Stoner: "Non sarò il coach di Lorenzo, lo aiuterò a capire la moto"

Durante un evento alla Nolan, Casey ha smentito le voci emerse dopo il WDW che lo volevano nel 2017 accanto a Jorge con lo stesso ruolo di Cadalora con Valentino. Inoltre ha allontanato ancora una possibile wild card.

Dopo la World Ducati Week di Misano, la permanenza di Casey Stoner in Italia si è prolungata fino a ieri. Il due volte iridato della MotoGP è stato infatti ospite della sede della Nolan, dove l'azienda italiana ha presentato un casco in edizione limitata a lui dedicato.

Neanche a dirlo, ancora una volta hanno tenuto banco i discorsi legati ad un suo possibile ritorno in sella non solo nei panni di collaudatore, ma per una wild card. L'australiano però ha ribadito quanto già detto in Romagna, ovvero che per il momento è pianificato solamente il test tra due settimane al Red Bull Ring.

"Non è nei piani. Ora sono un collaudatore, abbiamo in previsione solo dei test al Red Bull Ring. Non ho la smania di correre. Non sopportavo più la tensione e la pressione. Onestamente non ho intenzione di tornare. Il punto non è che io sia competitivo come ho dimostrato a Misano. Non cambia nulla, anche quando mi sono ritirato ero competitivo" ha spiegato Casey.

In realtà però c'è chi è pronto a scommettere che proprio il Red Bull Ring potrebbe essere l'occasione giusta per una wild card: Stoner partirebbe da zero, esattamente come tutti i suoi avversari, visto che non ci ha mai corso nessuno. Inoltre, il saliscendi austriaco potrebbe essere anche un tracciato gradito alla Desmosedici GP. Tuttavia, per il momento sono solo rumors.

Nei giorni scorsi si era vociferato parecchio anche della possibilità che Casey dall'anno prossimo potesse iniziare a svolgere per Jorge Lorenzo lo stesso ruolo che ha Luca Cadalora accanto a Valentino Rossi: un coach che osserva dalla pista ed è pronto a dispensare consigli preziosi.

La situazione però non sembra essere esattamente questa: "Non sarò il suo coach, come qualcuno dice. Lo aiuterò a capire la moto. Gli servirà per adattarsi, e forse anche per adeguarsi al sistema di lavoro che è diverso da quello dei giapponesi. Ma non ci vorrà tanto tempo: è già stato alla Derbi, in Aprilia, alla Yamaha, ed è andato forte ovunque".

Nel frattempo però c'è da lavorare per far trovare al maiorchino una moto già pronta per lottare al top all'inizio del 2017: "Il mio compito è quello di far migliorare la Ducati, per questa e soprattutto per la prossima stagione. Finora non è che avremmo potuto fare qualcosa di meglio, è che ci meritiamo molto di meglio. Ma le corse sono così. Continuiamo a lavorare duro, i risultati arriveranno".

Infine, non poteva mancare un accenno anche al rivale storico Valentino Rossi, che a 37 anni sembra aver trovato una seconda giovinezza. La cosa però non sembra sorprendere Stoner: "Non è troppo vecchio per vincere. Se il fisico è a posto, non si è troppo vecchi a 37 anni. Ci sono maratoneti che vincono a 40. E non è vero che i piloti danno il meglio prima dei 25. Doohan, per esempio, vinceva dopo i 30".

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Piloti Jorge Lorenzo , Casey Stoner
Team Ducati Team
Articolo di tipo Ultime notizie