utile per capire cosa fare nelle due settimane in cui sarò a casa per migliorare. La voglia poi è sempre molto importante in questi casi in cui devi recuperare. Io faccio il pilota e guidare è la cosa mi piace di più, quindi se viene a mancare quella voglia vuol dire che forse è ora di rimanere a casa".

Il Dottor Costa ha detto che secondo lui la rapidità con cui ha recuperato Valentino è soprattutto una questione di testa, anche se il diretto interessato pensa che sia più la natura dell'infortunio, più lieve rispetto a quello del 2010: "Lo ringrazio, perché ha detto delle belle cose. La testa è sempre molto importante, ma dalla mia esperienza dipende molto cosa ti sei fatto. L'altra volta dopo 20 giorni credo che non ce l'avrei fatta, perché facevo fatica anche solo a tenere la gamba in giù, che si gonfiava. Quindi dipende molto dal tipo di infortunio e da che problemi ti crea quando sali in moto. Magari a casa sei tranquillo e ti sembra di essere a posto, ma poi in sella hai fastidio. Inoltre credo che anche la medicina sia migliorata, avendo avuto più o meno lo stesso infortunio a sette anni di distanza: stavolta mi sono trovato molto meglio".

Inoltre il pesarese ci ha tenuto a sottolineare che intorno a lui non c'è stato nessuno a sconsigliargli di provarci: "No, e intanto devo dire grazie al dottor Pascarella perché è stato sempre molto bravo. Ci siamo trovati bene, perché è stato sempre molto ottimista".

Poi Rossi è passato a raccontare il test disputato a cavallo tra lunedì e martedì a Misano in sella alla R1, che lo ha convinto a provarci questo weekend: "Intanto ero molto contento di essere tornato sulla moto, però lunedì la gamba mi faceva molto male. Inoltre c'era il tempo brutto, un po' di pioggerella, quindi non erano delle condizioni buone e non ero molto ottimista. Quando sono scenso dalla moto pensavo che forse non ne valeva troppo la pena, perché immaginavo di dover venire qui e soffrire. Il giorno dopo invece sono andato meglio: doveva piovere, invece era asciutto e sono riuscito a girare due orette, trovandomi meglio. Sono contento, ma anche dispiaciuto, perché se non mi fossi rotto la gamba sicuramente oggi sarei stato meglio".

Riguardo all'infortunio, ha ribadito ancora una volta che quello era un percorso di Enduro che conosceva come le sue tasche, ma che quando ci si allena in moto c'è sempre la possibilità di farsi male purtroppo: "Il Cross era nella blacklist, perché ci eravamo fatti male in diversi. Sinceramente lo stesso giro di Enduro lo vado a fare quattro o cinque volte all'anno da quando ho 18 anni, però è successo lì, quindi probabilmente bisognerà stare più attenti e pensare di non farlo più durante la stagione. Come ho già detto, bisogna trovare il giusto compromesso perché ad allenarsi in moto si rischia sempre di farsi male, ma noi abbiamo bisogno di farlo. Sono stato anche un po' sfortunato, perché eravamo davvero quasi arrivati. Se fosse successo tre km più su, non so come avrei fatto a tornare a casa, perché stava diventando notte. Invece per fortuna sono riusciti a venirmi a prendere ed è andata bene".

Tra le altre cose, in questa stagione ha sempre avuto incidenti nella settimana precedente alle gare italiane. Una coincidenza che gli ha dato da riflettere: "Quest'anno il giovedì prima delle gare italiane ho fatto sempre dei danni, perché era successo anche prima del Mugello, ma quella volta sono stato fortunato perché non mi sono rotto niente. Sicuramente prometto che sto buono prima delle gare italiane d'ora in avanti".

Quando gli hanno parlato di obiettivi in pista, il #46 ha ribadito nuovamente che l'intento in questo weekend è solamente quello di velocizzare il più possibile il recupero: "Io sono qua per riuscire a ritornare al top della forma il prima possibile. Per farlo entro novembre, era una tappa da cui bisognava passare. Se fossi stato a casa, avrei dovuto fare una ripartenza da zero a Motegi e in mezzo ci sono altre tre settimane. Ripartendo da qua, spero di arrivare in Giappone un po' più in forma.

Fino a quando non salirà sulla sua M1 però sarà impossibile fare previsioni su quello che potrà essere il suo weekend: "Con queste moto bisogna andare forte, perché altrimenti non si scaldano i freni e le gomme. Prima ho cercato di capire se la mia gamba mi permetteva di arrivare ad un certo livello. Poi però bisognerà stare attenti e tenere un po' di margine e capire come si comporta la gamba nell'arco del weekend. Se io ogni giorno vado sempre un po' meglio, sarà sicuramente positivo. Vorrei cercare di correre domenica, ma credo che solo domani potrò avere un quadro un po' più chiaro".

Intanto il meteo non sembra essere dalla sua parte, perché per domani c'è un'alta possibilità che la pioggia possa bagnare l'asfalto di Aragon: "Sarebbe meglio se fosse asciutto, anche per una questione di sicurezza. Ma se domani piove, due giri li faccio lo stesso".

Informazioni aggiuntive di Oriol Puigdemont

Scrivi un commento
Mostra commenti
A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Evento GP d'Aragon
Sub-evento Giovedì
Circuito Motorland Aragon
Piloti Valentino Rossi
Team Yamaha Factory Racing
Articolo di tipo Intervista