Rossi emozionato dall'addio: "Sarà più dura all'ultima gara"

Valentino Rossi ha confermato questo pomeriggio che a fine anno si ritirerà dal Motomondiale e smetterà di essere pilota di moto. Lo attende un futuro sulle 4 ruote in pista. "Mi mancherà star male prima della gara. Sarà dura, ma è il momento giusto".

Rossi emozionato dall'addio: "Sarà più dura all'ultima gara"

Valentino Rossi ha annunciato questo pomeriggio il ritiro dal Motomondiale. Al termine della stagione appenderà il casco al chiodo e smetterà di essere un pilota di moto.

Il 9 volte iridato lo ha annunciato questo pomeriggio nella conferenza stampa iniziata pochi minuti dopo le 16:15, al Red Bull Ring. Conferenza che vi proponiamo integralmente qui sotto, con Valentino che ha espresso concetti e parole molto importanti. Da sottolineare, per chi non è riuscito a seguire la conferenza, gli occhi lucidi di Valentino e quel sorriso che lo ha spesso accompagnato nei Paddock di tutto il mondo.

Valentino, eccoci qui. Sappiamo che hai qualcosa da dire...
"E' stata una carriera molto lunga e per fortuna ho vinto tante gare. Ho avuto alcuni momenti, alcune vittorie indimenticabili. Pura gioia. Qualcosa che mi ha fatto ridere per oltre una settimana e a volte mi sono trovato a ridere anche oltre. E' stata una decisione difficile, ma devi capire che in tutti gli sport i risultati fanno la differenza. E penso che il ritiro sia la strada giusta. Avrei avuto l'opportunità di correre con il mio team, assieme a mio fratello. Ma ad ogni modo va bene così. Abbiamo ancora metà stagione, non so ancora quante gare, ma credo che per me sarà molto più difficile quando arriverà la mia ultima gara. Non posso lamentarmi della mia carriera".

Vuoi dire qualcosa direttamente ai tuoi fan?
"Prima di tutto dico ai miei fan che ho sempre dato tutto, per più di 25 anni. Ho sempre di dato il mio massimo per restare al top. E' stato un lungo viaggio assieme. Tante persone, molti fan, sono nati quando io ero in pista e arrivano a vedere questo momento con me. E' stato grandioso. ho avuto un incredibile sostegno da tanti fan. A volte è sorprendente tanto affetto, ma mi rende orgoglioso e ci siamo divertiti assieme. Li ringrazio tutti".

Quando hai preso la decisione di ritirarti?
"La decisione l'ho presa nel corso della stagione. All'inizio della stagione pensavo di decidere nella pausa estiva e volevo continuare a inizio campionato. Ma poi dovevo capire se fossi ancora veloce. Purtroppo nel corso della stagione i miei risultati non sono stati buoni e ho iniziato a riflettere".

Cosa c'è nel futuro di Valentino Rossi?
"Cosa c'è nel mio futuro? Mi piace tanto correre con le macchine. Mi piacciono leggermente meno delle moto. Ma penso che continuerò a correre in macchina. Non c'è ancora niente di definito. Ma io mi sento un pilota. Non correrò allo stesso livello, ma continuerò a essere un pilota".

Questo è il momento migliore per smettere?
"Sinceramente 2 anni fa e anche l'anno scorso non ero pronto per smettere. Perché dovevo capire, dovevo provarle tutte. Ora però sono tranquillo, in pace con me stesso. Non sono felice, ma se avessi dovuto fare un altro anno, non sarei stato comunque felice, perché avrei voluto correre altri 20 anni. Ora cercherò di essere più veloce rispetto alla prima parte di stagione. Il ritiro credo sia la scelta più giusta".

Avevi l'opportunità di correre anche la prossima stagione?
"Ho anche ricevuto un'offerta ufficiale per il prossimo anno, dal mio team. Ho davvero pensato di correre ancora, perché avrei avuto tutto a casa, le moto, il reparto corse. Abbiamo un grande team di Moto3 e Moto2. Ho tante persone che lavoravano con me dalla 250 e lavorano con me ora. E' affascinante, lo sarebbe stato. Ma ho deciso di ritirarmi per diversi motivi. Sarebbe stato un bel progetto se avessi avuto 2 o 3 anni di progetto. Ma ne ho uno e ho pensato che non sarebbe stato possibile".

Quali sono i momenti indimenticabili della tua carriera?
"I momenti della mia carriera indimenticabili sono 3 mondiali. 2001, quando ho vinto l'ultimo Mondiale 500. Il mio primo anno in Yamaha, nel 2004. E nel 2008. Mi davano per finito e dopo aver vinto 5 titoli in MotoGP ne avevo persi 2. Avevo cambiato tutto ed ero riuscito a tornare, lottando con Stoner e Lorenzo e vincendo il titolo. Sono quelli i momenti più belli della mia carriera".

Se ti guardi alle spalle, hai qualche rimpianto?
"Rimpianti... Riguardo le scelte non ne ho. Ad esempio correre in Ducati è stato difficile per me perché non abbiamo vinto, ma è stata una grande sfida! Se fossimo riusciti a vincere avremmo fatto qualcosa di storico. Sono triste per non aver vinto il decimo campionato perché penso lo meritassi per la velocità che avevo. Ho perso per 2 volte all'ultima gara, ma è andata così. Non posso lamentarmi dei risultati della mia carriera".

Qual è la differenza tra te e le altre leggende della MotoGP? Il grande seguito di fan?
"Credo che la differenza tra me e gli altri grandi piloti della MotoGP sia questa. Non so perché, ma io sono riuscito ad avvicinare tante persone al motociclismo. Senza di me non avrebbero conosciuto il Motomondiale, specialmente in Italia. Ho fatto una cosa nella prima parte della carriera che ha acceso le emozioni delle persone normali. Di questo ne vado fiero, dall'altro mi ha reso difficile la vita normale. Ero sempre sotto pressione e dovevo cambiare il mio stile di vita. Io comunque ho sempre cercato di vivere il più normalmente possibile. Quello è stato l'altro lato della medaglia. Ma ci sta".

Qual è la cosa più importante della tua carriera?
"Sembra che specialmente in Italia tante persone abbiano iniziato a seguire le moto per seguire me. E' un po' quello che è successo con Alberto Tomba nello sci. Questa è la cosa più importante della carriera. Non so perché sinceramente. Sono riuscito a intrattenere tante persone la domenica pomeriggio e in tanti penso si siano divertiti. Tanti hanno pensato solo alle mie gare e si sono divertiti senza pensare ad altro. E credo che questo sia stato bellissimo. Ora, anche se non vado bene, tanti vengono da me, piangono, mi stanno vicino. Questa è l'emozione più grande".

Sai che per tanti sei come Michael Jordan?
"Non è bello se dovessi dire 'Sono come Michael Jordan'. Forse è meglio sentirlo da voi. Ma è una sensazione grandiosa. Mi riconoscono tutti, anche nelle località più sperdute. Vedo tanti 46 sui motorini. E' qualcosa di speciale. Quando avevo 20 anni soffrivo di più, perché dovevo gestire bene la mia vita e non ero abituato. Ora sono più vecchio e mi piace di più. E' una sensazione speciale difficile da spiegare".

Dunque il tuo futuro è sempre nelle corse, ma a 4 ruote...
"Ho sempre amato correre con le macchine. Ho iniziato con i go-kart. Mio padre aveva paura delle moto, pensava che le macchine fossero più sicure. A 3 anni provai le mini bike. Poi ho scelto le moto ed è andata bene. Non so se sarei riuscito a raggiungere gli stessi risultati in macchina. Ho sempre cercato di migliorare le mie abilità in macchina. Io non corro solo per divertirmi. Se sei un pilota, corri anche per fare dei bei risultati. Ma a oggi non so con che macchine e dove correrò. Mi piacerebbe correre la 24 Ore di Le Mans, ma ci sono tante gare al mondo e penso di potermi divertire".

Perché le tue ultime stagioni in MotoGP sono state così complicate? Ti sei dato risposte?
"Non so perché gli ultimi anni siano stati così difficili. Non c'è solo un fattore, ma ne ho diversi. Nel 2018 ho finito terzo nel Mondiale anche senza vincere gare. Nelle ultime 2 gare avrei potuto vincere. Nel 2019 avevo iniziato bene ma poi qualcosa è cambiato. Cosa, sinceramente, non lo so. All'inizio dell'anno scorso non andavo male, ero lì, ma verso la fine della stagione avevo problemi a stare con i migliori. Il livello è molto alto e i nuovi piloti sono sempre più forti. Ora i piloti anziani si allenano tanto, sono più atleti. Ci sono diverse cose. Quest'anno non pensavo di vincere, ma di essere più competitivo sì".

Cosa ti mancherà della vita che stai facendo ora e che farai fino al termine della stagione?
"Penso che mi mancherà molto la vita da atleta. Svegliarmi e allenarmi. Ma, innanzitutto, mi mancherà correre con una MotoGP, perché è una cosa speciale. Poi mi mancherà lavorare con il mio team a partire da giovedì. Lavorare con gli ingegneri, i meccanici, capire i dati. Mi mancherà molto la sensazione delle 2 ore prima della gara. Si ha paura, si sta male, ma è un'emozione. Perché sai che alle 14 partirà la gara. E queste cose saranno difficili da sistemare".

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