Pol Espargaro: “Pago la negligenza dei commissari, è ingiusto”

Il pilota KTM è furioso dopo le qualifiche, gli è stato tolto l’ottimo giro che gli aveva fatto guadagnare la seconda posizione perché non ha rallentato con bandiere gialle. Espargaro, sesto, non ci sta e vuole fare ricorso.

Pol Espargaro: “Pago la negligenza dei commissari, è ingiusto”

Grande delusione per Pol Espargaro al termine delle qualifiche del Gran Premio della Repubblica Ceca: lo spagnolo aveva agguantato nel finale il secondo tempo al termine di un giro stratosferico. Si trattava del miglior risultato per KTM, che sarebbe così partita dalla prima fila nella gara di Brno in programma domani.

La Direzione Gara ha però tolto il tempo a Pol Espargaro, reo di non aver rallentato in regime di bandiere gialle. Queste erano state esposte alla curva 8 a causa della caduta di Cal Crutchlow. Il pilota KTM non ha visto le bandiere e ha continuato ad andare veloce. Con il giro tolto, lo spagnolo scatterà non più dalla seconda ma dalla sesta posizione.

Espargaro però non ci sta ed esprime il proprio disappunto nei confronti di Direzione Gara e Safety Commission, colpevoli secondo lui di non aver rispettato le regole per cui le bandiere non dovevano essere esposte in quel punto dove c’è poca visibilità: “Ho spinto con la mia seconda gomma ed è andato tutto bene fino a che non sono state esposte le bandiere gialle. Erano tra due curve, in un punto dove non c’era visibilità, erano impossibili da vedere. Ho la sensazione che non sia stato un mio errore, ma un loro errore, non hanno messo le bandiere quando né dove avrebbero dovuto, il luogo era stato accordato in Safety Commission”.

“Pago il cattivo lavoro dei commissari e dell’organizzazione e questo non è giusto – prosegue il pilota KTM – Inoltre Crutchlow era a terra, del mio giro poco importa, ma il problema è che andavo molto veloce in quella curva dove c’era Cal a terra. Sarei potuto cadere perché ho preso molti rischi per fare quel giro. Se vogliamo far applicare le regole, è necessario che queste siano ben applicabili e questo non era il caso”.

Espargaro ha spiegato il suo giro: “Ok, c’è una bandiera gialla e bisogna rispettarla, ma si deve anche fare un buon lavoro, non possono esporla tra due curve dove non c’è visibilità. Stavo attaccando, non le ho viste e ho conquistato la seconda posizione alla fine del giro. Avevo altri due giri per provare l’attacco al tempo, ma non l’ho fatto perché in quello prima mi ero sentito bene. Quindi avevo un’altra carta da giocarmi, ma non l’ho usata”.

“Sono un po’ deluso perché era la miglior qualifica mai fatta con KTM. Dovevo essere secondo ma sono sesto e questo cambia le cose in negativo. Essere in seconda fila è sempre una buona cosa, ma quando si rischia la vita letteralmente per fare questi giri e si vede che viene tolto il giro in questo modo, è ingiusto. Ed io non amo le ingiustizie. Sono in questo progetto da molto tempo, ci siamo battuti molto e finalmente sono riuscito a fare un giro come quello che ho fatto. Ho lavorato sodo per questo risultato e non viene pagato”.

Indubbiamente furioso per quanto accaduto, lo spagnolo della KTM è deciso a fare ricorso: “Faremo ricorso, ma diranno che c’era la bandiera gialla in quella curva. Non c’era e comunque non la vedevo dalla mia posizione. Se fate zoom, magari potete anche vedere la bandiera gialla, ma immaginate di vederla dalla moto durante un cambio di direzione, è impossibile! Quando una decisione è presa, è difficile tornare indietro. Loro rappresentano l’autorità e non ho mai visto un’autorità dire ‘ ci dispiace, abbiamo commesso un errore’. Al contrario, quando fanno qualcosa di sbagliato, bisogna alzare la mano e dire ‘ragazzi, la prossima volta dovreste fare le cose in maniera diversa’. Sono arrabbiato perché l’avevamo anche detto alla Safety Commission”.

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Pol Espargaro, Red Bull KTM Factory Racing

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