Tutti giù per terra ad Assen: 79 cadute, almeno una per pilota!

Dal 1925 il Gran premio d'Olanda è sempre stato disputato l'ultimo sabato di giugno. Quest'anno, per motivi commerciali, la gara è stata svolta di domenica ma le cadute sono state tante. Come se fosse stata una sorta di vendetta...

Tutti giù per terra ad Assen: 79 cadute, almeno una per pilota!
Yonny Hernandez, Aspar MotoGP Team
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing sul retro dello scooter dopo la scivolata
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing sul retro dello scooter dopo la scivolata
Andrea Iannone, Ducati Team
Le moto di Stefan Bradl, Aprilia Racing Team Gresini e Alvaro Bautista, Aprilia Racing Team Gresini
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Dani Pedrosa, Repsol Honda Team
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing

Il Gran Premio d'Olanda è la gara più antica al mondo e, sino a questa stagione, è sempre stata disputata di sabato. Era una tradizione, un simbolo. Ma gli organizzatori, evidentemente sotto pressione, hanno deciso di posticipare la gara e disputarla di domenica per la prima volta nella storia. I promotori hanno argomentato questo cambiamento parlando di un incremento tra il 5% e il 10% di profitto in più rispetto alla stagione passata.

Ma il circuito sembra avere un'anima. Dispone di sentimenti. Infatti sembra essersi vendicato di un cambiamento così oltraggioso. Per la prima volta da molti anni a questa parte a vincere le gare sono stati tre piloti al primo successo in carriera nelle rispettive classi, e stiamo parlando di Francesco Bagnaia, Takaaki Nakagami e Jack Miller.

Nessun pilota ha evitato la caduta

La vendetta più importante e significativa del tracciato nei confronti dei piloti è avvenuta per quelli della classe regina, la MotoGP. I 21 piloti al via del fine settimana hanno infatti assaggiato l'asfalto e le vie di fuga della pista olandese almeno una volta, per un totale di 39 cadute. Solo nel primo turno di libere i piloti sono rimasti tutti in piedi, ma dal secondo turno in poi tutti i piloti sono finiti a terra.

Bautista, Crutchlow, Pirro ed Hernandez sono finiti a terra quattro volte a testa, tre volte invece per Laverty (uno nel giro di formazione della gara, che lo ha costretto così a prendere il via dalla pit lane. Barbera, Miller, Pedrosa e Rabat sono caduti invece un paio di volte a testa.

Il resto dei piloti è caduto solo una volta. Alcune scivolate, però, sono state molto dolorose in termini di risultati. Ad esempio quella di Valentino Rossi, che era in testa, o quella di Andrea Dovizioso, il quale si trovava in posizione da podio.

79 cadute in tutto il weekend

Se prendiamo in considerazione tutte e tre le categorie del Motomondiale, al Gran Premio d'Olanda vi sono state ben 79 cadute, il dato più alto della stagione, superando le 68 di Le Mans e le 63 di Jerez de la Frontera, diventando il terzo fine settimana con più cadute negli ultimi 7 anni. La prima posizione è occupata dal GP del Portogallo del 2010 quando le cadute totali furono 130, mentre a Misano 2014 furono 109. Lo scorso anno, invece, Silverstone dovette annotarne 79.

I piloti di MotoGP che sono caduti di più sino a questo punto della stagione sono Cal Crutchlow e Jack Miller con 13 scivolate a testa, seguiti da Bautista con 10, Yonny Hernandez con 9 e Loris Baz con 8.

Valentino Rossi è già caduto due volte in questa stagione: la prima volta ad Austin e la seconda proprio ad Assen, eguagliando così il suo numero di cadute complessivo del 2015. Lorenzo è finito a terra già 5 volte in stagione, tre in più rispetto all'anno passato. Marquez, che nel 2015 cadde 13 volte, nel 2014 11 e nel 2013 ben 15, quest'anno è finito a terra 6 volte.

Nel Mondiale sono solo tre i piloti che non sono mai caduti nel corso della stagione: in Moto2 Hafizh Syahrin e Jesko Raffin, mentre in Moto3 Romano Fenati.

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Serie MotoGP
Evento GP d'Olanda
Sotto-evento Domenica, gara
Location Assen
Autore Germán Garcia Casanova
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