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Rossi: “Deciderò il mio futuro prima di riprendere le gare”

Valentino Rossi e Maverick Viñales hanno rilasciato una lunga intervista pubblicata sui canali social Yamaha, in cui hanno parlato del futuro imminente e dei piani per il prossimo anno, senza dimenticare la situazione d’emergenza che ha colpito il mondo e costretto la MotoGP a fermarsi.

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Rossi: “Deciderò il mio futuro prima di riprendere le gare”

La MotoGP è ferma a causa della pandemia del Coronavirus, ma i piloti ed i team trovano sempre il modo di intrattenere il pubblico anche senza gare. Il team Yamaha Factory ha regalato agli appassionati un’intervista ai due piloti ufficiali, in cui hanno risposto ad alcune domande e chiarito dubbi sul passato, sul presente ed anche sul futuro.

Valentino Rossi e Maverick Viñales hanno affrontato vari argomenti, dall’emergenza COVID-19 nei rispettivi paesi all’Esport, passando per la stagione 2020 ed il 2021, stabile per lo spagnolo ma ancora incerto per il nove volte campione del mondo.

Quanto è difficile non avere ancora una stagione pianificata?

Valentino Rossi: “Sono in giro per il mondo dal 1996 e questa routine mi manca. Sicuramente in questo periodo si ha più tempo per se stessi ed anche per pensare, nel mio caso anche al futuro. In questo momento è come se avessimo due mesi pieni di ‘vacanza’, anche se poi non è così perché siamo chiusi in casa. Ma devo ammettere che è davvero molto noioso, perché siamo abituati a girare tutto il mondo da un punto all’altro senza poter pensare troppo”.

Maverick Viñales: “Sono a casa ad Andorra, tutto va bene. Sto recuperando dall’infortunio e mi sto avvicinando al 100% e posso iniziare ad allenarmi ora. Ma al momento mi sto riposando molto e sto sfruttando questo periodo per rilassarmi. Comunque non vedo l’ora di tornare in moto e aspetto con ansia che esca la data della prima gara”.

Parlateci dell’eSports e di #StayAtHomeGP

MV: “È difficile. Sono più nervoso con queste gare che in un weekend normale! Mi sto allenando molto e passo molto tempo alla Play Station anche perché con l’infortunio ho giocato molto alla MotoGP e mi sono preparato abbastanza velocemente”.

VR: Mi sono divertito molto, non sono molto veloce con la MotoGP. Anche perché sono vecchio e giocavo ai videogiochi quando ero più piccolo. Ma comunque ho sempre giocato con le macchine, quindi non sono molto competitivo con MotoGP. Ma mi sono allenato un po’ la settimana prima della gara e mi sono divertito. Ci sono i top riders come Maverick e Pecco che sono molto veloci, ma mi sono divertito a combattere con Petrucci fino all’ultima curva. Ero un po’ troppo al limite e sono stato troppo aggressivo. Ma fortunatamente sono caduto solo io e Danilo ha finito la gara, quindi non è molto arrabbiato con me. La prossima gara a Jerez credo la faccia solo Maverick, perché ogni team può portare un solo pilota ed io ho suggerito di mandare lui perché è più competitivo.

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Dite qual è per voi la combinazione perfetta di moto, pista e compagno di squadra

VR: “Per me Assen, con Yamaha Factory Team con Maverick. Nel passato, Kevin Schwantz, con la vecchia 500c.  

MV: “Stessa cosa per me. Pensavo proprio alla stessa cosa, perché entrambi abbiamo vinto su quella pista”.

Quale messaggio volete mandare a chi in questo momento sta lavorando per fronteggiare l’emergenza?

VR: “La situazione è difficile per tutti, in tutto il mondo. Ma sicuramente per qualcuno è ancora più complicata, specialmente per le persone che lavorano in prima linea. Per loro non è noioso, ma pericoloso provare a salvare le vite. Hanno tutto il mio sostegno e mando un grande abbraccio virtuale, siete i nostri eroi in questo periodo. Grazie mille e non arrendetevi”.

MV: “Sono vicino a tutte le persone che lottano contro questo Coronavirus. Però anche nel buio c’è sempre un piccolo spiraglio di luce e l’obiettivo è quello di mettere a posto le cose e renderle positive. La situazione è difficile, molte persone hanno familiari ammalati. Nel mio piccolo sto aiutando gli ospedali di Girona e di Figueras, dove sono nato. Aiuto con quello che posso, nella fornitura del materiale…ogni piccola cosa è buona per tutti, provo ad aiutarli come posso”.

Torniamo alle moto: Valentino, sei ancora arrabbiato per quello che è successo ad Estoril 2006 con Toni Elias?

“No no, ogni tanto lo incontro in America, perché lui ora corre lì, e sono contento. Anche perché ci relazionavamo bene. Ma io gli ho detto che non sono arrabbiato con lui per avermi battuto in Portogallo, ma per avermi buttato giù alla prima curva a Jerez, perché in quella stagione la prima gara dell’anno era lì e lui mi ha buttato fuori proprio alla prima curva. Quindi forse quella gara mi ha fatto perdere il mondiale”.

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Maverick, cosa ti ha convinto a restare in Yamaha?

“Sicuramente ho considerato l’opportunità di andare via, perché i risultati non erano quelli che mi aspettavo né quelli che sono in grado di ottenere. In mente avevo molti dubbi, ma credo che lo scorso anno Yamaha ha migliorato molto la moto, mi ha dato molto supporto e fiducia. Un altro motivo è il fatto che mi piace il team che ho al momento. Quindi penso che non fosse un buon momento per andare via. Ho bisogno di continuare con Yamaha, nello stesso modo, lavorando duramente e mantenendo la motivazione alta, perché penso che quando Yamaha va forte, è difficile da battere. Al momento, penso che siamo sulla buona strada”.

“Fabio Quartararo sarà il mio compagno di squadra il prossimo anno, ma molte volte dico che sono dispiaciuto, perché ho un buon rapporto con Vale, imparo tanto da lui e sicuramente è stata una decisione di Yamaha. Comunque dovremo continuare a lavorare. Credo che questo sia un buon anno per no, penso che la moto ci sia. Quindi dobbiamo rimanere concentrati. Voglio replicare i bei momenti con Yamaha, quando eravamo primo e secondo o secondo e terzo ed essere sul podio molte volte. Quindi quest’anno penso che possiamo ripeterci e daremo il massimo dal primo giro”.

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Valentino, quali sono i tuoi pensieri per il futuro?

“Sono in una situazione difficile, perché come ho detto, la mia prima opzione è quella di provare a continuare perché ho abbastanza motivazione e voglio farlo. Ma è molto importante capire il livello di competitività, perché soprattutto nella seconda parte dell'anno scorso abbiamo sofferto moltissimo e troppe volte sono stato troppo lento e non posso lottare per le prime cinque posizioni. Quindi, nella mia mente, ho un altro anno con il team di fabbrica e ho bisogno di tempo per decidere. E per me ho bisogno di cinque, sei gare per capire se con il nuovo capo meccanico [David Munoz] e alcune modifiche nel team posso essere più forte. Il problema è che con il virus non abbiamo gare. Quindi penso che dovrò decidere prima di correre perché nella situazione più ottimistica possiamo correre nella seconda metà della stagione. Quindi, verso agosto o settembre, sperando che tutto vada bene. Quindi devo prendere la mia decisione prima. Ma comunque, voglio continuare, ma devo prendere questa decisione senza fare gare”.

Non ti sembra ingiusto lasciare in queste circostanze? Più probabilmente continuerai nel 2021?

“Questo è vero. Di sicuro, non è il modo migliore per fermarsi perché la situazione è che forse non gareggeremo anche per questo 2020, quindi è più giusto fare un altro anno e magari fermarci alla fine del prossimo. Quindi spero di continuare nel 2021”.

Maverick, speri che Rossi continui nel 2021?

“Sicuramente, molti altri anni. Adoro condividere la pista con Valentino ed è speciale combattere con lui. Mi fa sempre fare un passo in più, sempre. Sull'allenamento a casa e anche in pista. Devo sempre vedere dove si trova il mio compagno di squadra, perché siamo buoni amici e siamo nel box Yamaha, quindi il primo che dobbiamo battere è proprio il compagno di squadra”.

C’è qualcosa che ti ha aiutato a migliorare essendo compagno di squadra di Valentino? Cos’è?

“Sicuramente ho imparato tanto in questi anni, perché entrambi abbiamo avuto momenti difficili in Yamaha, in particolare l'ultima parte del 2018 ed il 2018. Valentino ha sempre sorriso e non capivo perché. Eravamo lontani nei tempi, non eravamo abituati. Quindi non so perché stesse sorridendo. Quindi a volte parlavo con molte persone e dicevo ‘Non so come può sorridere’, ed era così felice. Ha lasciato tutto in pista ed era felice fuori dalla pista. Così ho imparato ad essere felice anche se le cose non stanno andando come vuoi. Ma mi ci sono voluti mesi per capirlo”.

Vale, questo periodo ti ha fatto pensare a cosa faresti dopo la MotoGP?

“Abbiamo molti buoni programmi per il futuro, per quando mi fermerò con la MotoGP. Abbiamo un nostro team in Moto2 e Moto3 che ci piace molto. Quindi vogliamo provare a continuare, soprattutto per crescere i giovani piloti italiani. Questo è il primo programma. Il secondo programma per me è correre con le macchine. Voglio correre con le macchine in qualche campionato e fare come un programma di sette, otto gare ogni anno. Questo è il piano per il futuro”.

Com'è il rapporto con il nuovo capo meccanico Muñoz?

VR: “Abbiamo fatto i test invernali insieme, quindi Valencia, Jerez, Malesia e Qatar, e la prima impressione è stata molto positiva. Ha un modo diverso di lavorare, perché David non ha molta esperienza ma è un capo meccanico molto giovane. Mi sento bene perché ha un ottimo approccio, è sempre molto tranquillo e ha già un buon rapporto con il resto della mia squadra, con tutti i miei meccanici. L'atmosfera nella squadra è molto positiva perché tutti sono molto felici. Quindi questo è sicuramente di grande aiuto per il risultato. Anche dal punto di vista tecnico, è pronto a tutto. Conosce la moto, ha lavorato durante l'inverno per essere pronto, e sono molto curioso di fare un weekend di gara insieme perché penso che abbiamo più potenziale rispetto allo scorso anno”.

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Cosa ne pensi dei piani di gara proposti per il 2020?

VR: “Per me, il modo migliore è iniziare in agosto o settembre e provare a fare 10 o 12 gare nei migliori circuiti del mondo, quindi dove hanno le migliori condizioni. Quindi possiamo iniziare a settembre e forse anche finire a dicembre in Australia o in Thailandia, dove fa caldo anche a dicembre. Spero che non ci siano corse multiple nella stessa pista, non mi piacciono le doppie gare nello stesso fine settimana come in Superbike. Per me è meglio fare forse otto settimane, o 10 o 12 gare nelle migliori piste. Anche se a porte chiuse, questo sarà un peccato per tutti, perché corriamo per i fan, ma è meglio correre a porte chiuse che non correre per niente”.

MV: “Sono completamente d'accordo, perché alla fine dobbiamo correre, il campionato deve andare avanti, tutte le fabbriche devono lavorare e girare in pista perché in questo momento sono fermi. Anche per noi, anche per i fan che possono guardare a casa. Come dice Valentino, sarebbe un peccato correre a porte chiuse, perché corriamo per i nostri fan e per tutte le persone lì che ci guardano. Ma per me andrà bene se potessimo fare la seconda parte della stagione, sarebbe perfetto. Quindi sarà difficile correre due volte in una pista. Per me sarà così strano perché poi sicuramente i risultati possono cambiare molto. La doppia gara? Non lo so. Può essere interessante, ma non ci siamo abituati. Quindi la situazione perfetta sarà la seconda parte della stagione”.

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Pensieri sul ritorno alle gare?

VR: “Sarà una novità, perché non capita mai di rimanere lontani dalla MotoGP per molto tempo. Ma di solito comunque, quando inizi dal primo test, hai sempre paura. Io personalmente temo sempre di non essere in grado di essere veloce come l'anno prima. Ma alla fine non è così. Non appena salti in sella, trovi le sensazioni. Sarà difficile fisicamente perché dobbiamo allenarci molto, cercare di essere pronti. Spero che prima della gara possiamo fare un altro test sulla stessa pista, magari due giorni, perché è molto tempo siamo lontani dalle moto, quindi forse non siamo pronti per FP1 subito.

Yamaha è in una buona posizione per il congelamento dello sviluppo per 2020/21?

MV: “Penso che sia stato giusto, perché penso che quando l'Italia era tutto chiuso, in Giappone stavano ancora lavorando. Quindi penso che sia giusto per tutte le fabbriche. E penso che abbiamo fatto un buon lavoro durante l'inverno. Abbiamo lavorato molto duramente sui motori, anche sul telaio e sull'aerodinamica. Quindi penso che siamo pronti. Ecco perché siamo abbastanza calmi, pieni di motivazione e non appena inizieremo saremo pronti”.

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Valentino, quanto è stato strano avere Jorge nel box con te come collaudatore?

VR: “Per me, penso che Jorge dopo gli anni in Ducati, ma soprattutto l'anno scorso, nel 2019, con la Honda, è stato un po’ come me dopo il 2011 e il 2012 con le due stagioni molto difficili con la Ducati in cui non ho mai avuto un buon feeling con la moto e cattivi risultati. E ogni volta che provavo a spingere di più, finivo a terra. Sono caduto molte volte in quelle stagioni e perdevo sempre le sensazioni. Dici ‘è finita, fermati, è tempo di stare a casa’. Ma dopo che Jorge è salito sulla M1, già dopo il primo giorno ha riscoperto quella sensazione di guida, ha spinto e quando ha spinto non è caduto. Quindi penso che possa pensare di tornare con la Yamaha in futuro, ma non so se abbia abbastanza motivazione”.

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Cosa hai pensato delle voci su te e Lorenzo di nuovo insieme nel 2021 nel team Petronas? Possibile?

VR: “Penso che Franco non sia molto felice, questo è un grosso problema perché Franco l'anno scorso è stato bravo, ma Quartararo andava meglio. Ma durante i test invernali Franco è stato molto veloce, quindi penso che darà il massimo per mantenere un posto in quella squadra. Quindi non so cosa deciderà Lorenzo, e forse la Yamaha dovrà fare cinque moto”.

Maverick Vinales, Yamaha Factory Racing

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