Rossi: "Si dovrebbe tifare senza esagerare, con rispetto per i piloti"

L'arrivo delle guardie del corpo per Lorenzo e Marquez al Mugello ha acceso molto i riflettori sul tema tifosi. Il "Dottore" non crede che fosse una misura necessaria, ma riconosce che a volte i fan sono troppo "caldi" anche con lui.

Il Mugello è sempre un posto speciale per Valentino Rossi. Questa è sicuramente la gara in cui si raduna il maggior numero di suoi tifosi al mondo e, in un weekend in cui la Dorna ha preferito andare sul sicuro, affiancando delle guardie del corpo a Marc Marquez e Jorge Lorenzo, dopo le tensioni della passata stagione, è normale che anche il "Dottore" toccasse l'argomento tifosi.

Del resto, se da un lato è molto bello sentire il calore e l'affetto dei propri sostenitori, quando questo diventa esagerato, rende quasi difficile riuscire a concentrarsi e a fare del proprio meglio in pista.

"L'anno scorso ho fatto veramente fatica, c'era troppa gente. Era più una battaglia dal motorhome ad arrivare al box che in pista. Quest'anno speriamo che sia un pochino meglio. E' molto difficile concentrarsi così. Gli italiani sono dei tifosi fantastici, ma sono anche molto caldi. Delle volte forse anche troppo. Soprattutto quando esci dal motorhome e dovresti essere già concentrato, è difficilissimo fare quelle poche centinaia di metri, perché prendi botte, spinte, urti. Già arrivare al camion è un buon risultato. Bisognerebbe riuscire ad avere un po' meno gente nel paddock, ma qui, come in Spagna, ci sono tanti piloti e tanti team italiani, quindi è normale che ci siano anche parecchi ospiti" ha spiegato il nove volte iridato dopo la conferenza stampa di oggi.

Secondo il pilota della Yamaha però le guardie del corpo sono forse un qualcosa di un po' esagerato, perché la sua speranza è che alla fine possa essere un GP come gli altri: "Io penso che non servano le guardie del corpo. E' più il casino che si fa prima, che quello che succederà veramente. Sicuramente non succederà niente e sarà come un'altro Gran Premio".

Tuttavia, pur senza parlare direttamente ai suoi tifosi e tirando in ballo anche quelli spagnoli, ha detto che secondo lui ci vuole rispetto per i piloti e quindi intelligenza nel modo di tifare: "La cosa importante da fare sarebbe essere intelligenti, quindi tifare senza esagerare. Il consiglio potrebbe essere quello di evitare di far succedere cose che non devono capitare neanche negli altri sport. Bisognerebbe avere rispetto per i piloti, come per i calciatori o per qualsiasi altro atleta. Delle volte qui è difficile anche per me, capita di prendere delle spinte o degli urli. Ma anche in Spagna è spesso così. Speriamo che si rimanga nei limiti delle cose simpatiche".

Infine, non poteva mancare qualche battuta sul weekend che lo attende dal punto di vista agonistico. Perché c'è tanta voglia di riscattare una striscia che non lo vede vincere in Toscana dal 2008, quando ha concluso un filotto di sette successi consecutivi: "Adesso abbiamo uno zero a testa, però Lorenzo ha 12 punti in più, invece Marquez è più vicino perché quando è caduto non ha fatto zero, ma è riuscito a prendere tre punti. Il Mugello è stato una pista fantastica per me fino al 2008: ero veramente veloce e sono riuscito a vincere per sette volte di fila. Però da lì nel 2009 non è andata bene e nel 2010 mi sono fatto male. Poi negli ultimi anni non sono mai stato abbastanza competitivo. Sono salito sul podio nel 2014 e nel 2015, ma non sono mai riuscito ad essere forte in qualifica e a lottare per la vittoria. Quest'anno bisognerebbe riuscire a fare meglio degli ultimi due anni e mi piacerebbe riuscire a stare davanti e lottare per la vittoria. Sarà importante iniziare da domani con un buon passo".

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Evento GP d'Italia
Sub-evento Giovedì
Circuito Mugello
Piloti Valentino Rossi
Team Yamaha Factory Racing
Articolo di tipo Conferenza stampa