Tutti contro Ducati per vietare l'abbassatore anteriore dal 2023
Cinque dei sei costruttori hanno chiesto che il bando di questo dispositivo sia votato in Grand Prix Commission, invocando motivi di sicurezza e di costi, anche se la soluzione non sarebbe espressamente vietata dal regolamento.
Il Qatar non sembra portare particolarmente bene alla Ducati. Non è la prima volta, infatti, che la Casa di Borgo Panigale si ritrova a dover difendere una sua innovazione tecnica dagli attacchi dei costruttori rivali in quel di Losail.
Nel 2019, al centro della disputa c'era finito il famigerato "cucchiaio", una soluzione che aveva resistito alle proteste della concorrenza, con il reclamo presentato da ben quattro marchi dopo la vittoria di Andrea Dovizioso che era stato respinto. E con la conseguente comparsa di questa appendice aerodinamica anche sulle altre moto nelle settimane successive.
Questa volta a far discutere sono i dispositivi in grado di abbassare la moto quando è in movimento. Introdotti inizialmente come sistemi holeshot, volti a migliorare la partenza, hanno avuto una prima evoluzione quando proprio la Ducati è riuscita a trovare il modo per abbassare il posteriore meccanicamente in uscita di curva, quindi con la moto in movimento.
Anche in questo caso gli uomini in Rosso hanno fatto scuola e, poco alla volta, gli avversari si sono adattati. Ancora una volta, però, alle porte di Bologna hanno avuto la capacità di alzare ulteriormente l'asticella e nei test pre-campionato si è subito notato che la nuova Desmosedici GP era in grado di coricare anche l'anteriore in uscita di curva, con chiari benefici in termini di aerodinamica e di riduzione degli interventi dell'elettronica.
Una soluzione che non è in alcun modo vietata dal regolamento, ma che ha trovato una forte opposizione. Stando a quanto ha riferito Sky Sport MotoGP, infatti, nell'ultimo incontro della MSMA gli altri cinque Costruttori avrebbero fatto fronte comune per metterla al bando nel 2023 o al più tardi nel 2024.
Non essendoci appigli regolamentari in questo senso, i motivi della protesta sarebbero sostanzialmente due: la sicurezza ed i costi eccessivi di sviluppo per un qualcosa che non ha una ricaduta tecnologica sulle moto da strada. Non a caso, già nella conferenza stampa odierna sono stati diversi i piloti a manifestare una certa ostilità verso gli abbassatori, su tutti Marc Marquez, che ne aveva già ipotizzato un bando per il futuro.
Pecco Bagnaia invece si è limitato a dire che non lo ritiene affatto pericoloso, perché a lui viene chiesto solo di schiacciare un bottone. Questo conferma che la Ducati ha investito molto sulla sua intuizione, ma anche che c'è la possibilità di renderlo un qualcosa di poco invasivo per la guida del pilota. E anche il discorso della ricaduta tecnologica lascia il tempo che trova, visto che attualmente non ci sono moto stradali con i dischi in carbonio, giusto per fare un esempio.
La sensazione è più quella che la concorrenza tema che la Ducati possa aver trovato un vantaggio tecnologico importante e voglia provare a portarglielo via. Ora la "patata bollente" passerà alla Grand Prix Commission, nella quale a votare saranno FIM, IRTA e Dorna oltre alla MSMA, anche se la strada sembra abbastanza tracciata...
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments