Rins: “Suzuki può mantenere l’armonia anche senza Brivio”

Alex Rins ha raccontato a Motorsport.com come ha appreso la notizia dell’addio di Davide Brivio alla Suzuki, commentando come potrebbe essere il futuro prossimo senza di lui in squadra. Lo spagnolo però è già proiettato al 2021, dove ha un solo obiettivo, vincere il titolo.

Rins: “Suzuki può mantenere l’armonia anche senza Brivio”
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La MotoGP è proiettata verso il 2021, che vedrà Suzuki arrivare alla prima gara da campione del mondo, ma non avrà alla guida il suo ormai storico team manager. È di pochi giorni fa infatti l’ufficialità del passaggio di Davide Brivio alla Formula 1, dove lavorerà con il team Alpine lasciando di fatto sia la Suzuki sia la MotoGP.

La casa di Hamamatsu dovrà fare a meno di Brivio, che ha contribuito a conquistare uno dei due titoli ottenuti nel 2020, quello dei team. Il campionato piloti è andato a Joan Mir, mentre il compagno di squadra Alex Rins ha concluso ‘solo’ in terza posizione nella classifica generale. Proprio il catalano è stato ospite del podcast spagnolo di Motorsport.com ‘Por Orejas’ e ha rivelato la sua reazione alla notizia dell’addio di Brivio, oltre agli obiettivi prefissati per il 2021, nell’incertezza causata dalla pandemia che ancora non accenna a placarsi.

“Se devo essere sincero, ho avuto la notizia all’improvviso – spiega Rins parlando della partenza di Davide Brivio da Suzuki – L’ho saputo appena, mi ha chiamato il giorno prima che uscisse l’annuncio. Mi ha detto che sarebbe andato via dal team, all’inizio pensavo fosse uno scherzo, ma era la verità e mi ha sorpreso molto. Ha fatto un lavoro incredibile per Suzuki e ora inizia una nuova avventura per lui. Avevamo e abbiamo un rapporto molto buono, gli sono molto grato per tutto ciò che ha fatto in questi anni e per avermi dato questa opportunità nel 2017, dopo un anno difficile, con molti infortuni, e per aver avuto fiducia in me”.

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Davide Brivio è una figura simbolo della MotoGP di questi ultimi decenni, l’uomo che ha accompagnato Valentino Rossi nella conquista dei suoi titoli in Yamaha e che ha preso in mano il progetto Suzuki appena rientrata nella classe regina dei prototipi. La sua assenza, soprattutto nel team, peserà sicuramente. Ma Rins è convinto che la squadra possa continuare a far bene: “Se possa essere un problema o meno, non lo so. Sicuramente ci sarà un vuoto, quel posto che Davide occupava. Sicuramente influirà, ma non credo negativamente”.

“La sintonia che c’è nella squadra è incredibile e questo in parte lo ha ottenuto lui. Se parlassimo di una squadra che ogni anno cambia meccanici, arriva gente nuova, eccetera, ti direi che siamo un po’ persi, ma non è questo il caso. Cambierà perché non ci sarà la figura di Davide, ma non molto. Nel 2021 dovremo mantenere lo standard del 2020, nella normalità che si potrà avere in questa stagione a causa del Covid. Penso che sarà una stagione normale, piena di motivazione, di rispetto e con il buon umore di sempre”.

Molto si è discusso sul probabile sostituto di Brivio, dall’arrivo di una figura esterna alla promozione di un membro all’interno della squadra. Il pilota spagnolo però non vuole entrare nel merito delle decisioni prese dai vertici: “Sinceramente non so cosa farà Suzuki, non ne ho idea né ho parlato con la squadra. Però penso che questo 2021, e parlo come se fossi il signor Suzuki (ride), lascerei le cose come stanno. È un anno in cui non si possono fare molti cambiamenti, i motori sono congelati e la sintonia della squadra è buona. Io cercherei qualcuno per il futuro, voglio dire che non andrei a prendere qualcuno ora, con la fretta e rischiando di sbagliarsi”.

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Il futuro immediato però vede ora un grande interrogativo: come si svolgerà la stagione 2021? I contagi del Covid-19 non accennano a diminuire e la Malesia ha dichiarato lo stato d’emergenza proprio ieri, costringendo a cancellare i test di Sepang, in programma a febbraio. Per la prima volta i piloti non andranno sul tracciato malese per i consueti test pre-campionato e Rins ne è dispiaciuto: “Influisce, almeno per quanto mi riguarda. Sono un pilota da gara e voglio salire sulla moto il prima possibile. Sepang è una pista dove ci divertiamo molto ed è un po’ scioccante rendersi conto del fatto che non andremo lì per i test. L’ultima notizia che ho avuto dal mio manager è che il 15 febbraio dovevo andare a Sepang. Non me lo aspettavo per niente. Da parte di Suzuki, con la moto, proveremo a fare qualche test, possibilmente in Qatar. Ma è chiaro che dovremo farlo prima della gara inaugurale”.

Tuttavia, dal punto di vista tecnico per il catalano sembrano essere sufficienti i tre giorni di prove a Losail: “Credo che vadano bene. Se mi dici che dovremo iniziare l’anno con un motore, un telaio nuovi la vedrei difficile. Ma iniziando la stagione con la moto dell’anno scorso, penso che tre giorni di test in Qatar siano sufficienti, almeno per me. Non so se sarà così per piloti come Pol Espargaro o Danilo Petrucci, che saliranno su una moto nuova. Ma nel mio caso penso che ne abbiamo a sufficienza”.

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Così come i test, anche lo svolgimento della stagione resta un grande punto di domanda. Al momento le gare sono confermate, ma il portacolori Suzuki non si preoccupa molto di questo ed è concentrato sulla preparazione in vista del 2021: “Sto focalizzando la stagione come la scorsa, mi sto preparando al massimo per la prima gara in Qatar e se non si può correre per le circostanze, continuerò ad allenarmi mettendomi in forza per ciò che potrà accadere”.

“L’unica conclusione è che voglio dare gas, salire in moto ed essere il più preparato possibile. Penso che sarà una stagione come quella dello scorso anno, con un po’ di incertezza, senza sapere se si correrà o dove, ma la verità è che provo ad allenarmi tanto ogni giorno, preparare la stagione con il mio tecnico, con idee che stiamo avendo per iniziare, pensiamo solo a questo”.

Rins dunque appare molto determinato e ha grandi progetti in vista della stagione che, sulla carta, dovrebbe iniziare a marzo in Qatar: “Vogliamo vincere, vogliamo farlo. Quest’anno ci siamo andati vicini, il premio è arrivato a casa, ma non siamo riusciti ad ottenerlo noi. Però sono preparato. Praticamente non ho più fastidi alla spalla, sollevo pesi da ginnastica che sollevavo lo scorso anno prima dell’infortunio e questa è una notizia positiva”.

“Proprio la settimana dopo la fine del mondiale sono andato a farmi visitare dal dottor Xavier Mir e abbiamo valutato cosa fare – conclude parlando dell’infortunio alla spalla che lo ha condizionato per tutta la stagione – Abbiamo svolto radiografie che hanno evidenziato la rottura dei legamenti della clavicola. C’era la possibilità di operarmi, ma non l’abbiamo presa in considerazione perché non mi dà fastidio, è più una cosa visiva, si vede una clavicola diversa dall’altra. Non mi sono operato e mi sento bene, ho fatto molto motocross e la spalle risponde molto bene”.

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