Valentino: "Faccio 40 anni? L'importante è restare competitivi ed avere fiducia!"

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15 gen 2019, 11:57

Il "Dottore" è stato ospite di Radio Deejay ed ha regalato una bella anticipazione della stagione che sta per cominciare, dicendosi ancora molto motivato e fiducioso nella Yamaha, con un occhio sempre al rivale Marquez: "Lo studio molto". E il sogno è correre con il fratello Luca.

Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing con la sua ragazza
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing

Ormai è un appuntamento quasi immancabile e puntalmente Valentino Rossi si è presentato ai microfoni di Radio Deejay per parlare insieme a Linus e Nicola Savino dei 40 che ormai sono veramente vicini e del sogno di riuscire a conquistare il famigerato decimo titolo, nonostante il 2018 sia stato un anno ricco di difficoltà ed il primo senza vittorie con la Yamaha.

Inevitabile partire proprio dai 40 anni, perché a febbraio dovrò spegnere tutte queste candeline: "Inutile dire che non avrei mai pensato di correre così tanto. Però non mi sono mai chiesto se avrei corso fino a 40 anni perché è sempre stato il mio sogno fare il motociclista. Magari in futuro lo faranno altri, ma l'importante è restare competitivi".

"Quando ho firmato a marzo 2018 ho pensato che il biennale mi avrebbe portato a correre a 40 anni, il pensiero se farlo c’è stato. Mi sono convinto, se riusciamo a migliorare la moto possiamo essere forti. Se ho fiducia? Devo! Soprattutto in questo periodo dell’anno!" ha aggiunto il pesarese.

Il "Dottore" ha scansato anche le teorie secondo cui con l'età aumenta la paura. Secondo lui, semplicemente, aumenta l'esperienza e questa ti porta a non rischiare quando non ne vale veramente la pena.

"L'esperienza è importante per conoscere le piste e lavorare bene per la gara, il giovane invece è più coraggioso, ha meno paura di cadere, se si cade si recupera prima. La paura ce l’hanno tutti, chi più chi meno, è una cosa di cui si deve tener conto, poi dipende da come si reagisce, ma un po’ di paura è importante averla. Quando si diventa più grandi si sta più attenti, in Moto3 e Moto2 si è più matti. I più coraggiosi sono giapponesi, indonesiani, hanno un limite del rischio più alto. O gli inglesi, che sono bravi sotto l’acqua perché da loro piove sempre".

E parlando di gente che rischia, non si può non pensare a Marc Marquez, uno che guida sempre sulla lama del rasoio, ma che in questo modo ha costruito i suoi successi, con cinque titoli in sei anni in MotoGP. Quindi uno da cui può sempre imparare qualcosa anche un veterano come Valentino.

"Marquez è uno che rischia tanto. E' molto coraggioso, al punto di non aver paura, cade tanto, cerca il limite, prende delle botte incredibili con la moto. Lo studio molto, tra piloti siamo attentissimi a cosa fanno gli altri, anche quello che mangiano, bevono, gli allenamenti sui social, siamo curiosi, ci seguiamo. Ho anche rubato qualche segreto a qualcuno, ma più cose di allenamento, tipo che sport fare fuori dalla pista".

Questi 40 anni il 9 volte iridato però sembra proprio non sentirli ed è anche merito dei ragazzi della VR46 Riders Academy, che si allenano tutti i giorni con lui e lo fanno sentire sempre giovane. Anche se ora Franco Morbidelli e Pecco Bagnaia possono essere una minaccia concreta in MotoGP.

"I più forti in questo momento sono Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia, che quest'anno correranno in MotoGP. Per Morbidelli abbiamo lavorato affinché avesse come capotecnico Ramon Forcada, uno che conosce la M1 a menadito. Al punto che ho pensato se non fossi in conflitto di interessi per me stesso...".

Il sogno mai troppo nascosto poi è quello di riuscire magari a dividere la griglia di partenza anche con il fratello Luca Marini, che nel 2018 ha avuto una grande esplosione in Moto2, arrivando anche a conquistare la sua prima vittoria in Malesia. Un trionfo che ha commosso anche una vecchia lenza come Rossi.

"L’anno scorso è stato fortissimo, è cresciuto nella seconda parte della stagione, si è trovato bene in moto, ha fatto podi, due pole, e in Malesia ha vinto. E ho pianto un po’, mi piace molto aiutarlo. Chissà, se va forte potremmo anche correre insieme".

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