Rins: “Suzuki ha bisogno di un team manager, è fondamentale”
In occasione della presentazione della Suzuki del 2022, Alex Rins ha ammesso che l’anno scorso si era prefissato obiettivi troppo alti e che quest’anno la squadra ha bisogno di un team manager.
Così come accaduto nel 2021, il team Suzuki si è presentato a questa nuova stagione senza la figura di un team manager che possa sostituire Davide Brivio, persona di grande importanza nel successo del team. L’italiano aveva infatti portato alla conquista del titolo nel 2020 e la sua assenza si è fatta notare in maniera evidente l’anno successivo, in cui la stagione è stata meno brillante.
Alex Rins, che nel 2021 è stato condizionato da cadute continue in gara, spera di poter dimenticare quanto successo e si concentra nel migliorare una GSX-RR che lo scorso anno risultava un po’ obsoleta: “Proveremo alcuni pezzi nuovi e anche l’holeshot posteriore. A Jerez è già stato portato un nuovo motore che sul rettilineo dava un po’ più di potenza. Vogliamo confermare le sensazioni che abbiamo avuto lì a novembre. Abbiamo qualcosa, ma non molto. L’obiettivo è recuperare le sensazioni del 2020, in cui andavo molto forte. Userò tutte le cose negative del 2021 per imparare”.
Rins non pensa di sentirsi condizionato a livello mentale da quanto successo lo scorso anno e nel 2022 riparte da zero, con la mente pulita, anche se ammette che lavora sulla sua condizione mentale dal 2019. Tuttavia, riconosce che lo scorso anno si è prefissato obiettivi alti: “Quest’anno ragionerò gara per gara. L’anno scorso mi sono prefissato degli obiettivi troppo alti, nel 2021 sicuramente non era realistico pensare di vincere il mondiale”.
Un altro punto debole di Suzuki è la sensazione di vuoto alla guida della squadra, posto lasciato vacante da Davide Brivio, ex team manager della casa di Hamamatsu: “È molto importante che arrivi qualcuno a fare il lavoro di team manager, come è importante che ci sia un buon rapporto. Anni fa ero contento con Davide, perché era una figura fondamentale”.
Gli obiettivi per quest’anno invece manterranno un profilo più basso, anche se la difficoltà della stagione sarà enorme per la grande quantità di piloti giovani che saranno in lotta: “Il livello della MotoGP è elevatissimo. Quando io sono arrivato nel 2017 c’erano Marc Marquez, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi, nessun altro”.
Suzuki nel frattempo ha approfittato dello shakedown a Sepang andato in scena da lunedì a mercoledì per girare con il collaudatore Sylvain Guintoli: “Ho parlato con Guintoli, ma non dei pezzi in concreto, perché non voglio che la sua opinione mi condizioni”.
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