Stoner: "Rossi non era più così forte, ma la MotoGP ha perso tanto"

Il due volte campione del mondo ha presenziato al premio Fair Play Menarini a Firenza ed ha detto la sua sul momento che sta vivendo la MotoGP, focalizzando la sua attenzione anche su Pecco Bagnaia e la Ducati.

Stoner: "Rossi non era più così forte, ma la MotoGP ha perso tanto"
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Se c'è una cosa che ha sempre contraddistinto Casey Stoner è il non aver mai avuto peli sulla lingua, neanche quando si tratta di parlare di argomenti un po' spinosi. Il due volte campione del mondo della MotoGP ha presenziato al premio Fair Play Menarini a Firenze e questa è stata l'occasione per toccare alcuni temi caldi del Mondiale.

A partire dal calo di attenzione riscontrato in alcune gare in questa stagione, che secondo l'australiano è legato all'assenza di Valentino Rossi, per quanto la parte conclusiva della carriera del "Dottore" non sia più stata all'altezza dei primi 20 anni.

"Non era più così forte negli ultimi anni ed era fuori dalla lotta per il titolo Mondiale, quindi non è cambiato così tanto senza di lui. Sicuramente, però, penso che la MotoGP abbia perso molti fan che venivano alle gare per vedere Valentino", ha detto Stoner.

Essendo l'unico ad aver regalato il titolo alla Ducati, Casey ha sempre un occhio di riguardo per la Casa di Borgo Panigale ed i suoi piloti, quindi si è soffermato a parlare anche dell'attuale uomo di punta Pecco Bagnaia.

"È un bravo ragazzo, lui ha i miei vecchi meccanici, sta lavorando duro. Ha fatto troppi errori quest'anno, ma finché non sei nella sua situazione non puoi capire, ed è molto facile giudicare da fuori, quindi preferisco non commentare. Ma la velocità c'è. Forse devi semplicemente accettare che non puoi vincere ogni gara, e devi finire un po' più gare: però, ripeto, è molto facile commentare da fuori gli errori".

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Infine, ha sottolineato che un altro aspetto che rende difficile la lettura della MotoGP odierna è l'eccessiva imprevedibilità, generata secondo lui da una certa facilità a raggiungere il picco prestazionale con le moto odierne.

"In quest'ultimo anno è difficile capire la MotoGP, perché da una gara all'altra vedi una lista di risultati molto diversa: il vincitore di un Gran Premio magari il weekend dopo fa fatica a finire nei primi 5 o 6, forse ancora peggio. Quindi è molto difficile vedere chi è forte in maniera costante".

"Non dico che le moto siano facili da guidare, ma sembra che ognuno sia capace di avvicinarsi al massimo della prestazione un po' più facilmente, e quindi poi è più difficile capire chi veramente fa la differenza. Ho la percezione che alcuni piloti che sono stati davanti non ci sarebbero stati, se le moto non fossero così gestibili", ha concluso.

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