Simulazione MotoGP: a Valencia soffre la spalla sinistra

I tecnici di MegaRide hanno simulato la pista di Valencia per scoprire quali sono le insidie per le MotoGP sul Ricardo Tormo. La Michelin, consapevole delle difficoltà di un tracciato in cui si gira in senso anti orario, con il doppio di curve a sinistra rispetto a quelle a destra, ha portato pneumatici asimmetrici. La difficoltà dei team sarà quella di mandare in fretta le gomme nel giusto working range.

Simulazione MotoGP: a Valencia soffre la spalla sinistra

La MotoGP resta in Spagna e dopo due appuntamenti ad Aragon approda a Valencia: il circuito Ricardo Tormo, con il suo anfiteatro costituito dalle tribune che circondano il tracciato di 4.005 metri, è uno di quelli storici del Motomondiale dove si disputeranno due delle ultime tre gare del mondiale 2020 per un finale di stagione molto appassionante con una battaglia per il titolo ancora apertissima.

Gli ingegneri di MegaRide hanno effettuato la simulazione in esclusiva per Motorsport.com e i dati emersi testimoniano quanto sia importante riuscire a mandare in temperatura le gomme Michelin anche nel sud della penisola iberica, dove il clima di solito è mite ma dove sono attesi valori più bassi della media del campionato, specie nelle ore mattutine.

I tecnici dei team della MotoGP, quindi, lavoreranno per trovare il modo di portare le gomme nel giusto working range, proprio come è già avvenuto negli ultimi due appuntamenti disputati ad Aragon. Non deve sorprendere, quindi, se il programma orario di venerdì e sabato sia stato posticipato proprio per evitare il freddo del primo mattino che si può associare al maltempo previsto fino a sabato, mentre le gare si disputeranno in una condizione meteo favorevole con un picco di temperatura dell’aria che potrebbe arrivare a 23 gradi.

Simulazione MotoGP Valencia di MegaRide

Simulazione MotoGP Valencia di MegaRide

Photo by: MegaRide

Il circuito della comunità valenciana che si trova a Cheste, poco lontano da Valencia, è uno dei pochi da percorrere in senso antiorario: si distingue per 9 curve a sinistra e 5 a destra. Appare subito evidente quanto sia diversa la gestione delle gomme: nelle curve a sinistra la spalla di quel lato è a contatto con l’asfalto per gran parte del giro per cui non ha molte possibilità di raffreddarsi, mentre accade l’esatto contrario sulla spalla destra.

Non è casuale, quindi, che la Michelin porti pneumatici con mescole asimmetriche con un rinforzo sul lato più esposto per compensare il differente grip e la conseguente usura sui due lati del pneumatico.

I tecnici di MegaRide ci hanno fornito un grafico relativo alle temperature medie sul giro di Valencia: dalla simulazione emergono degli evidenti incrementi termici all’anteriore, specie durante le frenate più impegnative, come in curva 1 e curva 2. Si registra una variazione di temperatura significativa anche in curva 8 e in curva 14, l’ultima prima del traguardo.

La gomma posteriore, invece, raggiunge i valori mediamente più elevati nel tratto guidato.

Simulazione MotoGP Valencia di MegaRide

Simulazione MotoGP Valencia di MegaRide

Photo by: MegaRide

In un grafico gli ingegneri MegaRide ci mostrano come variano le temperature sulle due spalle della gomma posteriore in otto curve consecutive (dalla 12 alla 5), rispetto al valore medio registrato nell’arco di un giro, consentendo un’analisi attenta sul particolare layout del tracciato.

Se alla curva 12 che è una destra, incremento termico avviane sulla spalla destra, nel tratto tra la curva 13 e la 3 ci sono ben cinque pieghe a sinistra che determinano un salto termico sulla spalla sinistra della copertura, prima che nella curva 4 e 5 torna a lavorare la spalla destra.

Simulazione MotoGP di MegaRide: confronto di temperature fra Valencia e Barcellona

Simulazione MotoGP di MegaRide: confronto di temperature fra Valencia e Barcellona

Photo by: MegaRide

Dal punto di vista energetico gli ingegneri di MegaRide hanno confrontato le sollecitazioni termiche simulate sul Ricardo Tormo con quelle del circuito catalano del Montmelò. Dal confronto si evince una diminuzione dell’energia termica sviluppata lateralmente, essendo le curve di Valencia a media o bassa velocità rispetto a Barcellona. Al contrario, aumenta lo stress termico longitudinale, poiché i piloti affrontano un maggior numero di staccate e conseguenti accelerazioni, sebbene l’impianto di Valencia non sia considerato un tracciato particolarmente impegnativo per i freni, in quanto è stato classificato da Brembo con un indice di difficoltà pari a 3, su una scala che va da 1 a 5.

Le curve sono molto tecniche ma percorse a velocità relativamente basse. Non a caso, il tracciato di Valencia è quello con la velocità media più bassa dell’intero calendario della MotoGP: circa 161 km/h, a fronte dei circa 190 km/h che si toccano al Red Bull Ring in Austria.

La frenata più impegnativa è quella di curva 1, intitolata a Jorge “Aspar” Martinez: i piloti della MotoGP stanno con la leva in mano per 4 secondi, con una decelerazione di 200 km/h e una forza di 1.5g. Meno intensa è la frenata in approccio di curva 2, la Mick Doohan, dove i piloti subiscono, invece, una decelerazione pari a 1.3g.

Nell’ultimo grafico gli ingegneri di MegaRide ci mostrano qual è il delta termico che si registra nella staccata di curva 1 e curva 2. Nella prima c’è un incremento termico che è superiore a 30°C, mentre alla Mick Doohan il picco non supera i 25°C.

È curioso osservare come in queste due pieghe le dinamiche termiche siano simili sia in fase di riscaldamento che in fase di raffreddamento: le due curve raggiungono picchi differenti ma sono solo leggermente sfasate, pur avendo pendenze molto simili che le rendono stressanti sulla deflessione longitudinale della carcassa.

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