Petrucci: "Grazie Ducati! Ora sono curioso di scoprire la KTM"

L'addio è stato deludente con il 16esimo posto di Portimao e, nonostante qualche rimpianto, Danilo è grato alla Ducati per averlo portato fino alla vittoria in MotoGP. Dopo sei anni in Rosso, è impaziente di iniziare la nuova avventura con la KTM

Petrucci: "Grazie Ducati! Ora sono curioso di scoprire la KTM"

La domenica di Portimao è stata quella di tanti addii e quello in casa Ducati è stato doppio. Oltre ad Andrea Dovizioso, anche Danilo Petrucci ha infatti concluso la sua avventura in Rosso, un percorso durato ben sei anni, quattro sotto l'insegna del Pramac Racing e due con il Factory Team di Borgo Panigale.

Un capitolo che si è chiuso con più dolori che gioie in questo strano 2020, nel quale comunque "Petrux" è riuscito a piazzare la zampata della sua seconda vittoria in carriera sotto alla pioggia di Le Mans, dopo quella strepitosa dello scorso anno al Mugello. Due successi a cui ha saputo aggiungere altri otto podi e la ciliegina del titolo Costruttori 2020 conquistato dalla Ducati.

Come è normale che sia in un lasso di tempo così ampio, ci sono anche dei rimpianti per il pilota di Terni, che però è soprattutto grato ai vertici della Rossa per avergli permesso di mostrare le sue capacità in MotoGP.

"A posteriori, rimpianti ce ne sono tanti. Avrei potuto vincere la mia prima gara molto prima. La prima volta che sono andato in testa, ad Assen nel 2017, la gara è stata interrotta e poi mi si è rotta la moto. Nella gara dopo al Sachsenring, sono caduto quando ero in testa" ha detto Petrux dopo la gara di Portimao, conclusa solamente al 16esimo posto.

"A posteriori è facile dire dove si poteva fare meglio, ma ho dato sempre il massimo. A volte mi è venuto bene, tante altre volte no. Comunque non posso che ringraziare Ducati per questi sei anni, soprattutto per le due vittorie, perché vincere in MotoGP è un sogno che rincorrevo da quando ero un bambino" ha aggiunto.

Il suo 2020 probabilmente è stato in parte condizionato dalla decisione della Ducati di non confermarlo ancora prima che iniziasse il campionato. Il rovescio della medaglia è che questa bocciatura molto anticipata gli ha permesso di accasarsi alla KTM Tech 3 per il 2021.

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"Sicuramente è stata una situazione molto strana, ma lo è stato quello che è successo in tutto il mondo quest'anno. Guardando indietro, il giorno che Gigi (Dall'Igna) mi ha chiamato e mi ha detto che non sarei più stato nel Factory Team è stato brutto, perché mi sono sentito come se avessi fallito la mia missione".

"Ripensandoci, però, devo dirgli grazie perché questo mi ha permesso di trovare posto in un altra Casa molto competitiva, come la KTM, quindi sono contento che Gigi mi abbia licenziato all'inizio della stagione (ride)".

Per provare la RC16 dovrà attendere il prossimo anno, ma la sua avventura con la Casa austriaca inizierà subito, perché andrà a lavorare in galleria del vento per ottimizzare la posizione sulla sua nuova moto.

"Sono molto curioso di provare la KTM, anche se purtroppo potrò farlo solo l'anno prossimo perché hanno perso le concessioni. La settimana prossima faremo già un po' di lavoro in galleria del vento, perché comunque quest'anno abbiamo già visto che la velocità di punta è stata un problema per me. Ma sono molto curioso, perché sicuramente avevo bisogno di cambiare aria".

La KTM ha dimostrato di essere una moto molto versatile, riuscendo a vincere due gare con un pilota dalla guida molto fluida e pulita come Miguel Oliveira, ma essendo spesso e volentieri da podio anche con Pol Espargaro, che invece ha uno stile piuttosto aggressivo. Questo è uno dei motivi che hanno spinto Danilo a puntare sulla Casa di Mattighofen.

"Una delle cose che mi hanno convinto quando sono stato in fabbrica è che Mike Leitner mi ha detto che hanno fatto un grandissimo step da quando è arrivato Pedrosa, che è un pilota molto fine, ma non frena forte come Pol Espargaro. Questo vuol dire che si può guidare in entrambi i modi. Quest'anno hanno fatto dei risultati importanti, hanno vinto tre volte, quindi sono molto curioso di provarla".

Il 2021 sarà un anno fondamentale per la carriera di "Petrux", nel quale dovrà assolutamente riscattare questo 2020 al di sotto delle aspettative, altrimenti rischia che le prove di appello siano terminate per lui.

"Cambiare marchio è una cosa che in una carriera succede poche volte, ma per me sarà un anno cruciale. Ho cominciato nel 2012 che ero il più giovane sulla griglia, ma l'anno prossimo sarò il terzo più vecchio, quindi sarà una stagione un po' 'lascia o raddoppia': se non faccio bene, non credo che avrò troppe occasioni. Ma credo che mi farà molto bene cambiare aria, cambiare metodo di lavoro, e sono molto curioso".

La moto non sarà la sua sola novità, visto che approderà nel team Tech 3, una squadra completamente inedita per lui, che non ha ancora avuto modo di conoscere.

"Non conosco molte persone, ma conosco bene Hervé (Poncharal), che è sempre una persona molto gentile e simpatica. Sono molto ansioso di poter lavorare con la squadra, anche se ancora non conosco tutti i ragazzi, perché sono stato alla KTM, ma non sono mai stato in Tech 3. Ma ci sarà tempo, per ora ci tengo solo a ringraziare la Ducati".

Danilo Petrucci, Ducati Team
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Foto di gruppo della Ducati Campione del Mondo Costruttori. Luigi Dall'Igna, General Manager di Ducati Corse, Johann Zarco, Avintia Racing, Andrea Dovizioso, Ducati Team, Danilo Petrucci, Ducati Team, Jack Miller, Pramac Racing, Francesco Bagnaia, Pramac Racing
Foto di gruppo della Ducati Campione del Mondo Costruttori. Luigi Dall'Igna, General Manager di Ducati Corse, Johann Zarco, Avintia Racing, Andrea Dovizioso, Ducati Team, Danilo Petrucci, Ducati Team, Jack Miller, Pramac Racing, Francesco Bagnaia, Pramac Racing
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Foto di gruppo della Ducati Campione del Mondo costruttori. Luigi Dall'Igna, Direttore Generale Ducati Corse, Andrea Dovizioso, Ducati Team, Danilo Petrucci, Ducati Team
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