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MotoGP | Vietti: "Volevo girare ancora e ho detto di non aver visto la tabella box"

Il pilota piemontese ha completato 24 giri a Valencia nel suo debutto a sorpresa in MotoGP, in sella alla Ducati della Pertamina Enduro VR46. Una giornata che ha definito indimenticabile e che avrebbe voluto non finisse mai, al punto che quando gli è stata mostrata la tabella "box" ha mentito, dicendo di non averla vista per fare un giro in più.

Celestino Vietti, VR46 Racing Team

Celestino Vietti, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

A volte la vita è veramente in grado di sorprendere. Dopo aver concluso una stagione un po' al di sotto delle aspettative in Moto2, con il solo grande acuto della vittoria di Misano, domenica pomeriggio difficilmente Celestino Vietti avrebbe potuto immaginare quanto sarebbe stata speciale la giornata che avrebbe vissuto appena 48 ore dopo.

L'infortunio rimediato da Franco Morbidelli prima del via del Gran Premio della Comunità Valenciana si è trasformato infatti in una grande opportunità per il pilota piemontese, perché la Pertamina Enduro VR46, in accordo con la VR46 Riders Academy, ha deciso di regalargli la possibilità di fare il suo debutto in MotoGP, prendendo parte ai test collettivi di Valencia in sella ad una Ducati Desmosedici GP.

Celestino non se lo è fatto dire due volte e, anche sapendo che era solo un piccolo premio o volendo uno sprone per il futuro, si è goduto ognuno dei 24 giri che ha potuto fare in sella alla moto di Borgo Panigale, che resteranno un ricordo indelebile nella sua memoria, anche perché ha potuto completarli senza la pressione di dover dimostrare qualcosa.

Com'è andata questa prima esperienza con la MotoGP?
"Una giornata davvero speciale, che non dimenticherò mai. La moto è incredibilmente veloce in rettilineo, ma anche la potenza dei freni è davvero impressionante, perché si frena più o meno come con la Moto2, ma si arriva molto più veloci. Voglio ringraziare tutti: la Ducati, il team VR46, il team SpeedRS, che è il mio team in Moto2. Mi dispiace molto per Franco, che ha dovuto saltare i test. Di sicuro non è niente di così difficile da superare però, quindi spero che possa riposarsi bene e ricominciare la nuova stagione con il piede giusto".

Dal punto di vista fisico, è stato impegnativo guidare la Ducati?
"E' davvero fisica, soprattutto la frenata, perché come dicevo si arriva molto più veloce ma la distanza di arresto è la stessa. Per quanto riguarda la maneggevolezza, mi aspettavo che fosse un po' più rigida, ma la moto è davvero leggera e si guida molto bene, più o meno come la Moto2, quindi mi sono trovato bene dopo pochi giri. Forse sarei più stanco se avessi fatto qualche giro in più".

Celestino Vietti, VR46 Racing Team

Celestino Vietti, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Pensi che questa giornata possa essere importante per il tuo futuro?
"Non credo, è stato solo un regalo della squadra e lo apprezzo molto. Forse è una motivazione in più per me per cercare di fare bene in Moto2 e avere l'opportunità di guidarla ancora".

Quando hai saputo di questa opportunità?
"L'ho saputo domenica sera, dopo che hanno fatto le verifiche su Franco ed hanno deciso che non avrebbe girato. A quel punto credo che la VR46 abbia chiesto se fosse possibile".

E' stato complicato adattarsi ai dischi freno in carbonio?
"Alla fine, quando hai raggiunto la temperatura giusta, quello in carbonio è gestibile più o memo come un disco normale. Ha molta potenza, ma quando sei in temperatura è davvero bello da usare. La differenza più grande, secondo me, è capire il limite della gomma, ma sicuramente è una gomma diversa, anche a livello di dimensioni. Non l'ho ancora capita completamente, ma è stato bello".

Uccio o qualcuno della squadra ti ha detto di evitare di cadere?
"Non c'è stato bisogno, me lo sono detto da solo. Sapevo di non dover fare cose folli. Era una giornata tranquilla e dovevo solo pensare a divertirmi".

Qual è stato il primo pensiero che hai avuto uscendo dai box?
"Che non dovevo cadere. Appena metti dentro due marce, capisci immediatamente che è qualcosa di diverso ed incomparabile con quello che hai sempre fatto. Poi ho pensato a mettere in temperatura la gomma e a divertirmi".

Hai avuto modo di incontrare altri piloti in pista?
"Sì sì, li ho visti, ma ero troppo lento per stare con loro più di una curva (ride). Ma va bene così, mi sono goduto ogni momento".

Quanto è stata dura doversi fermare dopo 24 giri in sella alla Ducati?
"Tanto, ho detto di non aver visto la tabella, ma forse era una bugia. Volevo fare un giro in più".

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