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MotoGP | Viegas: "Phillip Island? Decisione commerciale, ma possiamo capirla"

Il presidente della FIM ha spiegato che l'addio a Phillip Island era praticamente inevitabile, perché l'impianto non è mai stato ristrutturato nonostante le promesse e perché anche le strutture esterne non sono all'altezza della MotoGP. Inoltre, ha assicurato che il cittadino di Adelaide sarà omologato solo rispetterà gli standard di sicurezza.

FIM President Jorge Viegas

FIM President Jorge Viegas

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

La decisione della MotoGP di abbandonare una sede storica come quella di Phillip Island e di spostare il Gran Premio d'Australia su un circuito cittadino ad Adelaide, a partire dal prossimo anno, continua a far parlare parecchio.

Salutare una delle piste preferite dai piloti e dagli appassionati non è un boccone semplice da digerire, ma la verità è che anche sull'isola australiana hanno giocato una parte importante per arrivare a questa decisione, tra l'impianto che non è mai stato ammodernato, nonostante le promesse fatte ripetutamente a Dorna e FIM, e i costi degli alloggi arrivati veramente alle stelle.

Concetti che ha confermato anche il presidente della FIM, Jorge Viegas, in un'intervista che ha concesso a MCNews in occasione del weekend di apertura del Mondiale Superbike, che si è disputato proprio a Phillip Island.

"Era ovvio che prima o poi sarebbe successo. Dieci anni fa era stato chiesto di migliorare le strutture e ogni anno rispondevano: 'Sì, sì, lo faremo'. Ma non è mai successo, quindi ora non se ne parla più, perché Adelaide ha fatto una buona proposta", ha spiegato Viegas.

"Non è più Dorna, è un gruppo di intrattenimento che intende organizzare un bello spettacolo lì, e sappiamo che, con l'acquisizione da parte di Liberty Media, la MotoGP intende crescere. Sono davvero interessati a rendere la MotoGP più grande. Dobbiamo conquistare un nuovo pubblico, nuovi spettatori", ha aggiunto.

Il manager portoghese poi non ha nascosto che il problema appunto non fosse solo il circuito, ma anche le strutture al di fuori di esso: "Per quanto riguarda Phillip Island, tutti amano questo circuito, ma se vuoi invitare delle persone, se vuoi fare qualcosa di diverso, non ci sono hotel, non c'è niente, quindi è davvero difficile. Quindi penso che si tratti di una decisione di natura commerciale, ma possiamo capirla".

Edificio dei box di Phillip Island

Edificio dei box di Phillip Island

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

"Ovviamente tutti sono dispiaciuti di perdere Phillip Island dal calendario, ma nell'ultimo colloquio tra Ezpeleta ed il signor Fox (il proprietario del circuito) è stato detto che se sistemeranno le strutture, allora si potrà parlare di un ritorno. Non è un addio definitivo", ha proseguito.

Visti anche i dubbi legati alla sicurezza di un circuito cittadino come quello di Adelaide, Viegas ha chiarito che l'omologazione spetta alla Federazione e che questa sarà concessa solamente se saranno garantiti gli standard richiesti dalla MotoGP odierna.

"Non ci sono ancora stato. Venerdì prossimo parlerò con il nostro responsabile della sicurezza, poiché è lui che deve omologare. Tutte le omologazioni dei circuiti sono a cura della FIM, sia per quanto riguarda le strutture necessarie al promotore che le condizioni del circuito".

"Non omologheremo la pista se non sarà assolutamente sicura, questo è certo. Mi è stato detto che è stata costruito nel centro di Adelaide, nel parco, non è un circuito stradale vecchio stile. Quindi, se soddisfa tutti i requisiti di sicurezza, mi sta bene", ha concluso.

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