Rossi nel baratro: "Non credo che arriveremo in Top 10 domani. Sembra che il nostro lavoro sia inutile"

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Rossi nel baratro:
Giacomo Rauli
Di: Giacomo Rauli
22 set 2018, 16:03

Valentino centra ad Aragon la peggior qualifica della sua carriera da quando corre in MotoGP: 18esimo. Nonostante i numerosi e profondi cambiamenti d'assetto, la M1 rimane costante nella sua mediocrità rispetto a Ducati, Honda e anche a Suzuki.

"Ieri ero in Top 10 ma non ero contento perché dopo pochi giri ero costretto a rallentare, le gomme scivolavano troppo. Ho provato a fare grandi modifiche ma già stamattina ero molto lento. Poi nel time attack sono anche scivolato. Nelle Libere 4 abbiamo provato ad assettare la moto in un altro modo ancora, però purtroppo sembra che turno dopo turno capiamo sempre di più che il nostro lavoro al box non serva a nulla, oppure non basti perché i problemi sono sempre gli stessi e io non riesco ad andare più veloce. In Q1 ho provato a fare un giro veloce alla fine, perché mi serviva un Jolly, ma non sono riuscito a fare il giro. Sono 18esimo, ma se fossi riuscito a farlo sarei solo 2 o 3 posizioni più avanti. Non sarebbe cambiato tanto".

Inizia così, in modo eloquente il debrief di Valentino Rossi al box Yamaha al termine delle Qualifiche del Gran Premio d'Aragona 2018 di MotoGP, in cui il 9 volte iridato ha ottenuto il peggior risultato della carriera da quando corre nella classe regina del Motomondiale. Parole chiare, dette con una tranquillità che, per certi versi, sembrano contenere a tratti qualche cenno di rassegnazione. La situazione tecnica della Yamaha è in caduta libera. Poi arrivano dichiarazioni meno forti, ma è solo un attimo.

"Per domani proveremo a modificare altre cose e vediamo. La cosa positiva è che Maverick nelle Libere 4 ha fatto vedere un buon passo. Proveremo a farlo anche noi. La cosa importante sarebbe lavorare per portare a casa punto importanti, ma non credo che saremo in grado di arrivare nei primi 10".

Come detto, il momento speranzoso di Valentino è durato davvero un attimo. L'attenzione viene posta ancora una volta sulla situazione tecnica in cui imperversa il team ufficiale di Iwata ma, più in generale, tutte le M1 che corrono in MotoGP.

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"Di solito le Case giapponesi non ti tengono aggiornato su quello che fanno. Credo succeda così in tutte le Case giapponesi. Quindi rimango sempre nel dubbio: cosa fanno? Cosa non fanno? Cosa stanno facendo? Però poi di solito le cose quando arrivano funzionano. Dobbiamo sperare. Però non so quale sia il progetto. E' da tanto che parliamo degli stessi problemi ma questi rimangono sempre gli stessi e non cambia nulla".

"Ieri ero abbastanza tranquillo. Sapevo che oggi non avrei fatto miracoli, ma mi aspettavo di andare meglio perché abbiamo fatto cambiamenti grandi sulla moto ma le sensazioni sono sempre quelle. La prima parte della stagione è stata buona, ma poi mi aspettavo cose diverse. Ad esempio a Misano. Quella è una pista di solito 'amica' delle M1, una pista dove vado forte. Avendo fatto così fatica lì mi aspettavo di farne altrettanta qui. Ma devo rimanere concentrato".

Il "Dottore" ha poi voluto spendere belle parole per il proprio team, importanti per cementare un gruppo che sta vivendo un momento oggettivamente molto complesso che, per altro, si stra protraendo da troppi mesi e, soprattutto, vede essere sempre più lungo a causa dell'immobilità prestazionale delle M1. Belle parole, che certificano il grande lavoro di un team che negli ultimi 15 anni ha vinto tanto e ha sempre mantenuto standard molto elevati.

"Nel nostro team funziona tutto abbastanza bene. Galbusera, Forcada e tutti i meccanici fanno sempre un grande lavoro, sono tutti bravi. Il team funziona bene. Il problema è il materiale con cui lavoriamo. E' quello il problema. Abbiamo bisogno d'aiuto dal Giappone, ma questo discorso lo abbiamo già fatto tante volte nel corso di questa stagione. Oggi cambia solo che la pista è più difficile e domani sarà ancora più dura".

"Io penso che arrabbiarsi di più e puntare i piedi per avere qualcosa di più dal Giappone non so se sia meglio. Non fa parte del mio carattere. Non c'è bisogno di arrabbiarsi di più di quanto non abbia già fatto, anche perché i risultati che facciamo parlano da soli. Non so se pagherebbe quella strategia. Questo poi è un gap che non è facile da colmare...".

"Come affrontare questa situazione senza perdere motivazione? Io devo stare qui per forza fino a domenica sera. Dunque la cosa migliore è fare la gara più velocemente possibile per fare in modo che finisca prima! (scherza)".

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Serie MotoGP
Evento GP d'Aragon
Sotto-evento Sabato, qualifiche
Location Motorland Aragon
Autore Giacomo Rauli
Tipo di articolo Intervista