Rossi: "Limite d'età giusto, ma 18 anni forse sono troppi"

Il "Dottore" ha accolto positivamente l'inserimento di un limite d'età per accedere al Mondiale, anche se crede che forse 18 anni sia una soglia un po' alta. In pista oggi ha faticato in condizioni miste, chiudendo 22°, ma soprattutto è dura gestire i tanti impegni: "Mi servirebbe una controfigura", ha scherzato.

Rossi: "Limite d'età giusto, ma 18 anni forse sono troppi"
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La grande festa di Misano è cominciata, ma per ora non sta avendo dei contorni esattamente idilliaci per Valentino Rossi, che si è ritrovato 22° alla conclusione della prima giornata di prove del Gran Premio del Made in Italy e dell'Emilia Romagna. Cosa che però non sembra averlo stupito più di tanto, visto che nella FP2 si sono manifestate le famigerate condizioni miste, con la pista che inizia ad ascigarsi, che ormai da anni sono indigeste alla Yamaha.

"Nella FP1 non è andata male. Quando c'era completamente bagnato ero abbastanza veloce ed avevo un buon feeling con la moto, quindi non ero troppo lontano dalla top 10. Sfortunatamente, nel pomeriggio, quando abbiamo trovato condizioni miste, abbiamo sofferto parecchio quando la pista ha cominciato ad asciugarsi, perché la moto è diventata molto difficile da guidare. Non riusciamo a far lavorare bene le gomme, soprattutto quella posteriore, quindi non abbiamo un gran grip e non sono riuscito ad essere troppo veloce", ha spiegato il "Dottore".

Tra l'altro, tutte le attenzioni che gli stanno rivolgendo in questo fine settimana, il suo ultimo in Italia da pilota di MotoGP, stanno rendendo un po' complicato il suo lavoro. Al punto che il pesarese avrebbe pensato ad una soluzione fantasiosa...

"E' un po' difficile, perché essendo un pilota io mi dovrei concentrare sul mio lavoro in pista, ma ci sono anche tante altre cose che mi chiedono e che dovrei fare, che sono importanti perché sono le mie ultime gare. Ho pensato che la mia unica possibilità sarebbe una controfigura: io mi concentrerei sulla moto e sulle performance, l'altro lo manderei a tutte le feste al posto mio. Sono sensazioni miste quindi, ma alla fine è bello: speriamo che domenica ci sia il sole, perché sarà bello correre davanti al mio pubblico per questo saluto".

La paura è che il ritiro di Valentino possa lasciare un grande vuoto, soprattutto per gli appassionati italiani, quindi gli è stato domandato cosa potrebbero fare i suoi connazionale per cercare di "bucare" nel cuore degli appassionati.

"Io ho avuto così tanto successo, perché mediaticamente funziono e risulto simpatico alla gente. Quello è importante anche per far appassionare chi non è già fissato con le moto, come le signore di 80 anni, ma anche i bambini piccoli. Ho un grande successo con le nonne di 80 anni e questo è un grande gusto (ride). Ma tutto questo bisogna anche supportarlo con i risultati, perché se alla domenica arrivi dietro è tutto più difficile. Bisogna trovare questo mix".

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Come conseguenza dei troppi incidenti mortali visti quest'anno nelle categorie addestrative, oggi è stato introdotto un limite d'età che dal 2023 impedirà l'accesso al Mondiale al di sotto dei 18 anni. Un provvedimento che il 9 volte iridato condivide, ma fino ad un certo punto, sottolineando che 18 anni forse sono una soglia un po' troppo alta.

"Specialmente per la Moto3, il passaggio da 16 a 18 anni è un grande cambiamento, perché tutti quanti vogliono arrivare nel Mondiale il prima possibile. Due anni sono tanti e per arrivare a 18 ci saranno tanti piloti che dovranno aspettare. Sicuramente sarà meglio dal punto di vista della sicurezza, ma non so se risolverà tutti i problemi, perché è più importante che i piloti si comportino bene quando sono in pista rispetto alla loro età. E' un passo piuttosto grande, io stesso ho iniziato a 17 anni nel Mondiale 26 anni fa, quindi 18 forse è una soglia un po' alta".

Restando in tema giovani, ha commentato la scelta della sua attuale squadra di puntare come suo sostituto per il prossimo anno su un rookie che farà il salto diretto dalla Moto3 come Darryn Binder.

"Binder è uno che va forte, che ha fatto dei bei risultati, ma il passaggio dalla Moto3 alla MotoGP è molto complicato, quindi non sarà facile. Però la Yamaha sotto questo punto di vista è una moto che magari non è la più competitiva, ma è abbastanza naturale da guidare, quindi potrebbe aiutarlo. Sono curioso di vedere come andrà, sarà sicuramente una bella sfida per lui".

Infine, ha confermato che diversi membri del suo staff, come il telemetrista Matteo Flamigni ed il capo tecnico David Munoz, l'anno prossimo entreranno a far parte della struttura del nuovo Team VR46 in MotoGP.

"Il mio team, David e Matteo, lavoreranno con noi. Uno penso con mio fratello e l'altro con Bezzecchi se non ci saranno complicazioni. Inoltre, Idalio Gavira, che è il mio coach, sarà il coach di entrambi i ragazzi".

Valentino Rossi, Petronas Yamaha SRT

Valentino Rossi, Petronas Yamaha SRT

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

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