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MotoGP | Yamaha rinuncia al triplano per delle alette più in stile Ducati

La M1 V4 presentata ieri a Jakarta ha subito evidenziato una novità aerodinamica importante rispetto al recente passato, con la sparizione del triplo profilo ad ala di gabbiano, che ha fatto spazio a delle alette più convenzionali. Per il resto, le forme sono quelle viste nel test di novembre a Valencia, anche se c'è un piccolo "giallo" sul codone.

Livrea Yamaha Factory Racing

E' bastato una sguardo alla Yamaha M1 2026 per capire che il motore V4 non è l'unico punto di rottura con il passato recente. Nelle ultime stagioni, la Casa di Iwata aveva esplorato lo stesso concetto aerodinamico introdotto dall'Aprilia, optando per un profilo ad ala di gabbiano sul cupolino, che nelle ultime versioni aveva addirittura raggiunto la forma di un triplano.

Una soluzione che è stata accantonata nella nuova versione della M1 che è stata svelata ieri a Jakarta, che ora presenta un frontale che sembra essersi allineato ai concetti che potremmo definire più tradizionali, in quanto utilizzati dalla maggior parte dei rivali.

La moto di Alex Rins, Yamaha Factory Racing

La moto di Alex Rins, Yamaha Factory Racing

Foto di: Yamaha MotoGP

Le nuove ali anteriori, infatti, ricordano molto quelle che ormai da anni utilizzano per esempio la Ducati e la KTM. Dunque, due soli elementi, entrambi raccordati al cupolino. Si può notare poi che, mentre la soluzione precedente prevedeva che l'ala fosse a sbalzo rispetto al profilo del cupolino (foto sotto), ora invece il profilo inferiore dell'ala si va a collegare direttamente ai lati dell'airbox (foto sopra), la cui forma è rimasta pressoché invariata. Così come la sagoma del cupolino appare piuttosto simile a quella vista in occasione dei test di novembre a Valencia.

Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing

Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Anzi, per il resto le forme sembrano essere le medesime di poco più di due mesi fa. Sulla parte laterale della carena, infatti, si può continuare a notare il gradino "carenato", che si raccorda direttamente con l'asola. Così come nella parte inferiore è presente il diffusore, che però è di dimensioni decisamente ridotte rispetto a quello visto per esempio sulla Ducati GP26.

Livrea Yamaha Factory Racing

Livrea Yamaha Factory Racing

Foto di: Yamaha MotoGP

Passando al posteriore, anche qui per ora è presente la stessa soluzione di Valencia, che volendo è una sorta di ibrido tra quelle che utilizzano Ducati ed Aprilia. Sulla parte anteriore del codone infatti ci sono due pinne che ricordano quelle della Desmosedici GP, anche se quelle della M1 sono praticamente verticali. Subito dietro però c'è un'ala, che presenta un soffiaggio piuttosto evidente con una svergolatura fra i due profili.

Livrea Yamaha Factory Racing

Livrea Yamaha Factory Racing

Foto di: Yamaha MotoGP

Anche qui però va notato che in realtà da questo punto di vista la moto presente a Jakarta e quella delle immagini diffuse dalla Casa giapponese presentavano una netta incongruenza: se quella degli scatti ufficiali è quella che vi abbiamo appena descritto, le moto presenti sul palco avevano invece un codone con tre pinne per lato, come si può notare qui sotto.

Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing

Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing

Foto di: Yamaha

Non bisognerà attendere troppo però per scoprire quale delle due sia la soluzione più veritiera, visto che la settimana prossima le M1 potranno già scendere in pista nello Shakedown di Sepang, previsto dal 29 al 31 gennaio, essendo la Yamaha l'unico marchio rimasto nella Fascia D del sistema di concessioni, che permette di effettuare liberamente test con i piloti titolari, con l'unica limitazione legata al numero di pneumatici a disposizione. 

E chissà, magari in Malesia si potrà scoprire qualche altra novità interessante del nuovo progetto della Casa di Iwata...

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