Taramasso: "Chi non ha rodato la gomma a Jerez, ha sbagliato"

Il responsabile della Michelin ha rivelato che i dati hanno confermato che le gomme rodate prima della gara hanno lavorato meglio. Rivolgendo lo sguardo a Brno, c'è il problema del poco grip offerto da un asfalto vecchio di 12 anni, ma l'azienda francese è convinta di fare un passo avanti con la nuova costruzione e con due mescole differenti al posteriore.

Taramasso: "Chi non ha rodato la gomma a Jerez, ha sbagliato"

Dopo il caldo infernale di Jerez de la Frontera, la MotoGP ha vissuto una settimana di meritato riposo, ma ora è pronta a riaccendere i motori per il terzo appuntamento della stagione 2020. Un'altra grande classica del Motomondiale, che però questa volta è collocata proprio al suo posto nel calendario, ovvero il Gran Premio di Repubblica Ceca, che solitamente è quello che riapre le danze ad agosto sul bellissimo saliscendi di Brno, dopo la pausa estiva.

Dai quasi 60 gradi sull'asfalto del Gran Premio di Andalusia, si dovrebbe quindi tornare alla "normalità", ma anche il tracciato ceco racchiude delle insidie. Su tutte, un asfalto che non viene rinnovato ormai da 12 anni e che quindi offre poco grip. La Michelin però, forte dell'esperienza maturata nella scorsa stagione, pensa di aver preso le giuste contromosse per gli pneumatici posteriori, come ha spiegato a Motorsport.com il responsabile Piero Taramasso.

"A livello di temperature si dovrebbe rientrare nella norma a Brno, con delle massime intorno ai 30 gradi. Lì però dobbiamo tenere conto che si tratta di un circuito che offre un grip molto basso, perché mi pare che sia dal 2008 che non rifanno l'asfalto. Già l'anno scorso avevano sofferto parecchio di questa mancanza di grip, dovuta sia all'asfalto che alla pioggia, che aveva reso il fondo umido prima di ogni sessione, lasciando sempre qualche chiazza durante i turni. Non siamo mai riusciti a girare in condizioni perfette e anche questo non ha aiutato, quindi diversi piloti si erano lamentati dello spinning" ha detto Taramasso.

Con questo quadro, la gomma che rischia di essere messa maggiormente sotto stress sembra essere la posteriore...
"Brno è un circuito che ha tante ripartenze e tante accelerazioni, quindi il posteriore è sollecitato parecchio. Poi c'è questo spinning generato dal poco grip dell'asfalto, quindi i team devono trovare un buon compromesso a livello di set-up sia per quanto riguarda le geometrie che il traction control. Ora le potenze sono molto alte, quindi dovranno trovare l'equilibrio giusto per riuscire a scaricarla a terra anche in queste condizioni. Dal nostro punto di vista, il vantaggio è che avremo la nuova costruzione al posteriore che offre più grip".

Michelin quindi che tipo di scelte ha fatto per questo fine settimana?
"Per quanto riguarda l'anteriore, siamo in linea con le gomme che abbiamo portato nel 2019. In gara avevano utilizzato sia la media che la dura, quindi abbiamo deciso di continuare così. Al posteriore, oltre alla nuova costruzione, a livello di mescole abbiamo deciso di modificare anche l'allocazione. Abbiamo confermato solamente la media, che è quella che hanno utilizzato tutti i piloti tranne uno in gara, ma abbiamo cambiato le altre due, scegliendo delle tipologie pensate per andare a cercare un po' più di grip e di mordente. Quindi direi che si può parlare di un grosso cambiamento per il posteriore".

Facciamo un passo indietro a Jerez. Da fuori, le condizioni climatiche sono sembrate davvero estreme nei primi due appuntamenti...
"Jerez è stata dura, ma è stata un buon rodaggio per riprendere il ritmo. Ora penso che sarà tutto più facile, perché ci siamo abituati al protocollo e avremo delle temperature più normali nelle prossime gare. Il caldo è stata la cosa che ha messo tutti un po' più in difficoltà a Jerez, noi infatti siamo orgogliosi che le gomme abbiano tenuto fino alla fine".

Nonostante il caldo e magari qualche difficoltà nella prima gara, nella seconda gara hanno insistito ancora tutti con la gomma soft al posteriore...
"Avevano tutti tanti dati della prima gara, quindi hanno deciso di correre praticamente tutti con la soft ed è andata bene così, perché alla fine la seconda gara è stata un pochino più veloce della prima, nonostante ci fosse un temperatura più alta".

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Dopo la gara, si è parlato tanto del fatto che avevate consigliato ai team di fare nel Warm-Up un rodaggio della gomma da utilizzare in gara, per cercare di tenere più bassa la temperatura. Un'indicazione che però non è stata seguita da tutti...
"Noi avevamo consigliato ai team di fare il rodaggio alle gomme per cercare di mantenere la temperatura più bassa e guadagnare qualcosa a livello di costanza. Non tutti hanno voluto farlo, ma è stato uno sbaglio non farlo. Guardando i dati, i team che lo hanno fatto, hanno effettivamente guadagnato qualcosa sia in termini di temperatura che di performance".

Chi sono quelli che hanno seguito la vostra indicazione?
"Lo hanno fatto le quattro Yamaha e le due Suzuki. Ma per quanto riguarda le Suzuki si tratta di qualcosa che loro fanno già abitualmente, quindi conoscevano già il sistema. Con la Yamaha abbiamo dovuto portare degli argomenti validi per convincerli, ma alla fine era contenti di averlo fatto".

Al termine della corsa, Dovizioso ha detto che era convinto di aver fatto un passo avanti a livello di setting nel Warm-Up, ma che poi in gara non riusciva ad avere percorrenza, ipotizzando che ci potesse essere una gomma difettosa...
"Noi non abbiamo notato niente di anomalo, anche perché essendoci una nuova costruzione, sono tutte gomme che sono stare fabbricate recentemente, quindi sono tutte fresche. Dunque, dovrebbe essere stata una questione di temperature, perché la differenza è stata veramente enorme tra il warm-up e la gara. In condizioni di questo tipo, il warm-up non è troppo rappresentativo per quello che sarà la corsa".

Il pilota della Ducati è probabilmente quello che sta trovando più difficoltà ad adattarsi alla nuova costruzione posteriore. C'è un qualcosa che potrebbe aiutarlo?
"Il problema di Dovizioso è che non riesce a far scivolare il posteriore e questo non lo aiuta ad entrare nelle curve. A volte, quando non si riesce a trovare una soluzione con il set-up, si può pensare di utilizzare una gomma con una maggiore rigidità, nel caso di Jerez una gomma media, che magari ha un po' meno grip sull'edge e quindi permette di far scivolare di più la moto. Quello che si perde a livello di grip, si può guadagnare in termini di stabilità ed anche di trazione, offrendo una motricità migliore. A volte però i piloti preferiscono non andare in questa direzione, perché cercando sempre il grip, anche se in termini assoluti di tempi sul giro forse potrebbe esserci un guadagno".

Guarda il Gran Premio Monster Energy di Repubblica Ceca live su DAZN. Attiva ora

Camion Michelin
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Michelin tyre
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Piero Taramasso, Manager Two-Wheel Michelin Motorsport
Piero Taramasso, Manager Two-Wheel Michelin Motorsport
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Foto di: Michelin Sport

Michelin tyres
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Un dipendente Michelin al lavoro
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Michelin Technical Team
Michelin Technical Team
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Foto di: Michelin Sport

Michelin logo
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Foto di: Michelin Sport

Pneumatici Michelin usati
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Membri del team Michelin al lavoro
Membri del team Michelin al lavoro
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Pneumatici Michelin
Pneumatici Michelin
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Motorhome Michelin
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Michelin tyre
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Tecnico pneumatici Michelin
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Pneumatici Michelin
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Pneumatici Michelin
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