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Analisi

Stallo tra costruttori e MotoGP: perché il "Patto della Concordia" non è stato ancora firmato

Le differenze tra le parti, soprattutto di natura economica, continuano a bloccare l’accordo commerciale, nonostante il vertice tra i costruttori e i vertici della MotoGP tenuto ad Austin nella mattinata precedente al Gran Premio degli Stati Uniti.

MotoGP, Carmelo Ezpeleta e i Team Managers

Al Circuit of the Americas (COTA), le decisioni più importanti vengono spesso prese al piano terra dell’edificio dei box, nella zona più vicina all’ingresso della pit lane. Gli uffici affacciati sul paddock di solito tengono le finestre aperte. Domenica, a poche ore dal completamento della striscia perfetta di vittorie di Marco Bezzecchi dall’inizio della stagione, erano tutti aperti tranne uno, schermato da una tenda che impediva di vedere chi si trovasse all’interno.

In quel momento, i responsabili del campionato puntavano a finalizzare il quadro commerciale per i prossimi cinque anni, anche solo attraverso una stretta di mano simbolica tra i costruttori (MSMA) e Dorna, ribattezzata qualche mese fa MotoGP Sports Entertainment Group (MGPSEG). Tuttavia, secondo quanto appreso da Motorsport.com, la distanza tra le posizioni era tale da rendere impossibile qualsiasi accordo. I colloqui restano congelati, in attesa di una ripresa delle negoziazioni che ormai si trascinano da oltre un anno.

Il contratto sul tavolo vincolerà tutte le squadre della classe regina a Liberty Media, detentrice dei diritti del campionato, per il quinquennio 2027–2031 e definirà diritti e obblighi di entrambe le parti, con l’aspetto economico che resta il principale punto di frizione.

Francesco Bagnaia, Ducati Team, Alex Marquez, Gresini Racing, Marc Marquez, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team, Alex Marquez, Gresini Racing, Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: David Buono / Icon Sportswire via Getty Images

Le squadre spingono per introdurre un modello simile a quello della Formula 1, che prevede la distribuzione di una quota dei profitti. MGPSEG, invece, vuole mantenere l’attuale struttura, basata su un pagamento fisso indipendente dai ricavi complessivi. L’ultima proposta si aggirerebbe intorno agli 8 milioni di euro, articolati su diverse variabili: un incremento di circa un milione rispetto all’accordo in vigore, che scade a fine anno.

Le squadre considerano questo aumento insufficiente e lo hanno ribadito a Carmelo Ezpeleta e Carlos Ezpeleta, rispettivamente CEO e Chief Sporting Officer della MotoGP. Domenica ad Austin hanno inoltre esposto la loro posizione ai vertici di Liberty Media, guidati dal CEO Derek Chang. Quell’incontro potrebbe rappresentare un punto di svolta in un processo ormai in stallo, che sta anche rallentando gli annunci di rinnovi e firme già definiti per il 2027.

Se la situazione è arrivata a questo punto, è perché i costruttori considerano questo momento un’occasione unica per far valere le proprie richieste. Non solo perché l’accordo attuale scade tra otto mesi, ma anche per il contesto più ampio legato all’acquisizione del campionato da parte di Liberty Media. Finora, i vertici del colosso dell’intrattenimento sono rimasti per lo più ai margini delle decisioni quotidiane. Nel paddock, però, cresce la convinzione che questo possa cambiare una volta firmato il nuovo contratto, l’equivalente MotoGP del Patto della Concordia di F1.

Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing

Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing

Foto di: David Buono / Icon Sportswire via Getty Images

Consapevole dell’importanza dell’incontro previsto per la domenica ad Austin, secondo quanto appreso da Motorsport.com i membri della MSMA si sono riuniti per una cena il sabato sera. L’iniziativa, promossa da Ducati e organizzata da Aprilia, ha riunito diversi rappresentanti di ciascun costruttore. Tra le figure di spicco presenti c’erano Michele Colaninno, CEO del Gruppo Piaggio; Claudio Domenicali, suo omologo in Ducati; e Gottfried Neumeister, CEO di KTM. Honda era rappresentata da Yuzuru Ishikawa, project leader MotoGP, e dal team manager Alberto Puig, mentre la delegazione Yamaha era guidata da Paolo Pavesio.

Questo vertice informale è servito a definire la strategia in vista del cruciale faccia a faccia della mattina successiva. L’incontro di domenica è iniziato alle 11:00 ed è durato circa un’ora. Poco dopo mezzogiorno, a un paio d’ore dalla gara MotoGP, i responsabili dei costruttori hanno lasciato gli uffici e si sono raccolti in un evidente capannello nel paddock, dove hanno discusso l’esito per una ventina di minuti.

Motorsport.com apprende che la MSMA ritiene l’attuale bozza inaccettabile, poiché contiene una serie di limitazioni considerate troppo restrittive. Oltre agli aspetti economici già citati, figurano clausole legate alla proprietà degli slot squadra e al grado di controllo su di essi, soprattutto in relazione all’ingresso di potenziali investitori.

Come prevedibile, la dimensione economica è il filo conduttore dell’intero dibattito. Sul fronte delle responsabilità, MGPSEG chiede ai team di rafforzare i propri dipartimenti marketing e comunicazione, con l’obiettivo di ampliare il più possibile la portata del campionato. Oltre ad assumere nuovo personale, alle squadre viene richiesto di mettere a disposizione prototipi MotoGP pienamente operativi per attività promozionali.

Sempre sul piano commerciale, ai team viene inoltre chiesto di elevare il livello di hospitality offerto agli ospiti, soprattutto a quelli che utilizzano le strutture condivise negli eventi extraeuropei: “La proposta attuale prevede un aumento di un milione di euro, ma tutto ciò che ci stanno chiedendo costa già molto più di quella cifra”, ha dichiarato a Motorsport.com una fonte vicina alle trattative.

Nello stato attuale, promotore, costruttori e team indipendenti condividono l’obiettivo di arrivare a un accordo, perché tutti puntano a essere in pista nel 2027. La MSMA, responsabile della fornitura delle moto, dovrà firmare per prima con MGPSEG; solo dopo seguiranno le squadre indipendenti. Resta da capire se le parti coinvolte in questa trattativa riusciranno alla fine a trovare un terreno comune, oppure se sarà necessario un intervento dai piani alti per sbloccare lo stallo.

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