Rossi punge: "Non so se Yamaha mi ascolta..."

Il "Dottore", solo 16esimo in griglia a Valencia, ha risposto così quando gli è stato chiesto se teme che sue indicazioni saranno ascoltate meno l'anno prossimo, quando passare dal team ufficiale a Petronas.

Rossi punge: "Non so se Yamaha mi ascolta..."

E' stata un'altra qualifica da dimenticare per Valentino Rossi quella del Gran Premio della Comunità Valenciana. Il "Dottore" domani inizierà la seconda gara di Valencia dalla sesta fila, più precisamente dalla 16esima posizione.

La cosa che ha colpito, però, è che in generale le M1 di quest'anno sembrano faticare di più rispetto alla versione 2019 aggiornata affidata a Franco Morbidelli. Il pilota italiano infatti ha conquistato la pole position, mentre Maverick Vinales sesto e Fabio Quartararo 11esimo.

Secondo il pesarese però il problema non va letto tanto in questi termini, quando con il fatto che tra la M1 2019 e quella del 2020 non c'è stato lo step che era stato promesso dalla Casa di Iwata.

"Il problema è che l'anno scorso abbiamo avuto una stagione difficile ed avevamo bisogno di migliorare tante cose, come il motore e il grip posteriore, ma dalla prima volta che ho guidato la moto nuova, le sensazioni sono state molto simili" ha spiegato Valentino.

"Il problema non è che la moto vecchia sia migliore della nuova, è che non siamo stati capaci di fare uno step con la 2020. Morbidelli è in pole, ha guidato molto bene, ma negli ultimi anni è capitato spesso che i piloti del team satellite fossero in grado di essere più veloci di quelli del team ufficiale. Ci serve un lavoro serio per provare a migliorare" ha aggiunto.

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A questo punto gli è stato domandato se, avendo così tanto bisogno di migliorare, non teme che andando nel team satellite le sue indicazioni possano finire per essere ignorate dalla Yamaha nel 2021.

"Cerco sempre di spiegare le mie sensazioni sulla moto e i problemi che abbiamo. Devo dire però che negli ultimi anni sono rimasti sempre quelli, quindi non ho capito neanche adesso quanto mi stiano ad ascoltare" ha detto Rossi scherzando.

"Quindi non sono molto preoccupato per l'anno prossimo all'idea di non essere nel team ufficiale, perché non credo che questa cosa cambierà molto. A me piace lavorare con la Yamaha, perché sono un pilota con tanta esperienza e molto sensibile, però purtroppo non siamo riusciti a migliorare tanto".

Il congelamento dei motori per il 2021 non consente di fare un grande step sul punto critico della M1, ma secondo il 9 volte iridato ci sono tanti altri modi per far progredire una MotoGP.

"E' vero che il motore è un nostro problema, diciamo uno dei punti deboli della M1, quindi il congelamento non è una grande notizia. Ma in MotoGP ci sono un sacco di altre cose che si possono fare senza aprire il motore. Si può lavorare sulla moto per migliorare il grip, quindi se la Yamaha vuole c'è molto margine per migliorare".

Valentino, infine, ha lasciato intendere che probabilmente uno dei guai della Yamaha in questo momento è che ha un metodo di lavoro un po' antiquato rispetto a quello della concorrenza.

"Negli ultimi anni il modo di lavorare in MotoGP è cambiato tanto. Oltre a quello che arriva dal Giappone, che fino al 2015-2016 era tutto, le altre Case hanno una seconda ed una terza squadra di ingegneri che lavorano in Europa. Ma vale anche per chi ha già base in Europa. C'è un grande lavoro per mettere tutte le forze insieme e migliorare. Credo che la Yamaha si debba un po' adattare a questo metodo" ha concluso.

Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
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