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Petrucci: "Con KTM sto ritrovando il gusto per la MotoGP"

Il pilota di Terni sembra davvero entusiasta per come è stato accolto dalla Casa di Mattighofen ed ora è impaziente di andare in Qatar per provare la RC16.

Petrucci: "Con KTM sto ritrovando il gusto per la MotoGP"

Dal rosso all'arancio. Questa variazione cromatica racconta benissimo l'inverno di Danilo Petrucci. Il pilota di Terni ha chiuso la sua lunga avventura in Ducati al termine della stagione 2020, e dopo un'avventura durata sei anni che gli è fruttata due vittorie ed altri otto piazzamenti a podio. La nuova sfida si chiama KTM e la sua RC16 del team Tech 3 porta proprio i colori della Casa di Mattighofen, che lo ha voluto fortemente, credendo nel suo talento e nella sua esperienza.

Con i suoi 30 anni, è il veterano della formazione a quattro punte del marchio austriaco, nella quale sarà affiancato da Miguel Oliveira, Brad Binder ed Iker Lecuona, ma la prima cosa che non si poteva non notare era il volto disteso e sorridente di Danilo. Anche se per il momento non ha ancora guidato la sua nuova moto, la sensazione quindi è che questa nuova avventura gli abbia fatto bene e lui stesso lo ha confermato alla prima uscita ufficiale. Senza nascondere anche delle ambizioni importanti.

Quando a giugno sei andato alla KTM per firmare il contratto, cosa hai pensato quando ti hanno detto che avresti corso nel team Tech 3?
"Sinceramente, quando mi hanno detto così, me lo aspettavo, perché comunque Miguel (Oliveira) stava facendo dei grandissimi passi avanti alla fine del 2019 e se lo sarebbe meritato già allora il team ufficiale. Nel 2020 l'ha dimostrato di essere un pilota molto veloce. Stessa cosa per Binder. Quando mi hanno detto così, io ho solo chiesto se la dotazione tecnica fosse la stessa e loro mi hanno assicurato che saremo tutti e quattro factory, con lo stesso supporto della Casa ufficiale. E questo è quello che interessava a me".

Credi che sia il momento giusto per arrivare in KTM?
"Sono contentissimo di arrivare in KTM. Avevo già visto i loro passi in avanti alla fine del 2019 con Espargaro. Nel 2020 hanno dimostrato di essere iper-competitivi e forse sono stato il primo pilota a crederci da fuori. Questo è venuto subito fuori e in mezza giornata ho visto il reparto corse, poi siamo stati a pranzo ed abbiamo fatto il contratto. Normalmente ci vogliono molti più giorni, ma ci siamo trovati subito d'accordo e sono stato molto contento di questo. Penso che fosse ora di cambiare marchio e sono veramente felice di essere arrivato in KTM".

Questo per è un po' un anno della verità, perché hai solo un anno di contratto, quindi devi fare dei risultati. Pit Beirer ti ha detto di guidare libero, senza pensare troppo: può essere questa la chiave?
"Sicuramente è una cosa su cui sto lavorando. Sono arrivato alla fine dell'anno scorso veramente con pochissime energie e durante l'anno ho pagato tantissimo gli effetti della brutta caduta che ho avuto a luglio. Fisicamente, sono arrivato alla fine di novembre veramente a pezzi. Ho fatto una risonanza e ho visto che mi erano uscite due ernie al collo, che mi facevano perdere sensibilità al braccio. Per questo a dicembre ho deciso di fermarmi e risolvere tutti i problemi. Sono ripartito a gennaio, mi sono subito sentito più giovane ed ho iniziato a lavorare come quando avevo 20 anni. Purtroppo ora ne ho 30 e sono uno dei più vecchi in MotoGP, ma adesso spendo la maggior parte della mia giornata tra allenamenti, fisioterapia ed organizzare le uscite in moto. Mi sto riappassionando molto a questo ed è la stessa cosa che mi hanno detto Pit (Beirer) e Mike (Leitner, il direttore tecnico), che devo tornare alle origini, perché siamo tutti molto appassionati di moto e dobbiamo ritrovare quel gusto nel fare quello che ci piace. Io lo sto ritrovando con tanta felicità e serenità. E' chiaro che è un anno chiave, ma dal 2015 ad oggi per me lo sono stati tutti. E' solamente un anno in cui voglio fare quello che mi piace di più. Farlo con KTM è un grande traguardo per me".

E' anche per questo che ti sei fatto un taglio di capelli da ragazzino?
"Più che altro perché ne ho sempre di più bianchi, quindi se li tengo corti non si vedono (ride). Tra i quattro piloti della KTM sono quello che ha più esperienza, per non dire che sono il più vecchio. Però sono molto contento".

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La KTM ha dimostrato di essere una moto in grado di vincere delle gare, ma ora deve fare il passo in più per puntare al campionato. Tu ti senti in grado di farlo, considerato anche che avrai a disposizione solo 5 giorni di test e su una sola pista?
"Questo è abbastanza difficile da dire. E' chiaro che partiamo con le migliori intenzioni. Intanto il mio obiettivo è quello di vincere con questa moto, partendo da una gara, che è quello che sono riuscito a fare negli ultimi due anni. Questo significherebbe tanto per me, perché vorrebbe dire aver vinto in MotoGP con due marchi diversi e solo pochi piloti ci sono riusciti. Questo è già un obiettivo abbastanza ambizioso, poi è chiaro che KTM parta per vincere il campionato. Così come partono per vincere tutte le case. Guardando a tutto il 2020, però, fai fatica a dire chi potrebbero essere quelli che si possono giocare il Mondiale, perché potrebbero essere almeno 15 piloti probabilmente, che sono quelli che salgono sul podio. L'anno scorso siamo riusciti a vincere in nove e Mir ha vinto il Mondiale con una sola vittoria, anche se è stato costantemente sul podio nella seconda parte di stagione. Fare la differenza in MotoGP è sempre più difficile, ma sicuramente si dovrà essere costanti per tutto il campionato e il mio obiettivo personale è proprio questo: essere più costante possibile".

Tu arrivi dalla Ducati, con un bagaglio tecnico diverso da quello dei tuoi compagni. Con Leitner hai parlato un po' di quelli che erano i segreti della Rossa?
"Sicuramente sono quello che ha più esperienza tra i piloti KTM, perché ho guidato anche delle altre MotoGP in passato. Diciamo che la nostra riunione tecnica è durata più a lungo del previsto. Il fatto è che comunque io faccio il pilota e non so esattamente come funzionano tutte le cose che ci sono su una moto. Posso solo raccontare sensazioni ed idee. Anche perché una delle prime domande che mi è stata fatta da Mike era come vedevo la loro moto in pista. Poi è chiaro che a vederla da fuori sembra facile dire è meglio qua o è peggio là, ma poi bisogna salirci sopra e vedere se è effettivamente così. Anche in Dani (Pedrosa) abbiamo un collaudatore di grande esperienza, e credo che sia forse il più tecnico dell'intera MotoGP. Io e lui siamo un po' agli opposti, sia fisicamente che come stile di guida. Ma valeva lo stesso discorso anche con Espargaro, ma hanno sviluppato la moto insieme. Quello che mi ha fatto piacere è stato vedere che si segnavano ogni cosa che dicevo, fin dal primo momento. Questo per me vale molto, perché mi sono sentito molto importante. Ho fatto meeting tecnici e sono stato in galleria del vento, ma purtroppo non sono ancora salito sulla moto accesa".

Immaginando che non lo farai più con Dovizioso, ora con chi andrai a fare motocross? Magari con Tony Cairoli?
"Sono molto amico di Tony e già l'anno scorso abbiamo girato insieme tante volte. Il giorno che si è aperta questa possibilità di venire in KTM ero proprio a girare con lui, quindi c'è stata questa coincidenza curiosa e molto carina. Peccato che con lui girare insieme vuol dire solo girare nella stessa pista. Insieme purtroppo facciamo solo due o tre curve (ride). Non so quante KTM ho comprato nella mia vita per fare cross, quindi purtroppo per loro hanno perso un grande cliente, ma cercherò di farmi perdonare (ride)".

Beirer in un'intervista ha detto che la KTM vuole aiutarti dandoti un ambiente più familiare. Pensi ti possa essere utile?
"Uno degli aspetti di cui abbiamo discusso con Pit è stato proprio il fattore umano. In KTM ho subito notato che se una cosa si fa, la si fa al 100%: se vengono curati i dettagli sulla moto, perché sono quelli che fanno la differenza, Pit ha detto che bisogna curare anche i dettagli del lato umano. Vuole che io stia bene e che mi diverta, perché quando mi vedono sorridente sono anche veloce. E' un aspetto su cui c'è parecchia cura e mi hanno messo nelle migliori condizioni al momento".

Danilo Petrucci, Red Bull KTM Tech 3

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Moto di Danilo Petrucci, Red Bull KTM Tech 3 e Iker Lecuona, Red Bull KTM Tech 3

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