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A Jerez è giunto un altro ottimo quarto posto per Maverick Vinales, sempre più a suo agio su una KTM di cui sta iniziando a sfruttare i punti di forza, anche se ora l'obiettivo è fare il passo successivo, provando a trovare la strada da seguire nei test di domani. Intanto, però, lo spagnolo si dice soddisfatto dei miglioramenti fatti.

Maverick Vinales, Red Bull KTM Tech 3

A podio in Qatar, quantomeno prima di scivolare al quattordicesimo posto dopo la corsa a causa di una penalità per la pressione delle gomme, quarto a Jerez. È un Maverick Vinales in continua crescita quello visto in Spagna, non solo perché il feeling con la sua KTM sta migliorando sempre di più weekend dopo weekend, ma anche perché erano anni che il catalano faticava a digerire la pista di Jerez.

Eppure, Vinales è stato autore di un altro weekend estremamente convincente, chiuso da miglior pilota KTM in pista, fiutando oltretutto anche il podio, distante solo un secondo e mezzo sul traguardo sotto la bandiera a scacchi. Senza dubbio non è una rondine che fa primavera, ma il quarto posto di Jerez si deve leggere in un’ottica più ampia, in quel percorso di crescita intrapreso negli ultimi Gran Premi.

Dopo un avvio di mondiale sottotono con la KTM del team Tech3, come è normale che sia nelle prime settimane di un nuovo matrimonio, specie per un pilota così “sensibile” sulla moto, Vinales ha dato una prima svolta alla sua stagione, mettendo insieme piccoli step uno dopo l’altro, anche se “l’esplosione” improvvisa in Qatar è giunta come una sorpresa, andando oltre le aspettative.

Maverick Vinales, Red Bull KTM Tech 3

Maverick Vinales, Red Bull KTM Tech 3

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

"Il weekend è stato positivo, ma posso dire che è positivo fin dalla gara in Argentina. Stiamo costruendo e ora abbiamo una buona base su cui lavorare e dobbiamo crescere ancora di più", ha spiegato Vinales, evidenziando un atteggiamento pragmatico e costruttivo, anche perché lo stesso pilota spagnolo è ben consapevole che il periodo di adattamento non è affatto concluso.

A Jerez lo spagnolo ha chiuso a meno di due secondi dal podio, ma soprattutto è stato in grado di cucire quel gap accumulato nei primi giri di gara, quando ha perso la posizione su Fermín Aldeguer e Fabio Di Giannantonio dopo aver duellato con Alex Marquez per il quarto posto. Vinales è infatti riuscito a tornare in aria libera solo nel sesto giro, quando proprio Aldeguer è scivolato, salendo così al quarto posto.

Da quel momento è iniziata la piccola rimonta, con lo spagnolo che è riuscito a rosicchiare decimo dopo decimo nei confronti di Pecco Bagnaia, fino a portarsi a poco più di mezzo secondo dopo metà gara. Un margine che, però, non è riuscito a chiudere ulteriormente, soprattutto perché, come evidenziato anche da altri piloti, nel momento in cui si seguiva da vicino un avversario, vi era il rischio concreto di alzare le temperature e commettere un errore, come dimostrano anche le varie cadute viste oggi.

“Ho ridotto il divario, ma ogni volta che mi avvicinavo, non so se fosse la moto che si surriscaldava, o le gomme o i freni, ma era difficile fermare la moto e perdevo tempo. Quando poi ho visto che mancavano due giri, ho pensato che dovessi essere soddisfatto di quanto fatto e della posizione”.

Maverick Vinales, Red Bull KTM Tech 3

Maverick Vinales, Red Bull KTM Tech 3

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

“Ci sono circuiti con un potenziale maggiore e altri con meno, anche per me. Jerez era uno dei tracciati con meno potenziale sulla lista. Quindi sono felice, è passato molto tempo dall’ultima volta che mi sono sentito forte a Jerez, quindi è un risultato davvero positivo”, ha aggiunto Vinales.

“Siamo in una posizione completamente diversa rispetto a quando abbiamo iniziato il campionato, quindi dobbiamo essere soddisfatti e felici, anche perché continuo a ripetere a me stesso che devo ancora imparare molte cose dalla moto, quindi c'è spazio per migliorare”.

Ma dove è questo margine per migliorare? Per tutto il weekend, Vinales si è sentito a suo agio nelle curve ad alta velocità, tanto che anche in Qatar è stato molto competitivo, ma rimane ancora del margine per migliorare nell’ultima fase della staccata per avvicinarsi a Ducati, dove manca un po’ di stabilità, come tra l’altro evidenziato anche da altri piloti KTM, perché la RC16 ha uno stile tutto suo in frenata.

“Nelle curve veloci sono riuscito a essere molto rapido. E anche in fase di trazione, in tutte le curve dove si accelera, in particolare ero piuttosto a mio agio nella curva tre e nell'ultima curva, lì recuperavo del tempo. Nel quarto settore riuscivo sempre a guadagnare due decimi sui piloti davanti. Però ci manca ancora qualcosa nell'ultima fase della frenata, ma è qualcosa su cui forse devo guadagnare fiducia o su cui dobbiamo ancora lavorare un po'”, ha aggiunto Vinales, prima di spiegare anche il perché in trazione riesca a essere così efficace, con pregi e difetti di questo aspetto.

Maverick Vinales, Red Bull KTM Tech 3

Maverick Vinales, Red Bull KTM Tech 3

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

“Andiamo un po' più larghi e fermiamo di più la moto. Per questo poi siamo più veloci in accelerazione, ma questo per le gomme non è ideale, perché bisogna usare molto la gomma posteriore. La mattina, ma come nelle qualifiche di ieri, era molto più facile fermare la moto e metterla al posto giusto, quindi dobbiamo analizzare. Quando c'è un alto grip, questo problema è più facile da mascherare”.

Al momento, sembra che Vinales stia riuscendo a decifrare il “mistero” della RC16, una moto che pochi piloti sono riusciti realmente a padroneggiare negli ultimi anni. “Penso di avere ancora un po' di strada da fare con la moto. Sento di essere vicino al limite del pacchetto che ho, ma c'è ancora qualcosa in più, quindi domani dovrò essere molto concentrato per capire che strada prendere”, ha detto Vinales.

"Sto ritrovando il mio stile di guida di sempre e questo è molto positivo. Posso spegnere la mente e semplicemente spingere. La KTM è molto buona in fase di accelerazione, che è dove si trova il mio talento, nell'accelerare, e lì posso avere un vantaggio”.

“Ora siamo nel momento in cui dobbiamo fare il passo successivo, e questo è il più complicato, quindi dobbiamo essere molto sicuri di tutto ciò che proviamo e di quale strada seguiremo. Capendo meglio la moto, migliorerò anch'io, lì dovrò vedere che capacità ho per capire davvero cosa mi serve per essere lì a lottare per vincere”.

Maverick Vinales, Red Bull KTM Tech 3

Maverick Vinales, Red Bull KTM Tech 3

Foto di: Tech3 Racing

Vinales ha spiegato che KTM non porterà grosse novità durante i test, ma si concentrerà sul provare di nuovo alcune soluzioni che, nel suo periodo di adattamento alla RC16, aveva messo da parte, specie a livello aerodinamico. Costruita la base, si può iniziare a lavorare sui dettagli.

“Voglio provare qualcosa lato aerodinamico, cosa che non ho provato durante l'inverno, e ora che capisco meglio la moto, vediamo se posso guadagnare qualcosa. Ricordo che in passato, in un team precedente, abbiamo fatto un grande passo in avanti lavorando sull’aerodinamica”, prima di aggiungere che ci sono degli elementi differenti sulla sua moto rispetto ad altri compagni di marca.

“Ho provato il mass damper in Argentina. L'ho provato anche ad Austin, ma ancora non è pronto. Ci sono cose positive che puoi usare sulla moto e che puoi sentire, ma per me ancora non è pronto. Ho dovuto ritirarmi ad Austin nella sprint e poi l'abbiamo tolto. Quindi ancora non è pronto, ma appena lo sarà, lo metterò sicuramente perché è un extra per la moto. Per quanto riguarda gli scarichi, penso che si tratti più del feeling. Non credo ci sia qualcosa di estremo o diverso, è solo una questione di feeling”.

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