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Taramasso: "A Losail c'è stata usura, ma non degrado"

Il responsabile della Michelin ha tracciato un bilancio positivo del Gran Premio del Qatar, spiegando che effettivamente il vento ha generato condizioni che possono aver aumentato l'usura della gomma posteriore, ma che questa non ha condotto ad un eccessivo degrado dei tempi.

Taramasso: "A Losail c'è stata usura, ma non degrado"

Il Mondiale MotoGP 2021 è iniziato regalando spettacolo in Qatar, con Maverick Vinales che è andato a conquistare una meritata vittoria piegando la resistenza delle Ducati. Quella di Losail è stata una gara condizionata dall'arrivo del vento, che ha abbassato la temperatura rispetto al resto dei weekend e rispetto ai test, portando in pista parecchia sabbia.

Per questo la gestione dell'usura degli pneumatici è diventata un aspetto fondamentale, anche se il responsabile della Michelin, Piero Taramasso, ha spiegato a Motorsport.com che il degrado in realtà non è stato significativo, tracciando quindi un bilancio positivo per l'azienda francese, che si è portata a casa anche un nuovo record sul giro in qualifica, sfiorando pure quello della distanza di gara.

In qualifica Pecco Bagnaia ha sfoderato un giro veramente incredibile...
"Io pensavo che 1'52"9 fosse un tempo fattibile, ma non avrei mai scommesso su un 1'52"7. E' stato un bel record, ma anche la velocità di punta raggiunta da Zarco (162,4 km/h) è stata impressionante. Se già a Losail si sono toccate certe vette, chissà cosa ci aspetta al Mugello da questo punto di vista..."

A prescindere da questo record, qual è il vostro bilancio del weekend?
"Siamo soddisfatti perché, anche se avevamo già fatto cinque giorni di test, la pista del Qatar è sempre impegnativa per le gomme. Ha sia una parte guidata lenta che una parte più veloce, con le curve 10 e 11 che sono due sinistre consecutive molto sollecitanti, seguite da una tripla a destra tra 12, 13 e 14. In quel tratto le gomme vengono messe molto sotto stress e si scaldano parecchio. Anche il rettilineo è molto lungo e velocissimo, quindi Losail per gli pneumatici è veramente uno dei circuiti più difficili. Se a tutto questo aggiungiamo il vento e la sabbia che abbiamo trovato domenica, diventava veramente difficile fare delle previsioni".

"Alla fine però è andata bene, perché al traguardo ci sono stati i primi dieci piloti in nove secondi. E tra questi ci sono Yamaha, Ducati, Suzuki, Aprilia e Honda, quindi cinque costruttori. Questo è un segnale del fatto che le gomme si adattano a tutte le moto. Poi quelli che sono riusciti a venire fuori alla distanza penso che siano quelli che avevano un buon setting a livello di sospensioni, ma soprattutto a livello di elettronica per evitare lo spinning dovuto alla sabbia. I tempi dei primi quattro sono stati buoni: la durata della corsa è stata appena due decimi più alta rispetto al record del 2016. Un primato che già ci appartiene, ma che penso che potrà essere battuto nella seconda gara".

"L'unico problemino è che c'è stata parecchia usura. Noi la chiamiamo usura volumetrica, perché si è persa abbastanza gomma. Nonostante questo, la performance non si è degradata tanto: analizzando i tempi dei migliori, tra il loro miglior giro e i tempi che hanno fatto alla fine c'è una differenza di 7-8 decimi, e questo è molto buono".

 

Molti piloti ritengono che questa usura sia stata proprio frutto del vento, che ha generato condizioni mai viste neanche nei test...
"E' vero che le condizioni erano differenti rispetto ai giorni precedenti, perché questo forte vento aveva abbassato la temperatura e portato parecchia sabbia in pista. E questo inevitabilmente ti porta ad usare un po' di più la gomma, perché tende a slittare di più e quindi ad avere dei picchi di temperatura. Quello può influire, ma io credo che con un buon setting elettronico e con una buona gestione del gas, come hanno fatto i primi quattro, puoi compensare. Ma non è facile, perché in MotoGP sei sempre al limite con tutto".

Come ci dicevi, i tempi comunque sono rimasti buoni fino alla fine della gara...
"Una cosa che è importante spiegare è che l'usura ed il degrado sono due cose differenti. E' vero che la gomma si consuma, ma allo stesso tempo tu guadagni in peso, perché si consuma anche la benzina, quindi le due cose tendono un po' a compensarsi e riesci più o meno a fare gli stessi tempi. Il consumo non equivale automaticamente ad un drop della gomma. Chi comunque ha avuto problemi da questo tempo di vista, avrà ancora in prossimo weekend per lavorarci. Ed eventualmente c'è sempre l'opzione di scegliere delle gomme più resistenti, perché non dobbiamo dimenticare che domenica hanno corso tutti con la soft al posteriore, che senza dubbio era quella che aveva più potenziale. Però ci sono anche una media ed una dura, che potrebbero funzionare bene".

Quelli che nel corso del weekend hanno provato qualcosa di diverso hanno lavorato con la dura al posteriore. Perché la media è stata scartata?
"La media non dava vantaggi, perché non aveva più grip rispetto alla dura e non offriva neanche più stabilità in queste condizioni. Dopo la soft quindi penso che l'opzione migliore fosse la dura, perché non aveva problemi ad essere portata in temperatura ed era molto stabile, oltre ad essere molto costante e resistente all'usura. Se le temperature saranno più alte, può essere un'opzione per la gara di questa settimana".

Pensi che la guida delicata di Vinales abbia avuto un peso importante per la sua vittoria?
"Lui ha uno stile di guida molto dolce, rispetta molto sia la gomma davanti che quella dietro, non solo nei movimenti, ma anche in accelerazione e in frenata. A me verrebbe da dire che 'pennella' le curve. Mi ha stupito che sotto al podio abbia tolto la termocoperta e guardato a lungo la gomma. Allora poi sono andato a chiedergli perché lo avesse fatto e mi ha detto che non aveva sentito nessun calo, che aveva reso bene fino all'ultimo giro, allora voleva vedere in che stato fosse la gomma. La sua era una gomma usata, ma la performance è rimasta buona. Se guadiamo i tempi, Maverick ha fatto il giro veloce in 1'54"6 e al 19esimo dei 22 giri è stato ancora capace di fare 1'55"3. Anche Zarco ha avuto un delta di solo un secondo, che non è grande su una pista lunga come Losail. Pure Bagnaia e Mir hanno avuto meno di un secondo di decadimento, quindi vuol dire che hanno gestito bene le gomme".

Maverick Vinales, Yamaha Factory Racing

Maverick Vinales, Yamaha Factory Racing

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

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