MotoGP | VR46 vuole mantenere l’impegno con Ducati fino al 2026
Alessio Salucci, direttore del team VR46, riconosce a Motorsport.com che la sua priorità è quella di rinnovare l’impegno con Ducati per il 2025 e il 2026, motivandolo con l’altissimo livello di competitività della Desmosedici.
Alessio Salucci è la figura di spicco nella struttura di Valentino Rossi. “Uccio” ha accompagnato il pluricampione del mondo in tutta la sua carriera in MotoGP, passando poi ad essere il suo alter ego nella gestione che porta il nome del “Dottore”. La scuderia ha debuttato nella classe regina nel 2022, dopo essere arrivata a un accordo con Ducati che ha fornito una moto con supporto di fabbrica con Luca Marini prima e con Marco Bezzecchi poi. Già allora era difficile spiegare il vincolo con il marchio di Borgo Panigale, dato lo stretto rapporto di Rossi con Yamaha, di cui continua a essere ambassador.
Tre anni dopo, Motorsport.com apprende che VR46 ha sul tavolo la possibilità di rinnovare unilateralmente il contratto con Ducati per altri due anni (2025 e 2026). Esercitando questa opzione, che scade alla fine di maggio, la formazione di Tavullia dovrebbe accontentarsi del trattamento che attualmente ricevono Bezzecchi e Fabio Di Giannantonio, che corrono con due Desmosedici dell’anno precedente.
Valentino Rossi, Uccio Salucci, VR46 Racing Team
Foto de: Gold and Goose / Motorsport Images
Nonostante abbiano avuto anche contatti con KTM, l’alternativa più chiara è sempre stata Yamaha, per ovvi motivi. Questa possibilità, che non è stata mai scartata in nessun momento, ha perso forza pian piano con il passare delle settimane, fino a pensare che tutto sembra pronto affinché VR46 e Ducati riconfermino la loro alleanza con un prolungamento che potrebbe concretizzarsi anche questo fine settimana, ad Austin.
“Yamaha è la mia seconda casa. Però, per entrare, dovrebbe offrirci una moto più competitiva. Ducati è una gran moto e la sua prestazione è molto elevata. Lo dobbiamo ai nostri partner. Cambiare non è facile”, ha raccontato Salucci in una conversazione telefonica con Motorsport.com.
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Se VR46 firmasse il rinnovo con il marchio di Bologna, la pressione raddoppierebbe negli uffici Yamaha, che da tempo provano a prendere un nuovo cliente per poter disporre di quattro M1 sulla griglia di partenza, invece delle due attuali. Con la mancanza di competitività mostrata dai prototipi della Casa di Iwata, l’argomentazione che ha più peso per convincere un ipotetico alleato è di natura economica.
Tuttavia, i soldi sembrano non essere sufficientemente attraenti per un gruppo che ci ha preso gusto nel lottare per il podio regolarmente e che sul palmarès ha aggiunto già tre vittorie. È a questo punto che hanno senso i "partner", ovvero gli sponsor che, come Pertamina, hanno investito nella VR46 e che sono molto in vista in ambito sportivo.
Foto di: Media VR46
Lo scenario ideale che si presenta nella mente di Uccio è quello che consentirebbe di continuare con Ducati, ma disponendo di una Desmosedici ufficiale nel 2025. Tuttavia, questo non può accadere principalmente per due ostacoli. In primo luogo, perché la Casa di Borgo Panigale non vuole impegnarsi a mettere in pista più di quattro prototipi dell’anno corrente: i due del box ufficiale e le due che attualmente gestisce Pramac. Da questo deriva che il team di Paolo Campinoti riceve in esclusiva e per contratto la condizione di appoggio e copertura di Ducati (factory-supported team), un diritto a cui può rinunciare solo Campinoti, e in maniera volontaria. Questo non è uno scenario che si intuisce come logico, se pensiamo alla visibilità che ha Pramac, campione in carica dei team e vice-campione piloti con Jorge Martin, attuale leader del campionato. Salucci, però, non desiste nel suo impegno: “Pramac è il team satellite di riferimento di Ducati. VR46 non cerca questo status. Quello che vogliamo è crescere e avere una moto ufficiale il prossimo anno”.
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