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Taramasso: "Sviluppiamo tanto, in monogomma cambia solo il ritmo"

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Taramasso: "Sviluppiamo tanto, in monogomma cambia solo il ritmo"
Di:
16 ott 2019, 13:33

Il responsabile dell'azienda francese ha spiegato a Motorsport.com come il lavoro di sviluppo della Michelin sia incessante anche in un regime di monogomma come quello della MotoGP, per offrire prodotti all'avanguardia ai team, che possano essere risorse anche per la strada in futuro.

La stagione 2019 della MotoGP entra nella sua parte conclusiva con la tripletta asiatica. Il titolo iridato è già stato assegnato a Marc Marquez in Thailandia, quindi si può già iniziare a tracciare una sorta di bilancio. E bisogna dire che in casa Michelin questo può essere considerato assolutamente positivo, a maggior ragione dopo una gara come quella di Buriram nella quale il miglioramento rispetto alla prima edizione del 2018 è stato davvero evidente, con la gara che è durata quasi 20" in meno. E tutto questo è abbastanza chiaro nelle parole del responsabile Piero Taramasso, che ci ha parlato anche delle scelte che l'azienda francese ha fatto in vista della prossima tappa di Motegi, in Giappone.

"Quello di Buriram è stato un buon weekend, positivo per noi. L'anno scorso era la prima volta che andavamo a correre in Thailandia e le gomme non erano proprio perfette, quindi c'era stata parecchia usura. Tutti quanti avevano usato le gomme dure, ma erano arrivati alla fine abbastanza in difficoltà. Con l'allocazione di quest'anno invece c'era più grip e più costanza di rendimento. Le gomme hanno tenuto dal primo all'ultimo giro, senza problemi di usura o di temperatura, quindi i piloti erano tutti contenti e lo siamo stati anche noi, perché sono stati battuti tutti i record della pista: la distanza di gara, il giro veloce in gara ed il tempo della pole. Poi non è stata buona solo la performance, i piloti ci hanno detto di aver trovato un ottimo feeling fin dal primo giorno. Questo è molto importante" ha detto Taramasso a Motorsport.com.

Anche perché è stata una gara molto veloce, quasi 20" più corta rispetto a quella del 2018...
"Esatto, è stata velocissima dal primo all'ultimo giro. Nelle ultime tornate abbiamo visto un bel duello tra Quartararo e Marquez. Siamo molto contenti, ma è andata talmente bene che la gara ci ha fatto sorgere un dubbio: l'anno prossimo riusciremo a fare meglio?".

Senza dubbio, queste ultime gare sono state la miglior risposta a chi magari nella scorsa stagione vi criticava per le gare d'attesa...
"Quest'anno, con questo nuovo sistema di produzione delle mescole, le gomme sono migliorate sia a livello di durata che di grip puro. Abbiamo fatto un passo avanti importante e le ultime gare lo confermano".

Il dubbio che hai espresso prima è lecito, ma devo dire che quando nei test avete fatto provare le gomme che state preparando per il futuro, i feedback dei piloti sono sempre sembrati molto positivi...
"I presupposti per continuare a fare bene ci sono. Noi lavoriamo sempre per trovare delle nuove soluzioni che possano andare meglio e che diano più confidenza ai piloti. Questo è un qualcosa che si vede anche a livello di cadute, perché sono sempre meno".

Per i piloti poi sembra essere un valore aggiunto il fatto che ci siano sempre delle mescole specifiche per ogni tipo di circuito e non un'allocazione standard che si ripropone su tutte le piste del Mondiale come in passato...
"In questo senso, una decina di giorni fa, ho letto un commento di Valentino Rossi, che diceva che rispetto ai nostri predecessori vede che continuiamo a lavorare e che non ci sediamo sugli allori, cercando sempre di sviluppare e di proporre sempre qualcosa di meglio. Per noi è normale, perché anche le moto sono in continua evoluzione, quindi anche noi dobbiamo metterci la nostra pietra e contribuire".

Anche perché in un regime di monogomma, questo forse è l'unico modo che ha il fornitore unico per mostrare a tutti le sue capacità...
"Se non fai un lavoro di questo tipo, non serve a niente. Ci sono due ragioni che ci hanno spinto a tornare in MotoGP e la prima è proprio quella. Ovvero il poter sviluppare delle nuove tecnologie, per passarle eventualmente sui prodotti commerciali in un secondo momento. Inoltre vogliamo approfittare di poter fare questo lavoro con i migliori piloti al mondo e le migliori moto al mondo. La seconda ragione, ovviamente, è quella della visibilità, perché parliamo di un campionato mondiale, con tanti spettatori, che approda in mercati interessanti come l'Asia e il Sud America, che sono importanti per la nostra azienda. Ma senza la prima ragione, non servirebbe a nulla essere in MotoGP".

Ai tempi della Formula 1, infatti, la Michelin uscì di scena quando si passò al regime di monogomma. Con questo approccio, però, non avere concorrenza sembra quasi un problema marginale...
"L'unica differenza è che con il regime di monogomma lo sviluppo va solo un po' più lentamente. Quando invece sei in competizione con altri devi sviluppare più rapidamente, perché c'è più competizione e deve essere in grado di reagire tra una gara e l'altra, cercando di fare meglio del tuo concorrente. E' uno stimolo in più, che ti porta ad investire più risorse. Ma è un lavoro che puoi fare anche in regime di monogomma: il ritmo è diverso, ma i frutti sono sempre gli stessi".

Ma guardiamo avanti. Questo fine settimana inizia la tripletta asiatica con il GP del Giappone: che tipo di gomme avete scelto per Motegi?
"Rispetto al 2018, abbiamo fatto delle scelte più morbide sia all'anteriore che al posteriore, perché l'anno scorso le mescole dure non erano state utilizzate da nessuno. Dopo aver analizzato i dati al termine della corsa, abbiamo capito che l'asfalto non offre troppo grip, quindi abbiamo deciso di andare più soft per cercare di bilanciare questa mancanza. Per darvi un'idea, la gomma media dell'anno scorso, che è stata la più utilizzata nel 2018, diventa la dura di quest'anno. Per quanto riguarda la conformazione, al posteriore abbiamo delle gomme asimmetriche, mentre sull'anteriore sono simmetriche. A Motegi è la gomma davanti quella che lavora di più, perché ci sono tante staccate violente, quindi è importante che i piloti abbiano fiducia sull'anteriore. Poi dipenderà anche dalle temperature, perché può esserci un'escursione importante sull'asfalto tra il mattino ed il pomeriggio. Questo può complicare le cose, anche se crediamo di aver coperto ogni scenario con le nostre scelte".

In Giappone abbiamo visto spesso la pioggia, c'è questo rischio anche per questa settimana?
"Non ho ancora guardato bene le previsioni, ma nel caso non siamo preoccupati, perché nel 2017 la corsa è stata disputata sotto ad una pioggia torrenziale. C'era davvero tantissima acqua in pista, infatti pensavo che l'avrebbero interrotta con la bandiera rossa, invece le nostre gomme da pioggia avevano funzionato benissimo, con Dovizioso e Marquez che avevano regalato un grande spettacolo fino alla bandiera a scacchi. Dunque, anche quest'anno abbiamo portato le stesse gomme e siamo tranquilli se dovesse venire a piovere".

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Serie MotoGP
Evento GP del Giappone
Autore Matteo Nugnes