Quali sono le conseguenze dell'arrivo di Razgatlioglu in MotoGP?
Con la conferma dell'atteso debutto di Toprak Razgatlioglu in MotoGP per la prossima stagione, è ora di esaminare le implicazioni dell'arrivo della stella del Mondiale Superbike per la Yamaha e il campionato.
Quello di Toprak Razgatlioglu da parte del marchio con cui si è laureato campione del mondo Superbike nel 2021, prima di passare alla BMW, con cui ha conquistato il titolo anche nella scorsa stagione, non è un ingaggio qualsiasi.
Il suo stretto rapporto con Paolo Pavesio, il nuovo responsabile della divisione corse Yamaha, che ha sostituito Lin Jarvis, ha portato molte persone in entrambi i paddock a considerare la possibilità che il pilota di Alanya potesse unirsi ad una competizione con un impatto molto più grande. L'imminente passaggio di Dorna a Liberty Media dovrebbe aumentare il profilo e la popolarità della MotoGP e, di conseguenza, rendere ancora più evidente il divario tra i due campionati in termini di esposizione.
Che l'ingresso di Razgatlioglu sulla scena sia tutt'altro che convenzionale è chiaro anche dal modo in cui è stato dato l'annuncio. Si è trattato di un'azione congiunta dei canali di comunicazione di Yamaha Europe e del team MotoGP, sui profili di entrambi. Di particolare rilievo è lo scontro tra il logo di Monster, sponsor principale del team factory, nel quale militano Fabio Quartararo e Alex Rins, e quello di Red Bull, che Toprak porta sul suo cappellino.
Il due volte campione del mondo Superbike è l'attrazione principale per l'azienda del toro rosso in Turchia, dove è un simbolo. La sua firma con Pramac evita qualsiasi incompatibilità in termini di sponsorizzazione, dato che il team di Paolo Campinoti non ha alcun accordo con Monster, anche se Jack Miller è a libro paga dell'azienda con la zampa verde, ma a titolo privato. Infatti, anche Miguel Oliveira, attuale compagno di squadra dell'australiano, è un pilota Red Bull.
Toprak Razgatlioglu con il nuovo manager della Yamaha Paolo Pavesio, con il quale ha uno stretto rapporto.
Foto di: Monster Yamaha
Tuttavia, sembra difficile che Toprak possa essere promosso nel team ufficiale Yamaha nel 2027, sempre che Yamaha rinnovi il rapporto con Monster, la cui durata non è stata resa nota al momento dell'ultimo rinnovo (2022). In ogni caso, se Marc Marquez ha rinunciato ad essere uno dei principali ambasciatori della Red Bull all'inizio di questa stagione per unirsi al team ufficiale Ducati, che a sua volta ha Monster come partner, non sembra irragionevole pensare che Razgatlioglu sarebbe felice di pagare lo stesso prezzo.
L'arrivo della stella del Mondiale Superbike è un dato di fatto, anche se non si sa ancora su quale moto salirà. La situazione del mercato suggerisce che sia Miller quello da sacrificare, dato che il contratto dell'australiano scade alla fine di quest'anno, mentre quello di Oliveira scade nel 2026. Motorsport.com sa però che la Yamaha è molto soddisfatta delle prestazioni del ragazzo di Townsville, non tanto per i suoi risultati - è 16° in classifica generale, a pari punti con Alex Rins - quanto per i suoi feedback tecnici. La Casa di Iwata è talmente soddisfatta che potrebbe offrirgli un rinnovo. Il messaggio trasmesso alla coppia Pramac, in ogni caso, è lo stesso: hanno tempo fino alla pausa estiva per guadagnarsi la conferma.
Razgatlioglu è alle prese con la sfida più grande della sua carriera. Non solo dovrà adattarsi ad una moto con specifiche completamente diverse da quelle a cui è abituato, un prototipo molto più veloce, più rigido e che non perdona gli errori. Dovrà anche abituarsi agli pneumatici Michelin, anche se per un solo anno, prima che Pirelli diventi il fornitore unico della MotoGP nel 2027.
"Un ambasciatore incredibile... quando le cose vanno bene".
Per questo motivo, alcuni ritengono che la cosa meno rischiosa per lui sarebbe stata quella di progettare una formula ibrida, simile a quella accettata da Nicolò Bulega in Ducati, che vedrà l'italiano rimanere in Superbike nel 2026, svolgendo al contempo il ruolo di tester per la divisione MotoGP. A quanto risulta a Motorsport.com, Toprak ha anche valutato un impegno di questo tipo con la Honda, con la quale alla fine non è riuscito a trovare un'intesa però.
Che Toprak sia coraggioso non c'è alcun bisogno di dirlo. Sia per quello che fa in pista sia per le decisioni che ha preso fuori dalla pista. L'ultima, quella di diventare un debuttante in MotoGP a 29 anni, con una moto non all'altezza delle Ducati, dominatrici assolute della griglia. Per quanto ami le acrobazie, quella annunciata martedì lo metterà sotto pressione più di quanto abbia mai dovuto affrontare, per di più dove tutti i rivali saranno ansiosi di metterlo al suo posto.
"Molto dipenderà da come affronterà questa sfida. Se vuole provare a sfidare immediatamente i più veloci, probabilmente si espone al rischio che non vada bene. Per lui, sarebbe una vittoria se seguisse una tendenza al rialzo nel corso della stagione e finisse il 2026 avendo fatto progressi", ha detto a chi scrive una persona che ha lavorato di recente con Razgatlioglu.
Resta da vedere se Phil Marron, responsabile tecnico del pilota numero 1, si unirà a lui nel suo periodo di MotoGP. "Phil è molto bravo dal punto di vista psicologico e può avere un ruolo decisivo nel convincerlo che la cosa più importante per lui è imparare, perché le esigenze della MotoGP, a tutti i livelli, sono molto più alte di quelle che conosce. Quello che non deve fare è lasciare che la pressione lo spinga a dover dimostrare qualcosa", aggiunge la voce autorevole, che conclude con una dichiarazione un po' ironica: "Toprak è un ambasciatore incredibile... quando le cose vanno bene".
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