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Nostalgia

Quando Agostini fu quasi tentato dalla F1 con la Ferrari

Prima di diventare l'uomo dei 15 titoli motociclistici, Giacomo Agostini si trovò di fronte a una proposta eccezionale: quella di Enzo Ferrari, che voleva ingaggiarlo per la Formula 1. La tentazione era forte, ma la passione per le moto ebbe comunque la meglio.

Enzo Ferrari parla con il campione del mondo di motociclismo Giacomo Agostini

E se Giacomo Agostini avesse seguito le orme di John Surtees, per realizzare l'impresa che ancora oggi sembra superare tutte le altre, essere campione sia nei Gran Premi di moto che in Formula 1?

Lo status di stella di Agostini era già chiaro quando gli fu data l'opportunità di cambiare disciplina e di entrare in quella che, più di tutte, era la classe regina. Eravamo tra il 1966 e il 1967 e l'idea non sorprese più di tanto: qualche anno prima, Mike Hailwood, il  primo grande avversario di Agostini, aveva tentato l'azzardo e disputato alcuni Gran Premi di F1 con il Reg Parnell Racing a margine di tre stagioni durante le quali aveva comunque vinto il titolo della 500cc (1963-65). Mike The Bike tornerà più tardi, con maggiore assiduità, e salirà sul podio in F1 prima di passare ad altre discipline e vincere persino un titolo di F2... con il Team Surtees.

Giacomo Agostini non aveva ancora 25 anni quando ebbe la sua occasione. La sua carriera motociclistica stava decollando e un primo titolo in 500cc aveva premiato il suo talento puro con la sua casa preferita, la MV Agusta. Ma aveva anche attirato l'attenzione di Enzo Ferrari in persona, che cercò di ingaggiarlo per la Scuderia. Il Commendatore gli fece provare una Ferrari Dino 206 S Berlinetta e, sicuro del suo potenziale, volle convincerlo a entrare in Formula 1.

"Ferrari mi ha fatto provare una macchina", racconta Giacomo Agostini a Motorsport.com. "Lo vedevo sempre a Modena perché la Ferrari provava sulla stessa pista dove io giravo. Mi ha proposto di farlo, ho provato e ho riflettuto per qualche giorno. Era un pensiero enorme…è la Ferrari che ti offre una macchina!".

Giacomo Agostini, Williams FW06 Ford

Giacomo Agostini avec sa Williams FW06 de 1979

Photo de: Ercole Colombo

Il dubbio si fece strada, Agostini avrebbe potuto lasciarsi tentare, ma poi la sua prima passione riprese il sopravvento e fece una riflessione: "Io quando sono nato pensavo alle due ruote e non alle quattro, allora perché devo tradirle adesso che sto avendo successo, vinco e sono sul podio tutte le domeniche? Per quale motivo adesso lasciare quello che ho sognato quando sono nato?"

"Io non sognavo le macchine, ma sognavo le due ruote. E quindi ho detto no, devo accontentarmi di quello che ho avuto e devo rimanere dove sono", continua a raccontare colui che era solo all'inizio della più grande carriera mai scritta nei Gran Premi di moto, dove lo aspettavano 15 titoli. "Io ho soprattutto pensato all'amore che avevo per le due ruote. Dicevo ‘perché non pensavo alle quattro ruote e pensavo alle due? Quindi adesso perché dovrei lasciarle?'”.

Agostini avrebbe sentito di tradire il suo vero amore se avesse intrapreso una carriera in Formula 1. Così ascoltò il suo cuore, ma fu anche una scelta di ragione. Lasciare lo sport da cui aveva appena raggiunto l'apice avrebbe rappresentato un rischio che questo grande pilota non era probabilmente pronto a correre. "Esatto", conferma. "Di là non sapevo come sarebbe stata. Sì, ho visto che ero andato bene però…"

Ci assicura che Enzo Ferrari accettò questa scelta senza alcuna difficoltà: "Sì. Quando poi l'ho incontrato, lui ha apprezzato questo e ha detto 'ti capisco'. Ha capito la mia serietà”.

Ci vollero altri dieci anni prima che Agostini si dedicasse davvero alle gare di auto. Appena terminata la sua carriera motociclistica, si cimentò nella F2, poi nel campionato britannico di F1, la Formula Aurora AFX. Lì, tra il 1979 e il 1980 disputò più di venti gare con una Williams FW06. Non vinse nessuna gara, ma conquistò sette podi, quindi non aveva nulla di cui vergognarsi al volante.

Tuttavia, non era abbastanza per soddisfare colui che era abituato a salire sul gradino più alto del podio, e gli anni 1980 lo avrebbero portato a un altro capitolo della sua carriera, quello di capo squadra.

Per la Ferrari, la storia si sarebbe ripetuta con il prossimo grande protagonista dei Gran Premi di motociclismo: Valentino Rossi. Anche il pilota con il numero 46 fu corteggiato già nel 2004. Partecipò a diverse sessioni di test, a volte anche condividendo la pista con piloti di Formula 1, tra cui Michael Schumacher e Fernando Alonso a Valencia, contro i quali non ebbe da vergognarsi dei suoi tempi sul giro.

Come Agostini prima di lui, Rossi è rimasto a lungo fedele alle moto, ma ha intrapreso una nuova carriera su quattro ruote una volta abbandonata la sua disciplina di cuore: ora gareggia in Endurance, ha vinto la Road to Le Mans in GT3 e, pochi giorni fa, ha conquistato una prima vittoria nel GT World Challenge Europe a Misano.

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