MotoGP | Yamaha attacca: "L'incoerenza delle penalità mina l'equità"

La Casa di Iwata ha diffuso un comunicato stampa con il quale Lin Jarvis ha contestato la penalità inflitta a Fabio Quartararo per il contatto con Aleix Espargaro ad Assen, sottolineando che il collegio dei commissari applica le sanzioni in maniera incoerente. Inoltre, ha rivelato che avrebbe voluto presentare appello, ma che il regolamento non lo consente.

MotoGP | Yamaha attacca: "L'incoerenza delle penalità mina l'equità"
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La Yamaha non ci sta e non vuole restare in silenzio di fronte alla penalità inflitta a Fabio Quartararo per il contatto con Aleix Espargaro durante la gara di Assen. Il leader del Mondiale MotoGP dovrà scontare una long lap penalty nella gara che riaprirà le ostilità dopo la pausa estiva, il Gran Premio di Gran Bretagna che si disputerà a Silverstone.

Il nodo non è tanto la penalità in sé, quanto l'incoerenza con cui queste vengono applicate dal collegio dei commissari sportivi della FIM. Nel passato recente, per esempio, abbiamo visto Takaaki Nakagami passarla liscia dopo aver fatto strike con Pecco Bagnaia ed Alex Rins alla partenza del Gran Premio di Catalogna, dopo aver fatto una manovra decisamente più spregiudicata e potenzialmente pericolosa.

Già ieri, Quartararo aveva fatto sentire tutto il suo disappunto, con un post abbastanza infuocato sui social network: "Beh, una long lap penalty per la prossima gara. Ora non puoi provare a sorpassare, perché pensano che tu sia troppo ambizioso".

"Dall'inizio dell'anno alcuni piloti hanno fatto degli 'incidenti di gara', ma a quanto pare il mio era troppo pericoloso. Complimenti ai commissari sportivi per l'ottimo lavoro che stanno facendo. La prossima volta non tenterò alcun sorpasso per pensare a non prendere una penalità".

Il pensiero della Yamaha, affidato al managing director Lin Jarvis e diffuso con un comunicato stampa nel pomeriggio di martedì, non è troppo distante: "Fabio Quartararo, Monster Energy Yamaha MotoGP Team e la Yamaha hanno sempre lottato con correttezza e sportività in MotoGP. Siamo delusi nel vedere l'ineguaglianza con cui vengono applicate le sanzioni da parte dei commissari sportivi della FIM MotoGP".

La nota del marchio giapponese poi attacca i commissari per almeno due motivi. Il primo dei quali recita: "Sebbene Quartararo abbia ammesso di aver commesso un errore alla curva 5 del TT Circuit Assen al quinto giro, Monster Energy Yamaha MotoGP lo considera un incidente di gara. Quartararo ha la reputazione di essere un pilota pulito, senza precedenti di incidenti. Si è trattato di un errore onesto, senza intenzioni dolose".

Il secondo punto prosegue: "Monster Energy Yamaha MotoGP riconosce che la gara di Aleix Espargaró è stata compromessa, ma la gravità dell'impatto è oggetto di congetture. Monster Energy Yamaha MotoGP ritiene che il collegio dei commissari sportivi della FIM stia misurando la gravità degli incidenti di gara con standard incoerenti e soggettivi".

Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing, crash

Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing, crash

Photo by: Dorna

Poi probabilmente arriva il passaggio più duro dell'intero comunicato: "L'incoerenza con cui le sanzioni vengono applicate dai Commissari Sportivi della FIM durante la stagione 2022 danneggia l'equità della MotoGP e la fiducia nella giurisdizione dei Commissari Sportivi. Ci sono stati almeno altri tre incidenti di gara più gravi nella classe MotoGP (con conseguente ritiro dei piloti dalla gara e/o lesioni) che sono rimasti impuniti".

Il riferimento in questo caso è certamente all'incidente già citato di Nakagami, ma molto probabilmente anche a quello avvenuto a Portimao tra Jack Miller e Joan Mir con una dinamica molto simile, ma per il quale il pilota della Ducati non ha pagato dazio.

Infine, Jarvis ha rivelato che la Yamaha aveva pensato concretamente ad appellarsi a questa penalità, ma che il regolamento non lo consente. Una penalità che potrebbe essere anche pesante, perché questa stagione ha confermato più volte che per Quartararo le gare si fanno più problematiche quando si trova nel traffico e non è lui a dettare il ritmo per provare a scappare, visto che alla M1 manca lo spunto per i sorpassi, soprattutto quando è in battaglia contro moto potenti come le Ducati.

"Volevamo appellarci alla decisione dei Commissari Sportivi di domenica sul circuito di Assen, ma questo tipo di sanzione non può essere discussa o appellata. Volevamo quindi sollevare la questione, per una questione di principio, con il TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport), ma anche questo tipo di sanzione non è appellabile. È proprio per queste ragioni che le decisioni corrette, equilibrate e coerenti devono essere prese in primo luogo dai Commissari Sportivi ed eseguite in tempi corretti e ragionevoli", ha concluso Jarvis.

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