Test Buriram, Giorno 3: Pedrosa beffa Zarco, in crisi Lorenzo e le M1 factory

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Test Buriram, Giorno 3: Pedrosa beffa Zarco, in crisi Lorenzo e le M1 factory
Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
18 feb 2018, 10:43

Le Honda fanno la voce grossa, con Pedrosa leader, ma anche Crutchlow terzo e Marquez quarto. Bene Zarco con la M1 2016, mentre Rossi e Vinales sono ai margini della top 10. Lorenzo torna sulla GP17 e chiude 22esimo.

Anche la terza ed ultima giornata dei test collettivi di Buriram della MotoGP ha sorriso alla Honda. Dopo che nei primi due giorni erano stati Cal Crutchlow e Marc Marquez a comandare, oggi è stata la volta di Dani Pedrosa, che proprio negli ultimi cinque minuti ha firmato il primato del tracciato thailandese in 1'29"781.

Lo spagnolo ha beffato per appena 86 millesimi la Yamaha Tech 3 di Johann Zarco, ma in generale bisogna dire che le RC213V sembrano essere le moto che si sono adattate meglio a questa nuova pista, perché in terza posizione c'è quella con i colori LCR di Cal Crutchlow, a 283 millesimi, ed in quarta quella di Marc Marquez a 362 millesimi.

Il campione del mondo oggi ha portato al debutto un nuovo forcellone in carbonio, ma è anche incappato in una scivolata senza conseguenze alla curva 12 nel finale della giornata. Quel che è certo, però, è che Marc sembra quello messo meglio di tutti a livello di passo di gara.

Facciamo un passo indietro e torniamo a parlare di Johann Zarco, perché il francese sta diventando una vera e propria anomalia per la Yamaha: il portacolori del team Tech 3 ha deciso di puntare sulla versione 2016 della M1 e sta confermando quanto di buono aveva fatto vedere nella sua grande stagione da rookie.

L'altro lato della medaglia è che i due piloti ufficiali invece non riescono assolutamente a trovare la quadra: Valentino Rossi è decimo, distanziato di 730 millesimi, e Maverick Vinales 12esimo a 809 millesimi. Lo spagnolo non ha usato parole dolci per la Casa di Iwata, dicendo che questo è stato il suo peggior test ed aggiungendo un duro: "Proviamo di tutto e non funziona niente".

A completare la top 5 c'è la Suzuki di un Alex Rins, che si è confermato una delle rivelazioni di questa tre giorni. Lo spagnolo è stato anche protagonista di una scivolata, ma sembra essere riuscito a trarre grande profitto dalle ultime evoluzioni della GSX-RR, compresa la nuova carena, perché il suo 1'30"178 è arrivato con quella. Più in difficoltà Andrea Iannone, che evidentemente non riesce ancora a sfruttare al meglio la gomma nuova ed ha chiuso 15esimo, ultimo tra i piloti a meno di un secondo dalla vetta.

Le anomalie, in un certo senso, ci sono anche in casa Ducati, perché ancora una volta la migliore delle Desmosedici è stata la GP17 di Jack Miller, sesto a 409 millesimi dalla vetta, nonostante una scivolata. Il buon lavoro dell'australiano sembra aver mandato in confusione Jorge Lorenzo, che nel pomeriggio ha deciso a sua volta di tornare in sella alla GP17, viste le difficoltà con la GP18 dei giorni scorsi. La musica però non sembra essere cambiata, visto che il maiorchino si ritrova addirittura 22esimo a 1"8.

Decisamente più analitico il lavoro di Andrea Dovizioso, settimo. Il vice-campione del mondo non si è fatto depistare dal tempo che non arriva, anche perché alla fine ha piazzato comunque un buon 1'30"192, ed ha ribadito ancora una volta di aver avuto ottime sensazioni in sella alla sua Desmosedici. 11esimo tempo invece per l'altra GP18, ma con i colori Pramac di Danilo Petrucci, alle spalle anche dell'altra GP17 Avintia di Tito Rabat, ottimo nono.

La grande rivelazione della giornata è stata probabilmente Takaaki Nakagami, che in un certo senso conferma l'ottimo stato di forma della Honda. Il giapponese non solo è stato il migliore degli esordienti, ma si è arrampicato fino all'ottavo posto in 1'30"456. In queso senso ha fatto un bel passo avanti anche Franco Morbidelli, oggi 13esimo con la Honda della Marc VDS, accreditato di un buon 1'30"648.

Subito dietro al campione del mondo della Moto2 troviamo l'Aprilia RS-GP di Aleix Espargaro, che in questa tre giorni aveva novità a livello di forcelle e forcellone. 16esima invece la KTM di Bradley Smith, sulla quale oggi sono stati condotti degli esperimenti di aerodinamica, con due diverse versioni di una carena evoluta di cui vi abbiamo già parlato a parte.

Positivo anche il passo avanti mostrato da Hafizh Syahrin in sella alla Yamaha Tech 3. Il pilota malese è riuscito a mettersi dietro alcuni colleghi, chiudendo 21esimo a 1"7. Il primo impatto con il mondo della MotoGP, dunque, sembra essere stato positivo per il sostituto di Jonas Folger.

Bisogna poi raccontare un paio di episodi curiosi. Il primo è lagato alla bandiera rossa esposta dopo pochi minuti a causa della presenza di un serpente in pista alla curva 3. La seconda alle disavventure del team Avinta, costretto ad interrompere anzitempo i lavori perché aveva terminato il carburante: a quanto pare la compagine spagnola aveva calcolato male la quantità che sarebbe servita alle sue Ducati in questa trasferta.

Pos.PilotaMotoTempoGiri
1 Dani Pedrosa Honda 1'29"781 78
2 Johann Zarco Yamaha 1'29"867 47
3 Cal Crutchlow Honda 1'30"064 81
4 Marc Marquez Honda 1'30"143 96
5 Alex Rins Suzuki 1'30"178 66
6 Jack Miller Ducati 1'30"190 50
7 Andrea Dovizioso Ducati 1'30"192 58
8 Takaaki Nakagami Honda 1'30"456 78
9 Tito Rabat Ducati 1'30"476 52
10 Valentino Rossi Yamaha 1'30"511 70
11 Danilo Petrucci Ducati 1'30"573 43
12 Maverick Vinales Yamaha 1'30"590 69
13 Franco Morbidelli Honda 1'30"648 71
14 Aleix Espargaro Aprilia 1'30"701 65
15 Andrea Iannone Suzuki 1'30"718 78
16 Bradley Smith KTM 1'30"921 71
17 Mika Kallio KTM 1'31"169 84
18 Scott Redding Aprilia 1'31"311 63
19 Thomas Luthi Honda 1'31"354 81
20 Alvaro Bautista Ducati 1'31"486 37
21 Hafizh Syahrin Yamaha 1'31"537 47
22 Jorge Lorenzo Ducati 1'31"627 68
23 Xavier Simeon Ducati 1'32"019 51
24 Karel Abraham Ducati 1'32"024 38

 

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