Poncharal: "Rossi-Marquez? La MotoGP deve cercare di fare meglio"

Nella seconda parte dell'intervista concessa a Motorsport.com, il manager francese tratta il tema dei fatti di Sepang e delle modifiche apportate alla Race Direction come conseguenza.

Ieri vi abbiamo proposto la prima parte della lunga intervista che Hervé Poncharal ha concesso a Motorsport.com. In quel primo stralcio il boss del Team Tech 3 parlava della possibile convivenza futura in Yamaha tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Nel secondo blocco c'è ancora il "Dottore" al centro dell'attenzione ed in particolare la sua diatriba con Marc Marquez nata a Sepang e dilungatasi fino a Valencia, oltre alle novità apportate alla Race Direction. Ecco le considerazioni del francese.

Ora, con il senno di poi, vedi le cose differentemente rispetto alla fine dello scorso anno?
"No, quando si dispone di due piloti pienamente coinvolti, investendo tutte le loro energie e trovandosi così vicini a questo Santo Graal, la tensione sale continuamente. Sono stato alla conferenza stampa in Malesia e sono rimasto sbalordito da ciò che ha detto Valentino. Non pensavo che sarebbe andato tanto lontano, ma ha rovinato l'atmosfera del weekend e provocato quello che è successo domenica. Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo vuoto, ha appanato l'immagine di una stagione che era stata buona fino a quel momento. Se vogliamo vedere quello mezzo pieno, ha attirato tante persone che solitamente non seguono la MotoGP. Non è tutto negativo, a Valencia c'erano più di 110.000 persone ed è stato un bel weekend, senza incidenti in pista o sulle tribune, nonostante in molti avessero paura di questo. Lorenzo non è un falso campione. Nel corso della stagione è stato il pilota più veloce, anche se forse gli è mancata un po' di costanza. Valentino ha perso il titolo a causa di piccole cose. In ogni caso, i tempi sul giro hanno mostrato che a Valencia avrebbe chiuso quarto anche se non fosse partito ultimo. Ora è finita. C'è stata una battaglia spietata tra lui e Lorenzo e Rossi ha provato a giocare una battaglia psicologica per essere certo che Marquez non aiutando Lorenzo. Ma sapendo che i due spagnoli non si amano, faccia fatica a vedere un motivo per cui Marquez avrebbe voluto vedere Lorenzo campione. Tuttavia, dopo quell'incidente che faticava a capire, forse Marquez non voleva più che Valentino fosse campione. Marquez è un demone in pista, mi piace guardarlo. E' sempre all'attacco e da tutto se stesso senza pensarci troppo. Se fossi un pilota, è l'ultimo che vorrei avere come avversario, perché non ha paura quasi di niente. Voleva solo fare la propria gara nel modo che riteneva più adatto, essendo lui matematicamente fuori dai giochi per il titolo. A Phillip Island ha vinto e rubato cinque punti a Lorenzo, in qualche modo dandoli a Rossi. Quello che Rossi ha detto nella conferenza stampa di Sepang ha stupito tutti. Comunque, ormai è andata così. Non ho bisogno di prendere una posizione su questo. La cosa importante è che il campionato è stato emozionante per tutto l'anno e in pista alla fine non è successo nulla di troppo sporco. L'unico episodio controverso è stato quello di Sepang. Per il resto si sono comportati tutti bene, anche se qualcuno crede che Marquez abbia fatto di tutto per non superare Lorenzo a Valencia. Ovviamente c'è chi vuole immaginare come sarebbero potute andare le cose, ma io penso che siano andate bene".

Ci sono stati molti eccessi fuori dalla pista, in particolare sui social media...
"Pensare che ci possa essere stato un accordo segreto tra Lorenzo e Marquez, onestamente, è assolutamente ridicolo. Ma ai tifosi non si può impedire di essere tifosi, anche se sono tutt'altro che oggettivi. Gli eccessi esistono ovunque, in tutti gli sport, nella politica. Basta pensare che ne ha parlato anche Renzi: il fatto che i politici si esprimano sulla MotoGP dimostra quanto sia diventata popolare. Ma ecco, non voglio rendere questo più importante di quanto realmente sia. E' solo il risultato di una battaglia incredibile e di un'assoluta fame di successo da entrambi i lati".

Dal punto di vista strettamente organizzativo, pensi davvero che le modifiche che ha votato la scorsa settimana la Grand Prix Commission possano risolvere il problema?
"Sin dalla creazione di questo mondo, l'uomo ha sempre cercato di assicurarsi che la situazione si evolva e migliori. C'è sempre riuscito? No. C'è un modo per risolvere tutto? No. Tuttavia, si può sempre cercare di fare meglio. Una delle cose che hanno colpito la Dorna e Carmelo Ezpeleta, e che trovo completamente stupido, è sentire parlare di "mafia spagnola". Su internet in tanti accusavano di voler spingere i piloti spagnoli più che fare gli interessi del campionato. Ma è ridicolo, è sempre stato il contrario. Se Carmelo e la Dorna avessero voluto influenzare la situazione, sappiamo che Rossi avrebbe avuto un maggior impatto di marketing vincendo il campionato. Alcuni pensano che la Dorna sia colpevole di tutto. Ma ad un certo punto il promoter pensa: ok, gestiamo il lato marketing del campionato, che è il nostro lavoro. Tuttavia, quando ci sono decisioni che richiedono un'interpretazione, lasciamole alla direzione gara ed ai due commissari nominati dalla FIM. Si, credo che sia meglio così. Ora se la decisioni prese dai Mike Webb insieme ai commissari FIM sarebbero state diverse non posso saperlo. Dal punto di vista dei tifosi, sarebbero stato in ogni caso favorevole ad uno dei due piloti, quindi sbagliate. L'uomo può commettere errori, e non è un male, ma lo possono fare anche i tifosi con i loro giudizi. La completa obiettività non esiste, ma forse sarebbe anche triste se ci fosse! C'è passione, c'è un fattore umano. Ad un certo punto, non dovresti pensare troppo e fare cose che probabilmente avresti fatto in condizioni normali. Quando combatti per l'obiettivo della tua vita, sei concentrato su quello e finisci per fare cose che non faresti se fossi seduto davanti alla televisione, ma questo è anche uno dei lati belli dello sport. Anche Rossi è un essere umano e può sbagliare. In passato lo abbiamo visto bastonare Gibernau ed essere più forte dei suoi rivali. Anche se lo chiamavamo "baby Rossi" quando ha fatto il suo debutto, ha sempre mostrato di avere carattere. Sa come si combatte ed in questo è fantastico".

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Piloti Valentino Rossi , Jorge Lorenzo , Marc Márquez Alenta
Team Tech 3
Articolo di tipo Intervista
Tag dorna sports, fim, hervé poncharal, sepang clash