Rossi: "Yamaha in crescita, ma se paghi 10 km/h a Jerez..."

Il "Dottore" non ha potuto completare il lavoro previsto per oggi a causa della pioggia, ma sembra convinto che la Yamaha si stia muovendo nella direzione giusta, anche se il gap dai migliori c'è ancora. Valentino poi ha speso parole d'elogio per il nuovo capo tecnico Munoz.

Rossi: "Yamaha in crescita, ma se paghi 10 km/h a Jerez..."

Rispetto a ieri è riuscito a ridurre a poco più di mezzo secondo la forbice del gap dai migliori, ma Valentino Rossi non è parso troppo soddisfatto alla conclusione della seconda giornata dei test collettivi di MotoGP a Jerez de la Frontera.

Per oggi il "Dottore" aveva pianificato ancora delle prove comparative tra la Yamaha 2019 e quella nuova, ma sull'asciutto è riuscito a completare appena una decina di giri, prima che la pioggia facesse capolino sul tracciato andaluso. In ogni caso, la sensazione è che ci sia stato un passetto in avanti rispetto alla giornata inaugurale.

"Oggi purtroppo ha piovuto ed è stato un grande peccato, perché avevamo un po' di cose da fare, soprattutto di comparative tra la moto nuova e la moto vecchia. Siamo riusciti a fare una decina di giri sull'asciutto, che sono stati positivi, perché sono stato subito più veloce di ieri e mi sono trovato meglio. Penso che avrei potuto essere competitivo, ma purtroppo non abbiamo potuto fare il confronto tra le due moto" ha detto Valentino.

L'arrivo della pioggia comunque non ha interrotto la sua attività, perché ha voluto provare a fare qualche giro anche sul bagnato con la M1 2020.

"Nel pomeriggio abbiamo girato un po' sul bagnato e la moto nuova non si è comportata male. Non hanno girato in tanti, però i riferimenti erano buoni. C'è ancora tanto lavoro da fare. La moto nuova è buona, ma dobbiamo migliorare ancora".

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Se non altro, la giornata è servita per continuare a rendere più affiatato il rapporto con il nuovo capo tecnico David Munoz, per il quale ha speso elogi importanti.

"Sì, cambia molto. Diciamo che è molto più preparato per riuscire a sfruttare le nuove tecnologie per migliorare il setting della moto. E' interessante, è una bella esperienza e sono contento. Ci vuole un po' di tempo anche per lui per conoscere la moto, però è comunque una grande motivazione: l'anno prossimo dobbiamo essere più competitivi di quanto lo siamo stati quest'anno".

Facendo un primo bilancio in base all'andamento dei test, il pesarese ritiene che allo stato attuale siano davvero tanti quelli che possono ambire alla vittoria, anche se vedere una Yamaha così veloce nei test non sembra averlo sorpreso più di tanto, visto anche il trend recente.

"A vedere i tempi, le Yamaha sono andate molto forte. Però lo abbiamo visto tante volte nei test, poi quando si arriva alla gara e bisogna fare tanti giri di fila, gli altri riescono a consumare meno le gomme e alla fine arrivano davanti. La Yamaha l'ho vista in crescita, ma anche la Ducati, perché Dovizioso è stato tranquillo ma comuque è andato forte. Poi c'è pure la Suzuki. Sembra che ci siano una decina di moto che possono lottare per vincere".

Senza dimenticare che Maverick Vinales può essere quasi considerato uno "specialista" dei test, nel senso che spesso e volentieri è uno dei più rapidi. Le sue prestazioni, dunque, confermano che la base della M1 è buona, ma ora non bisogna fermarsi sugli allori.

"Maverick è sempre stato capace di dare qualcosa in più nei test. Da un certo punto di vista, dunque, possiamo essere contenti, perché questo vuol dire che la moto è buona. Però dobbiamo rimanere concentrati, perché abbiamo ancora molto lavoro da fare in vista della prossima stagione".

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Anche perché il gap a livello di velocità rispetto ad Honda e Ducati rimane grande, anche se un primo passo avanti si è visto con la specifica di motore introdotta nei test di Valencia. La speranza è che quella che arriverà in Malesia a febbraio possa garantire un altro salto in avanti.

"Con il motore abbiamo preso la strada giusta, ma il gap è ancora troppo grande, perché se prendi 9 o 10 km/h su una pista come Jerez, diventano un grande problema su tracciati con rettilinei più lunghi. Abbiamo visto qualcosa, ma ci serve di più e spero che possa arrivare il prossimo anno".

La stagione della MotoGP con oggi si è conclusa a tutti gli effetti, ma l'agenda del 9 volte iridato è ancora bella fitta di impegni da qui alle prossime tre settimane. Segno che l'entusiamo e la passione per il motorsport sono ancora belli vivi nonostante i suoi 40 anni.

"Adesso ho moltissime cose da fare anche troppe. Questo weekend ci sarà la 100 km al Ranch e sembra bella, perché ci saranno molti piloti forti. Da sabato siamo già in pista un'altra volta. Poi dovrò andare a Valencia con Hamilton per provare la Formula 1 e sono molto eccitato per questo. Da lì andiamo ad Abu Dhabi a correre con la Ferrari GT3, quindi siamo ancora in ballo fino a metà dicembre. Poi sarà importante riposarsi un attimo e cercare di staccare la spina per tornare con tanta motivazione l'anno prossimo" ha concluso.

Informazioni aggiuntive di Lewis Duncan

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