Pol Espargaro: "Yamaha non ha mantenuto le promesse!"

In un'intervista concessa a Motorsport.com, il pilota del Team Tech 3 non ha problemi a criticare l'atteggiamento della Casa di Iwata nei suoi confronti, spiegando che gli aveva profilato un trattamento differente.

Pol Espargaro non è felice e la sua rabbia è evidente in ogni chiacchiarata che gli si vede fare, compresa quella che ha avuto con Motorsport.com qualche giorno fa a Phillip Island. Lo spagnolo non si sente a suo agio in sella alla sua Yamaha e questo gli genera parecchia frustrazione. Una situazione che peggiora quando butta un occhio nell'altro lato del box e vede che a Bradley Smith invece gira tutto bene: il britannico, infatti, è l'unico ad aver marcato punti in tutte e 18 le gare dell'anno scorso oltre a Valentino Rossi.

Smith ha concluso il campionato al sesto posto con 181 punti, 67 in più del suo compagno, che ha chiuso nono. Davanti a lui Bradley aveva solo le due Yamaha ufficiali, le due Honda ufficiali e la Ducati di Andrea Iannone. Secondo "Polyccio", la colpa del gap della M1 gemella va divisa in parti uguali tra se stesso e la sua Yamaha.

"L'inizio della stagione è stato disastroso. Poi siamo riusciti a migliorare e la fine non è stata tanto male" ha detto lo spagnolo, che poi ha provato a fare una diagnosi dei suoi problemi: "In MotoGP lo stile di guida è la chiave, forse ancora di più con la Yamaha. Con questa moto non riesco a rendere ed ho provato in un centinaio di modi. L'unico modo per guidare questa moto è farlo come lo fa Lorenzo. E diciamo che se lui è biano, io sono nero" analizza Espargaro.

La settimana scorsa, nel secondo test pre-campionato che si è tenuto in Australia, il pilota di Granollers ha ridotto gradualmente il suo distacco dai migliori. Il primo giorno è stato settimo ad 1"3 da Danilo Petrucci. Il secondo 13esimo ad un secondo da Maverick Vinales e l'ultimo ottavo a mezzo secondo da Marc Marquez.

Alle porte del terzo test, che inizierà in Qatar mercoledì prossimo, Espargaro pensa che non sarà facile fare un altro step verso l'alto. Soprattutto se la Yamaha non proverà a dargli una mano. "Ho bisogno del aiuto della Yamaha e non lo sento. Il primo anno mi hanno chiesto dei risultati e li hanno avuti: ho chiuso sesto anche se ero un rookie. Sono stato il primo tra i piloti satellite. E' vero che nel 2015 non è andata altrettanto bene, ma è tutto collegato".

"I miei risultati non sono stati buon e non voglio nasconderlo. Ma la Yamaha ci ha fatto molte promesse e non le ha mantenute. La scorsa stagione si potevano utilizzare cinque motori e noi ne abbiamo avuti solo tre. Non abbiamo avuto neppure il cambio seamless. Quindi, fino a che punto mi posso considerare un pilota ufficiale?", aggiunge il catalano, prima di concludere con un ultimo pensiero: "Non credo che sia una questione di risorse, ma credo che sia stupido essere un pilota legato alla casa se poi ho lo stesso materiale di Bradley. A volte preferirei guadagnare meno soldi ed avere materiale migliore".

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Campionati MotoGP
Piloti Pol Espargaro
Team Tech 3
Articolo di tipo Intervista