Rossi: "Se c'è una regola, deve essere uguale per tutti"

Il "Dottore" torna alla carica sui commissari per la gestione dei track limits all'ultima curva. Anche oggi è stato la miglior Yamaha, ma soffrendo troppo.

Rossi: "Se c'è una regola, deve essere uguale per tutti"

Che il Red Bull Ring non fosse la pista più adatta alla Yamaha lo si è sempre saputo, ma nelle precedenti cinque gare sul tracciato austriaco la Casa di Iwata era sempre riuscita a limitare i danni. La gara valida come GP di Stiria è stata invece una vera e propria ecatombe, con una sola M1 nella top 10 e con quella di Maverick Vinales che ha rischiato grossissimo, quando è rimasta senza freni, obbligando lo spagnolo a lanciarsi giù dalla sella.

Per la seconda domenica di fila, il migliore tra i piloti della Yamaha è stato Valentino Rossi, anche se chiaramente il "Dottore" non può essere soddisfatto per un nono posto. Soprattutto al termine di una gara che ha evidenziato in maniera fin troppo vistosa i punti deboli della sua moto.

"Sapevamo che su questa pista avremmo dovuto soffrire, perché qui la velocità di punta è molto importante e quest'anno la differenza con gli altri è grande e molto difficile da gestire. Anche l'anno scorso era così ed abbiamo lavorato per cercare di risolvere questa situazione, che però è ancora molto simile. Qui ci sono molti rettilinei lunghi e quindi soffriamo" ha detto Valentino.

"La settimana scorsa ero riuscito a finire quinto, ma perché c'erano state tante cadute davanti a me. Oggi invece tutti sono riusciti a scaricare a terra la potenza che hanno più di noi, inoltre nessuno ha fatto errori, quindi la prima Yamaha ha finito nona. E' altrettanto vero però che su altre piste andiamo bene, perché a Jerez abbiamo fatto una tripletta, quindi speriamo che nelle prossime piste vada meglio" ha aggiunto.

La Suzuki è un altro marchio che ha storicamente avuto problemi di potenza e quindi sofferto il saliscendi austriaco. Tuttavia, da questo punto di vista sembra aver fatto un grande passo avanti, visto che Joan Mir sembrava lanciatissimo addirittura verso la vittoria prima dell'esposizione della bandiera rossa.

"La Suzuki ha fatto un grande lavoro questo weekend e questo dimostra che il problema non è la struttura del motore con i quattro cilindri in linea. Loro hanno più grip di noi in accelerazione, ma anche il motore è chiaramente migliore. Oggi sono stato un po' dietro a Rins e lui accelerava molto di più rispetto a me".

Ovviamente non poteva mancare un accenno al problema ai freni patito da Vinales, anche se Rossi ha spiegato di aver patito meno questo fine settimana, spiegando poi perché la M1 soffre particolarmente in staccata.

"Io avevo avuto dei problemi la scorsa settimana, ma questo weekend abbiamo lavorato duramente con la Brembo, usando del materiale differente fin da venerdì, quindi non ho avuto particolari noie in gara. Questa è una pista molto impegnativa per i freni, quindi tutti soffrono un po' ed hanno delle prese d'aria piuttosto grandi. Noi però soffriamo un po' di più perché proviamo a recuperare in frenata quello che perdiamo sul rettilineo, ma in questo modo stressiamo abbastanza i freni".

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Oggi c'è stata la prima vittoria di Miguel Oliveira e all'orizzonte si profila un campionato che sembra non voler trovare un padrone. Dopo l'1-2 di Jerez, Fabio Quartararo sembrava il favorito, ma nelle ultime tre gare ha sofferto molto, secondo il pilota di Tavullia però a causa delle difficoltà della Yamaha.

"Si sta delineando una situazione molto interessante per questo campionato. Chi lo vincerà? Perché tutti quelli che sembrano favoriti, poi hanno delle clamorose battute d'arresto. Io non lo so se Quartararo sente la pressione, ma penso che stia soffrendo i problemi tecnici che abbiamo con la nostra moto. A Jerez lui fa paura, perché lo ha sempre fatto in tutta la sua carriera. La moto è andata bene e ha fatto due vittorie. Poi sono arrivate le piste più critiche ed è stata dura, ma per me è una questione principalmente tecnica".

Un campionato talmente strano, che pur senza acuti particolari, tranne il podio di Jerez 2, anche Rossi si può ritenere ancora in corsa dopo i primi cinque Gran Premi della stagione: "Sono settimo a 25 punti. Però siamo tutti lì, non siamo lontani. Quello che speriamo è che nelle prossime piste la nostra moto vada meglio, come a Misano, dove l'anno scorso siamo stati competitivi".

Secondo lui, ora si è fatto tutto più serrato perché l'elenco dei nomi dei piloti che possono puntare alla vittoria è sempre più lungo, ma alla fine anche perché le gomme stanno diventando un fattore determinante.

"Le moto che prima erano di seconda fascia, quindi KTM e anche Suzuki, sono migliorate moltissimo. Questo vuol dire che ci sono almeno altre sei moto che possono lottare per la vittoria e questo mescola moltissimo le carte in tavola. Tutti i piloti della MotoGP sono forti, quindi è veramente interessante. Ora vai forte se fai lavorare bene le gomme. Se ci riesci, ti viene tutto facile fin dal venerdì e arrivi davanti. La settimana dopo cambi pista, va tutto male e arrivi dietro. Il più grande problema è che nessuno ha capito perché, quindi è una cosa difficile da risolvere".

Nonostante tutto, Valentino non sembra voler puntare il dito sulla Michelin, pur ammettendo che le gomme odierne hanno una finestra di utilizzo davvero ridotta.

"La situazione negli ultimi anni è migliorata, perché la Michelin sta più attenta. Per esempio, se una gomma è stata scaldata più volte, non ce la danno più. Gli anni scorsi invece su quello si soffriva un sacco. Qui però il livello è molto alto e la differenza è molto piccola. Magari esce una gomma che va un po' meglio di un'altra e ti può modificare la gara. Io oggi ero molto ottimista perché c'erano 33 gradi sull'asfalto, che sono una condizione ideale per una gara di moto, e pensavo di essere più competitivo. Invece oggi pomeriggio, la media non funzionava. Non avevo grip e nella prima parte di gara ero già in difficoltà. Non lo so se c'è differenza tra una gomma e l'altro, credo che sia più il range di utilizzo che è molto piccolo".

Infine, il pesarese ha toccato l'argomento delle differenze di trattamento che abbiamo visto applicare sui track limits nella giornata di oggi. In Moto2, Jorge Martin è stato privato della vittoria per aver messo le ruote sul verde all'uscita della curva 8. In MotoGP invece, Pol Espargaro è andato larghissimo all'ultima curva per provare a difendere la vittoria, ma non è stato sanzionato, probabilmente perché nella manovra aveva già perso due posizioni.

"Per quanto riguarda la Moto2, Martin era andato sul verde anche la settimana scorsa all'ultimo giro e non si può. La gara scorsa non gli hanno fatto niente, perché poi la regola dice che se hai 3" di vantaggio non conta. Ma è già una stupidaggine, perché le regole funzionano quando sono chiare. Per me, se non puoi andare sul verde all'ultimo giro, se ci vai perdi una posizione. Finito. La settimana scorsa non gli avevano fatto niente e oggi invece lo hanno penalizzato per la stessa cosa. Però se la regola è una, bisogna che sia quella per tutti".

Nel caso della MotoGP, credo che abbiano valutato che Pol Espargaro sia andato sul verde perché Miller ce lo ha spinto. Però in questo modo vai completamente sul verde e non perdi niente. Con quella parte verniciata verde, le piste sono più sicure, ma bisognerebbe ragionare come se in quel punto ci fosse la ghiaia. So che i commissari sono sotto pressione dopo l'incidente di Zarco, ma devono essere più uniformi nei loro giudici. Il loro lavoro non è facile, ma bisogna alzare il livello" ha concluso.

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Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
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Andrea Dovizioso, Ducati Team, Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
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