Rossi: "La M1 2016 finiva le gomme, ma era più competitiva"

Il "Dottore", oggi solo 12esimo, non ha nascosto che la Yamaha ha un po' deluso le aspettative e che fatica più del dovuto sul bagnato. "Ci aspettavamo un grande passo avanti con la moto 2017, ma non è stato così" ha detto.

La Yamaha continua a non trovare il bandolo della matassa per tornare a rendere competitiva sul bagnato la M1 in versione 2017. La riprova è arrivata dalla prima giornata di prove del GP del Giappone, nella quale Maverick Vinales e Valentino Rossi si sono ritrovati addirittura fuori dalla top 10, tallonati da un esordiente come Kohta Nozane sulla moto 2016 del Team Tech 3.

Il "Dottore", che ha chiuso 12esimo a circa un secondo e mezzo dal miglior tempo della Ducati di Andrea Dovizioso, sembra aver preso con filosofia la cosa.

"Quello che succede sul bagnato su una MotoGP è talmente complicato che è una sorta di magia tra tutti gli elementi. Abbiamo provato a fare un po' di cose e secondo me sull'asciutto la moto è migliorata, ma sul bagnato la situazione è diversa" ha detto.

Tra le altre cose, anche sul bagnato la M1 consuma più del dovuto la gomma posteriore, perché quel problema non è stato ancora risolto: "Anche sull'asciutto, per dirla facile, quando andiamo forte comunque roviniamo troppo la gomma posteriore. Se non la roviniamo, vuol dire che stiamo andando piano. Quindi non siamo riusciti a risolvere il nostro problema e siamo anche peggiorati tanto sul bagnato: l'anno scorso era facile da guidare, si riusciva ad andare subito forte, invece questa è difficile".

Per l'ennesima volta poi Johann Zarco è stato più veloce con la moto 2016, facendo ancora emergere dei dubbi sulla M1 2017: "Siamo andati molto bene all'inizio della stagione, però poi abbiamo sofferto tanto. L'anno scorso avevamo il problema di finire la gomma, ma eravamo più competitivi. Nel 2016 io ho vinto due gare e Lorenzo quattro. Quest'anno io una e Maverick tre. Ho anche saltato una gara, ma ho molti meno punti dell'anno scorso".

Lo stesso Valentino non ha potuto fare altro che confermare che la moto 2017 non ha garantito lo step sperato: "Quando noi abbiamo provato la moto nuova l'anno scorso a Valencia, ci si aspettava un grande passo avanti, ma purtroppo non è stato così. Durante l'inverno abbiamo fatto anche qualche comparativa con la moto 2016, ma anche quella aveva dei problemi, quindi poi abbiamo cercato di guardare avanti".

Ma non è detto che debbano per forza arrivare delle rivoluzioni sulla moto del 2018: "Solitamente la Yamaha non fa mai grandi cambiamenti, quindi non mi aspetto rivoluzioni sulla moto dell'anno prossimo. Ma possono bastare anche pochi cambiamenti, a patto che funzionino".

Come aveva già anticipato ieri, queste ultime quattro gare però saranno fondamentali per dare feedback in vista dell'anno prossimo: "Intanto abbiamo ancora quattro gare e bisogna cercare di fare il massimo, anche se ormai io non sono in corsa per il campionato. Questo è un momento molto importante per quello che succederà nel 2018, quindi parliamo tanto con gli ingegneri, sperando che ci possano dare quello che ci serve per migliorare".

Informazioni aggiuntive di Oriol Puigdemont

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Evento GP del Giappone
Sub-evento Venerdì, prove libere
Circuito Twin Ring Motegi
Piloti Valentino Rossi
Team Yamaha Factory Racing
Articolo di tipo Intervista