MotoGP | Yamaha, peggior avvio della sua storia: ai piloti è stato imposto il silenzio stampa
Mai prima d’ora le quattro Yamaha avevano iniziato una stagione occupando quattro delle ultime sei posizioni in una gara, staccate di oltre mezzo minuto dal vincitore. La Casa giapponese ha quindi deciso di mandare in conferenza solo il TP Paolo Pavesio per spiegare il deludente weekend, mentre i piloti sono rimasti in silenzio stampa.
Il calo di competitività di Yamaha nelle ultime stagioni si è ulteriormente accentuato in questo avvio di 2026, complice il passaggio dal tradizionale motore quattro cilindri in linea alla nuova configurazione V4, adottata da anni da tutti gli altri costruttori della MotoGP. Il progetto, avviato oltre un anno fa, è ancora in fase di sviluppo e le indicazioni emerse nei test prestagionali avevano già lasciato presagire che la situazione non sarebbe stata semplice.
Nella prima gara della stagione, il GP di Thailandia, i quattro piloti Yamaha hanno occupato quattro delle ultime sei posizioni, riuscendo a fare meglio soltanto del collaudatore quarantenne della Ducati, Michele Pirro, schierato come sostituto di Fermín Aldeguer nel team Gresini Racing.
Fabio Quartararo ha chiuso 14°, conquistando un punto anche grazie ai problemi che hanno costretto al ritiro Marc Márquez e Joan Mir e alla caduta di Alex Marquez. Senza questi episodi favorevoli, avrebbe probabilmente concluso in 17a posizione.
Gracias a las caídas y abandonos, Fabio Quartararo logró rescatar un puntito para Yamaha Factory Racing
Foto de: Qian Jun / MB Media via Getty Images
Alle spalle di Fabio Quartararo, staccato di 30,8 secondi dal vincitore Marco Bezzecchi, ha chiuso Alex Rins, a quasi 33 secondi dall’Aprilia. In mezzo un irriconoscibile Maverick Viñales, mentre le posizioni dalla 17a alla 18a sono state occupate da Toprak Razgatlıoglu e Jack Miller, con l’australiano precipitato a 47,8 secondi dalla vetta: un divario francamente difficile da spiegare.
Le carenze della Yamaha V4 erano in parte prevedibili a inizio stagione, ma l’entità del divario è sorprendente. Le moto di Rins, Razgatlıoglu e Miller sono state le tre più lente in velocità massima nel weekend (336,4 km/h), con Quartararo solo leggermente più rapido (338,5 km/h). Numeri che stridono con i 345 km/h toccati dalle Aprilia di Bezzecchi e Jorge Martin e dalla Ducati di Francesco Bagnaia, mentre la Honda di Johann Zarco si è fermata poco sotto, a 342,8 km/h.
Di fronte a un fine settimana così negativo, e alla luce dei precedenti commenti critici, soprattutto da parte di Quartararo, in Yamaha è stata presa la sorprendente decisione di non far presentare in sala stampa nessuno dei quattro piloti nella giornata di domenica. A parlare è stato invece il team principal, Paolo Pavesio, subentrato lo scorso anno al britannico Lin Jarvis.
"In questo momento credo sia giusto che sia io a spiegare dove ci troviamo. Siamo in una fase in cui vediamo chiaramente il divario che ci separa dai più veloci e abbiamo una montagna da scalare. Non sarà una questione di un giorno all’altro, non esiste una soluzione magica. Ogni volta che scendiamo in pista scopriamo qualcosa di nuovo", ha ammesso per giustificare il “blackout” mediatico imposto da Yamaha ai suoi quattro piloti, compresi i due del team Pramac Racing.
Una scelta che rende sempre più complessa la scommessa della squadra italiana di lasciare la Ducati per unirsi al progetto di Iwata.
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