Pedro Acosta è il rookie che la MotoGP stava aspettando?
In soli tre anni di carriera nel mondiale, Pedro Acosta ha già fatto molto parlare di sé. Il suo debutto in MotoGP nel 2024 sarà seguito molto da vicino. Ma il suo modo di prepararsi fa pensare che forse non sarà solamente un pilota molto veloce.
In un freddo sabato di dicembre, recarsi a Liverpool di prima mattina non è la prospettiva più entusiasmante che si possa avere. La stagione MotoGP si è appena conclusa e tutti vogliono una sola cosa: riposarsi. Pedro Acosta non fa eccezione, ha appena completato la sua terza stagione nel mondiale, ma deve rispettare il protocollo e recuperare ufficialmente il suo trofeo da campione del mondo della Moto2 in occasione dei FIM Gala Award.
Eppure, il giovane spagnolo non mostra alcun segno di stanchezza quando ci raggiunge all’Hope Street Hotel per un’intervista pianificata. Gli si potrebbe perdonare il fatto di avere un po’ la testa fra le nuvole, dopo aver guidato una MotoGP per la prima volta solo quattro giorni prima. Si sente un pilota MotoGP a tutti gli effetti dopo i primi 70 giri in sella alla KTM RC16 del team Tech3? “Non al momento, è stata solo una giornata”, risponde alla prima domanda di Motorsport.com. Ma molti non hanno atteso troppo per prevedere un destino ad altissimi livelli per lui.
Potrà avere anche solo 19 anni, ma Pedro Acosta è già la punta di diamante del gruppo KTM e il suo arrivo in MotoGP era programmato già da molto tempo. In tre anni, è diventato colui che tutti attendono di vedere in azione contro i top rider della classe regina, con un percorso caratterizzato da grandi successi: la vittoria alla sua seconda gara nel mondiale, nel 2021, il titolo Moto3 lo stesso anno. Il suo passaggio immediato in Moto2 con altri successi nella prima stagione e infine il titolo nella classe intermedia, il secondo in tre anni, con un record di precocità.
Jorge Lorenzo, “senza parole dopo ciò che Pedro Acosta ha fatto in questi ultimi tre anni”, lo vede già come “predestinato a diventare Campione del mondo” MotoGP, come ha spiegato a DAZN Spagna. Marc Marquez stesso, a cui il rookie viene confrontato, ha dato la sua approvazione. “Acosta fa parte di quella serie di piloti che rappresenteranno un grande nome in MotoGP e arriverà il suo momento”, ha predetto. “In passato ci sono stati Doohan, Rossi, Lorenzo, Stoner, me… E oggi nessuno sembra poter vincere molti gran premi di fila, ma questo potrebbe essere Acosta. È giovanissimo e avrà il suo momento in MotoGP, ne sono sicuro al 100%”.
A ciò che i suoi risultati annunciano, si aggiunge tutto il positivo che le persone attorno a lui dicono. Aki Ajo, che ha avuto l’incarico di formarlo nel team, lo vede come un pilota “della vecchia scuola” per il suo modo di approcciare alle gare. Hervé Poncharal, patron del team Tech 3, loda il suo approccio calmo e metodico.
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
KTM has put a lot of support behind Acosta's development
“È stato molto intelligente, cosa che apprezzo”, afferma il francese a Motorsport.com, stupito ma ammirato dalla reazione dello spagnolo una volta confermato il suo arrivo in MotoGP. “Gli abbiamo detto che ci mancava un minimo d’informazione e ci ha risposto ‘lasciatemi vincere il campionato, poi sarò totalmente con voi. Al momento non voglio distrazioni’. Considerando quanto sia ancora giovane, per me è una prova di maturità, d’intelligenza e d’impegno in ciò che fa”.
Infatti, sin dall’inizio della sua carriera, Pedro Acosta cerca di tenere i piedi per terra. Al suo arrivo nel mondiale, questo è stato una necessità. “Immaginate un ragazzino di 16 anni che ha 8000 follower su Instagram quando arriva in Qatar nel 2021 e quando riparte da Doha ne ha 180mila”, ci spiega. “Mi ricordo che il mio telefono si è rotto perché non smetteva di suonare. Non si è mai riacceso! Ma ho detto ‘ragazzi, questo non fa per me’. Io voglio essere un ragazzo normale. La sola cosa che mi differenzia da un’altra persona è che corro in moto nel mondiale. Ma è il mio lavoro, basta. Voglio rimanere lo stesso ragazzo di sempre”.
“Dopo quella gara ho cambiato numero perché tutti, comprese le persone che non avevo mai visto in vita mia, mi scrivevano su WhatsApp. Io non voglio questo nella mia vita, ho anche tolto Instagram dal telefono perché metteva troppa pressione”, prosegue lo spagnolo, che vorrebbe tenere le distanze da ciò che la gente dice di lui. “I media parlano, voi leggete. Se vedere un articolo che dice ‘Pedro Acosta bla, bla, bla, voi lo leggete. Anche se non avete voglia, lo fate. Questo mondo qui non fa per me. Quello che voglio è scendere in pista, dare gas e divertirmi. È ciò che ho provato a fare dal mio primo giorno nel campionato”.
Oggi Acosta ha 408mila follower su Instagram e utilizza il suo account per interagire con i fan e fare promozione. La pressione che gli è subito pesata è stata uno shock per lui, ma ha imparato velocemente a fare show, celebrando le sue vittorie con stile, ereditato da Valentino Rossi. È perfettamente consapevole di ciò che il pubblico si aspetta, ma mettere in scena una consegna di pizze al parco chiuso o lanciare parte della sua attrezzatura nelle tribune sono cose che gli vengono naturali.
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
Acosta "knows what the people want" from a MotoGP rider
“Ci provo”, ci risponde quando gli chiediamo se si considera tanto showman che pilota. “Ma prima di tutto, mi piace divertirmi, perché mi viene naturale. È vero che quando sono arrivato nel mondiale ero timidissimo. Ma il team mi ha aiutato a far uscire tutta questa energia. Se un giorno non rido, non faccio scherzi o non faccio cose stupide, diciamo, ho l’impressione di andare a dormire con troppa energia!”.
“Ho bisogno di bruciare questo fuoco che ho dentro di me! Bisogna pensare che non troppo tempo fa io ero un fan. So quello che la gente vuole vedere. È qualcosa che mi viene facilmente perché mi piace vedere la gente ridere, amo fare gli scherzi e delle cose che sono normali per un ragazzo di 19 anni. Perché, ripeto, voglio essere normale”.
“Non voglio vivere dentro una bolla. Voglio sono essere un ragazzo normale. Quando vado a una festa, per esempio, non parlo mai delle corse. Non prendo mai prenotazioni sfruttando il mio nome o altre cose. Vado con gli altri e mi diverto. La sola differenza tra me e gli altri ragazzi è che se vado in discoteca, saprete che ci sono andato. Ma, ragazzi, bisogna divertirsi!”.
Quando Marca ha chiesto ad Álex Crivillé un’opinione su Pedro Acosta, il campione del mondo 500cc nel 1999, ha sottolineato l’atteggiamento del suo giovane connazionale, molto ambizioso ma anche posato: “Dietro ai risultati ci sono sacrifici, sofferenza, determinazione, talento, ancora determinazione e allenamento, molto allenamento. Un campione non nasce dal nulla, lo sanno tutti. Ma la sua personalità, umiltà, spontaneità, la sua voglia di imparare e il fatto che sa tenere i piedi per terra in ogni circostanza l’hanno portato a realizzare ciò che ha realizzato. La cosa più bella è che realizzerà tutto ciò che si è prefissato perché c’è un solo Acosta”.
Franco Morbidelli va oltre e crede che Acosta sia in grado di colmare le lacune della comunicazione della MotoGP. Forse sarà questo desiderio di vivere normalmente, ma Pedro Acosta ha accettato la sua notorietà e sa che tutto l’entusiasmo che lo circonda, lo mette nella posizione di accrescere la popolarità della MotoGP. Possiede un ruolo importante, dato che il campionato prova a sperimentare delle soluzioni destinate a soddisfare il pubblico e ad attirare un numero maggiore di spettatori, esempio ne è la Sprint introdotta nel 2023. Tuttavia, fa una riflessione che mostra quanto, secondo lui, ci sia ancora molta strada da fare in questo senso.
Photo by: GasGas Factory Racing
Acosta considers the pressure on him as "a game"
“Penso che ne abbiamo bisogno per mostrare la MotoGP ai ragazzi”, sostiene in riferimento ai social. “Se andate per strada e domandate a una persona qualsiasi, ma veramente a caso, chi è Valentino Rossi, vi saprà rispondere. Anche senza mai aver visto una gara in vita sua, lo saprà. Vale per Messi, Ronaldo, Jordan, Hamilton, perché fanno parte della cultura di massa. Sono dei ragazzi che sanno di essere sportivi, ma vanno oltre lo sport”.
“Abbiamo bisogno di queste cose. Perché ora, se andate per strada e chiedete chi è Marc Marquez, la gente lo conosce ma sarà molto più difficile rispetto a Valentino Rossi. Per me, tra i ragazzi che in passato sono stati bravi ci sono Scott Redding, che nessuno conoscerà. Poi Alvaro Bautista, stessa cosa, Danilo Petrucci, Andrea Dovizioso… Abbiamo bisogno che lo show d’insieme sia guardabile. Sui media o altrove, serve che la MotoGP sia uno spettacolo bello da vedere. È qualcosa di cui abbiamo bisogno in questo momento”.
Non c’è alcun dubbio sul fatto che Pedro Acosta abbia la capacità di combinare la dose di show che forse manca alla MotoGP con dei risultati di livello, a giudicare dal suo talento puro e dal suo percorso fino ad oggi. Ma come gestire tutta l’attenzione che suscita?
“Per quanto riguarda la pressione, quando avevo 16 anni, c’era una telecamera con me 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Capivo cose come ‘sei il prossimo Marc Marquez, stai per scrivere la storia, batti dei record, non abbiamo mai visto una cosa simile, passerai direttamente in MotoGP…’ Questo mi ha messo tanta pressione. Oggi è come un gioco”.
Photo by: GasGas Factory Racing
Acosta has no targets for his rookie season but to learn. That won't stop the hype, though
Parlando con Pedro Acosta si comprende meglio tutto il bene che i diversi team manager hanno potuto dire di lui in questi anni. Ha una maturità incredibile per essere un diciannovenne e, intelligentemente, comprende cosa ci si aspetta da lui in pista pur sapendo che la metà del lavoro consiste in ciò che succede fuori. Uno non può esistere senza l’altro.
La MotoGP ha sempre visto arrivare un flusso continuo di rookie, alcuni di altissimi livelli in grado di vincere subito nella categoria. Ma sono stati rari i piloti che possedessero tutte le qualità che sono racchiuse in Pedro Acosta. Soprattutto in grado di mostrarle sin dal loro debutto. KTM si è assicurato un gioiello e Acosta è la miglior pubblicità possibile per il suo programma di sviluppo dei giovani talenti. Ma è soprattutto la MotoGP che potrebbe uscirne vincitrice, poiché lo spagnolo possiede delle grandi qualità di guida e una vera sensibilità verso il marketing. Questo potrebbe fornire la buona spinta di cui il campionato ha bisogno.
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