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MotoGP | Zarco boccia ancora la radio: "Assurdo essere così lontani dal bersaglio"

Il pilota della Honda LCR è stato molto critico alla conclusione dei test di Valencia, parlando di molte interferenze e di messaggi comprensibili solo a bassa velocità o al box. E reputa assurdo non riuscire ad avere un sistema radio migliore ora che la tecnologia ha fatto enormi passi avanti da questo punto di vista.

Johann Zarco, Team LCR Honda

Johann Zarco, Team LCR Honda

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Da oltre un anno si parla dell'introduzione di un sistema radio in MotoGP. Inizialmente se ne discuteva come di uno strumento in grado di fornire informazioni di sicurezza ai piloti in tempo reale, ma con il passare dei mesi l'ambizione è diventata soprattutto quella di regalare ai tifosi la possibilità di sentire i piloti comunicare con il loro muretto, proprio come accade già in Formula 1.

Al momento però questa possibilità appare ancora piuttosto remota, perché gli esperimenti sono andati avanti, ma i risultati continuano ad essere molto lontani da quelli sperati. Tra quelli che ci hanno lavorato durante i test collettivi di Valencia c'è stato Johann Zarco e il pilota della Honda LCR non sembra aver affatto apprezzato ciò che ha provato. Anzi, le sue critiche sono state forti e chiare, a tutti i livelli.

"Per me è assurdo essere così lontani dal bersaglio. Mi dicono che altri piloti non la pensano così, ma io ho l'ho provata e c'erano molte interferenze. Ogni volta che mi volevano inviare un messaggio, c'erano solo interferenze. Riuscivo ad indovinarlo perché, per esempio, 'bandiera bianca' è comprensibile, ma chiaramente c'erano interferenze", ha detto Zarco ai giornalisti a fine giornata, quando gli è stata chiesta la sua opinione sulle prove fatte martedì al Circuito Ricardo Tormo.

Johann Zarco, Team LCR Honda

Johann Zarco, Team LCR Honda

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

"Non si rendono conto che, con il casco in testa, sei esposto al vento, combatti contro l'aria tutto il tempo e il casco si muove leggermente sulla testa. Forse è per questo: se oggi non ho sentito bene, forse il dispositivo non era posizionato correttamente sull'osso, ma è estremamente complicato. Non appena si accelera, non si sente più alcun messaggio. Si riesce a captare qualcosa solo con il gas chiuso, nelle curve lente. Per me è inutile", ha aggiunto.

Tra le altre cose, in questo caso la radio aveva funzionamento bidirezionale, ma l'esperimento non è andato a buon fine secondo il pilota di Cannes: "Mi hanno detto che potevo parlare, ma a quanto pare riuscivano a sentirmi solamente quando ero al box".

Se alcuni piloti ritengono che la radio potrebbe essere addirittura una distrazione, Johann non sembra affatto pensarla così, ma crede che, con la tecnologia di cui si dispone oggi, si potrebbe predisporre un sistema migliore di quello utilizzato fino ad ora: "Una distrazione non credo. Ma è soltanto che quando sai il tipo di tecnologia e la qualità audio che si può avere ovunque, e ti ritrovi con qualcosa che non riesce a trovare la giusta frequenza, faccio proprio fatica a capire".

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