Poncharal: "Smith si è adattato bene, Pol fa ancora fatica"

Ecco la terza parte dell'intervista esclusiva di Motorsport.com al grande capo del Team Tech 3, che dopo i test di Sepang vede la Yamaha in possesso del miglior pacchetto per le gomme Michelin e l'elettronica unica.

Eccoci arrivati alla terza parte della lunga intervista che Hervé Poncharal ha concesso a Motorsport.com. Questa volta il grande capo del Team Tech 3 è passato ad analizzare l'esito dei test di Sepang della MotoGP, sottolineando come in questo momento la Yamaha sia in una posizione di forza, ma anche come la Michelin abbia fatto un passo avanti molto importante per quanto riguarda le sensazioni di guida all'anteriore. Inoltre, per quanto riguarda il suo box, ha parlato delle difficoltà incontrate in questa prima uscita da Pol Espargaro e dell'ottimo equilibrio mostrato invece da Bradley Smith.

Come sono andati i test di Sepang? Il gruppo della MotoGP sembra lottare per adattarsi ai cambiamenti...
"Molti di noi erano perplessi alla fine della due giorni di test a Valencia subito dopo il GP. Ci sono stati troppi incidenti ed abbiamo capito che avremmo dovuto cambiare in modo significativo l'impostazione delle moto, così come lo stile di guida dei piloti. Gli ingegneri hanno lavorato molto durante la pausa invernale, sia sul lato Michelin che su quello dei costruttori per quanto riguarda l'elettronica. E, sinceramente, tutti hanno lasciato Sepang con un certo sollievo e ritrovando il sorriso. La Michelin ha fatto un lavoro fantastico. A Sepang siamo stati in grado di ritrovare una sensazione di confort e sicurezza all'anteriore, che è fondamentale quando si guida una moto. Non ci sono state perdite inspiegabili dell'anteriore. Dobbiamo davvero levarci il cappello davanti a loro. Ovviamente possono ancora essere perfezionate, ma se guardiamo al tempo di Lorenzo, 1'59"5 con gomma dura da gara, è davvero impressionante. Per quanto riguarda l'elettronica, gli ingegneri delle Case hanno fatto un ottimo lavoro. Le prestazioni di Lorenzo sono un insieme della moto, del suo bilanciamento, ma anche del modo in cui è stata parametrata l'elettronica. Sono in arrivo degli altri aggiornamenti, ma siamo sulla strada giusta. In Yamaha l'elettronica è già vicina a quella del 2015. Bradley Smith è stato l'unico a fare tre simulazioni di gara e voglio rendergli omaggio perché bisogna essere davvero motivati per farla l'ultimo giorno quando ci sono 37 gradi e l'85% di umidità, oltre a 62 gradi sulla pista. Ha fatto 21 giri ed abbiamo visto che le gomme possono essere veloci e costanti. E' stato interessante vedere la loro evoluzione nel corso di una gara, nonché il comportamento dell'elettronica, e siamo rimasti molto soddisfatti. Ora abbiamo un pacchetto Yamaha molto buono e molto omogeneo. Penso che i due pacchetti migliori migliori in questo momento sono Yamaha e Ducati. In passato la Ducati è sempre stata molto potente ed ora hanno lavorato tanto per scaricare questa potenza al suolo. Le Honda rimangono estremamente potenti, ma con un motore abbastanza aggressivo e difficile da gestire. La situazione comunque può evolvere molto rapidamente".

La Ducati aveva già esperienza con il software Magneti Marelli, gli ingegneri della Yamaha possono recuperare il terreno?
"Assolutamente. La Ducati ha già molta esperienza con questa centralina. Sta ad ognuno trovare il modo di capire come usarla al massimo del suo potenziale. Ovviamente è necessario cercare di ottenere omogeneità nel rapporto tra il motore e questo nuovo software, perché lavora meno rispetto a quello che facevano quelli di cui disponevamo in precedenza. E' sempre stata parte del gioco del motorsport ridurre i parametri su cui lavorare per evitare che le prestazioni andassero troppo in là, ma alla fine si trova sempre un modo di migliorare in tutte le condizioni. Ci sono sempre nuove sfide tecniche, ma la Yamaha ha sempre fatto un grande lavoro- Tuttavia, non si dovrebbero trarre conclusioni affrettare, perché se Marquez dovesse vincere con cinque secondi di margine in Qatar, faremmo tutti la figura degli idioti. In ogni caso, al momento e su questa pista, in queste condizioni, il pacchetto Yamaha è super competitivo".

C'è anche un fattore umano: il pilota. Come vedi il loro adattamento a queste novità a livello di gomme ed elettronica?
"Questo feeling di fiducia sull'anteriore ci ha dato un enorme sollievo. Ci siamo adattati abbastanza bene e la simulazione di gara di Bradley è stata davvero interessante. Per l'elettronica, ogni pilota si relaziona con il team tecnico, che deve adattarsi. E' andate meglio con Bradley, mentre per Espargaro è stato un po' più complicato. Nelle ultime due stagioni Bradley è stato molto più sereno, meno stressato. E' vero che Pol ha avuto due incidente in due punti veloci e che questo non è il modo migliore per iniziare la stagione. Un incidente rappresenta sempre un passo indietro, perché si perde un po di fiducia e ci vuole tempo prima di ritrovare la stessa mentalità e le stesse sensazioni".

Qual è stata la causa degli incidenti di Pol? Errori del pilota?
"Se solo lo sapessimo... Comunque, se non c'è un evidente problema tecnico, i piloti spesso vengono al box dicendo: non capisco, stavo guidando come nel giro prima e sono caduto. Eppure, guardando i dati, si può notare come magari fosse un pelino più largo, più veloce o magari fosse passato sulla parte più sporca della pista. Non c'è nessun motivo particolare, ma il pilota non riesce sempre a capire ed è un pochino inquietante. Riguardo a Pol, penso che non sia ancora a suo agio quanto vorrebbe sulla moto, ma spingere prima di aver messo tutto a posto non è la cosa migliore da fare. Non è una catastrofe comunque, anche se Bradley ha lavorato meglio a Sepang ed ottenuto informazioni più positive e concrete, mentre Pol è rimasto perplesso. Lui comunque è un eterno ottimista e non ama Sepang, quindi pensa che a Phillip Island le cose andranno diversamente".

Quindi i suoi problemi derivano ancora un po' dal 2015?
"E' quello che mi preoccupa un po'. Il 2015 non è stato facile per Pol e pensava che il cambiamento delle gomme lo avrebbe aiutato. Ma siamo consapevoli che non ci può essere una soluzione per rendere tutto da nero a bianco in un lampo. E' necessario che ritrovi un po' di serenità: la stagione 2015 non è stata distrosa, anche se non è stata buona come quella del suo compagno di squadra. Purtroppo, gli stessi difetti si stanno riproponendo. Il nostro compito è aiutarlo. Sappiamo che il suo potenziale è grande e che abbiamo solo bisogno di provare a tirarlo fuori. Anche Bradley aveva faticato all'inizio, ma poi ha svoltato. Spero che Pol faccia lo stesso".

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Piloti Bradley Smith , Pol Espargaro
Team Tech 3
Articolo di tipo Intervista
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