Stoner punta il dito sull'elettronica: "In MotoGP non c'è più finezza"

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Stoner punta il dito sull'elettronica:
Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
03 ago 2016, 14:10

Secondo il collaudatore della Ducati in qualifica i tempi sono tanti vicini proprio per gli aiuti forniti dall'elettronica, che ormai ha imposto a tutti quanti di adattarsi allo stesso stile di guida: per essere veloci, bisogna saper staccare forte.

Casey Stoner, Ducati Team
Casey Stoner, Ducati Team
Casey Stoner, Ducati Team
Casey Stoner, Ducati Team
Casey Stoner, Ducati Team
Casey Stoner, Ducati Team
Casey Stoner, Ducati Team
Casey Stoner, Ducati Team

Quest'anno la MotoGP ha fatto un passo indietro dal punto di vista dell'elettronica, imponendo un software unico a tutte le case, che sulla carta è molto più semplice rispetto a quelli factory che venivano utilizzati fino al 2015.

Questo passo però per Casey Stoner, che quest'anno è tornato a guidare con una certa frequenza vestendo i panni del collaudatore Ducati, non è ancora abbastanza, perché i piloti continuano ad essere aiutati troppo ed è soprattutto questo a livellare molto le prestazioni in qualifica.

"L'elettronica è il motivo per cui in MotoGP i tempi sul giro sono così vicini in qualifica. Quindi pensate, quanti piloti che vanno veloci! Ma in qualifica tutti devono frenare tardi, far girare la moto e rispalancare il gas, lasciando che l'elettronica faccia il resto. Non c'è più finezza" ha spiegato Casey nel suo editoriale per Australian Motor Cycle News.

E il motivo per cui poi i distacchi aumentano in gara, per lui è molto intuitivo: "Durante la gara, quando non si può forzare la staccata in ogni giro facendola perfetta, ecco che il gap incomincia a crescere nel gruppo. L'elettronica infatti aiuta parecchio quei piloti che non sono in grado di controllare il posteriore come i migliori. Nel 2006 e nel 2007, se tu avevi una guida più fine, potevi anche uscire dalla curva e riuscire a superare i tuoi avversari a metà del rettilineo".

Stoner poi ha fatto notare come l'elettronica abbia in un certo modo unificato gli stili di guida, che ora prediligono l'aggressività in staccata.

"I piloti di solito utilizzano set-up molto differenti per le loro moto. Uno come Dani Pedrosa voleva una moto preparata per il centro curva e l'uscita più che per l'ingresso, ma se riusciva a tagliare la curva nel modo giusto, ti poteva affiancare nel rettilineo successivo" ha proseguito nella sua analisi il due volte iridato.

"Ora però sono tutti indirizzati verso uno stile preciso. Nessuno può fare la differenza in uscita - si può sentire che tutti aprono il gas nello stesso punto della curva - quindi possono solo cercare una grande pinzata in frenata. Dipende tutto da chi frena più tardi e da chi è disposto a correre più rischi".

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Autore Matteo Nugnes
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