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Taramasso: "Tre motivi per lo spinning della posteriore a Jerez"

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Taramasso: "Tre motivi per lo spinning della posteriore a Jerez"
Di:
28 apr 2016, 09:25

Piero Taramasso, responsabile Michelin in MotoGP, spiega quali sono stati i motivi che hanno scatenato le proteste di Lorenzo per il pattinamento della gomma sul dritto. E il fenomeno è scomparso nei test del lunedì

Michelin tires
Jorge Lorenzo, Movistar Yamaha MotoGP
Valentino Rossi, Movistar Yamaha MotoGP
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing leads at the start
Tecnico Michelin a lavoro
Michelin engineer takes the track temperature
Test Michelin delle gomme della MotoGP
Michelin tire signage

La prima notizia è che i piloti della MotoGP hanno chiesto nella riunione della Safety Commission che per tornare a correre a Jerez l’anno prossimo pretenderanno che si rifaccia l’asfalto della pista andalusa, perché il manto di usura è ormai logoro. Il grip, quindi, è minimo e le gomme sono sottoposte a grandi sofferenze per l’inevitabile pattinamento.

I tecnici della Michelin stanno analizzando i dati raccolti domenica nel GP di Spagna per capire come mai gli pneumatici francesi siano andati in crisi nella seconda parte della gara della classe regina, scatenando subito dopo il traguardo la dure parole di Jorge Lorenzo:
“A circa dieci giri dalla fine ho accusato un aumento del pattinamento nella gomma posteriore: quando inserivo terza, quarta, quinta e sesta pattinavo molto se aprivo tutto il gas sul dritto, per cui era obbligato a parzializzare l’acceleratore solo all’80%. In otto stagioni di MotoGP una cosa simile non mi era mai successa. Il pattinamento nella parte centrale della gomma era arrivato a un punto tale che sembrava di guidare sul… bagnato. Speriamo che la Michelin riesca a capire l’origine del problema e lo risolva a vantaggio di tutti”.

Piero Taramasso, responsabile Michelin in MotoGP, non si è sottratto all’analisi della situazione:
“A causare lo spinning della gomma posteriore a Jerez ci sono stati tre elementi: primo – il grip della pista di Jerez è molto limitato per l’asfalto scivoloso a causa di un manto ormai da rifare e l’aumento delle temperature di domenica di una decina di gradi ha contribuito ad accrescere l’usura delle gomme"

"Secondo – le squadre stanno lavorando sull’elettronica per ritrovare i valori di aderenza dello scorso anno con la centralina unica. Abbiamo notato che le moto dotate delle alette anteriori hanno accusato di più i problemi di pattinamento in Spagna: si genera uno schiacciamento della sospensione anteriore di 4 mm, mentre dietro la variazione è di 1mm, creando uno sbilanciamento della moto che favorisce la perdita di carico posteriore".

"Terzo – la gomma. Non ci vogliamo sottrarre alle nostre responsabilità. Stiamo raccogliendo i dati per capire come evolvere il nostro prodotto perché anche a Barcellona troveremo caratteristiche di asfalto a basso grip. Ci tengo a dire che la posteriore è la stessa che era stata usata ad Austin dove non era emerso alcun problema”.

Insomma sarebbe stato il combinato disposto delle tre situazioni a creare i problemi nella seconda parte del Gp di Spagna?
“Direi proprio di sì – prosegue Taramasso – lunedì sulla stessa pista abbiamo effettuato una giornata di test con lo stesso tipo di gomma e non sono emersi gli stessi problemi del giorno prima. La ragione principale? Semplicemente si è gommata la pista, visto che la temperatura era quasi la stessa e le squadre hanno lavorato sui setup più adatti. Solo alla fine dei long run c’è chi ha iniziato a sentire un po’ di pattinamento, ma niente di paragonabile con quanto alcuni piloti hanno lamentato domenica. Marquez, per esempio, ha completato 90 giri senza alcun intoppo”.

Oltre a Lorenzo sono andate in crisi anche le Ducati…
“Jorge ha surriscaldato le gomme e poi non è più riuscito a gestirle essendo arrivate oltre la temperatura consigliata. Riguardo alle Ducati è corretto dire che hanno patito il problema le moto del team factory e Pramac, quelle dotate del motore più potente, mentre Avintia e Aspar non hanno segnalato anomalie”.

Se il GP del Qatar è risultato 7 secondi più veloce rispetto all’anno scorso, quello di Spagna è stato più lento di 31 secondi. Non è strano?
“Certo, Valentino è stato abile a gestire il consumo della gomma evitando di mandarla in crisi. Ha ridotto il passo per arrivare in fondo, visto che c’erano delle condizioni molto particolari. La Michelin ovviamente sta lavorando sodo per soddisfare le richieste dei piloti”.

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Serie MotoGP
Autore Franco Nugnes