Lorenzo: "Spero che tutti rispettino il risultato finale"

Jorge ritratta la frase sul presunto aiuto Honda e continua: "Me lo merito: ho fatto meglio quasi su tutto"

Jorge Lorenzo ha lanciato il sasso e poi ha nascosto un po' la mano. Nelle interviste a caldo, subito dopo la conquista del suo quinto titolo iridato, riferendosi ai due piloti della Honda aveva detto: "Alla fine loro hanno capito che mi giocavo moltissimo, magari in un altro tipo di gara avrebbero cercato di superarmi, ma qui forse hanno pensato a far rimanere il titolo in Spagna". Pensiero lecito, visto che aveva bisogno di almeno una delle due Honda tra la sua Yamaha e quella di Valentino Rossi nella gara di Valencia per avere la certezza del titolo.

Tuttavia, una volta arrivato in conferenza stampa il maiorchino ha sostanzialmente ritrattato sull'argomento, dicendo che in realtà poi Marc Marquez e Dani Pedrosa gli hanno spiegato che anche loro erano in crisi con la gomma anteriore e che quindi alla luce di questo ha un po' rivisto la sua posizione, confermando però di essere fiero che il Mondiale sia rimasto in Spagna.

"Chi giudica lo può fare solamente avendo visto la gara da fuori, ma Marc e Dani hanno spiegato sia a me che a voi che avevano problemi con la gomma anteriore, così come io li avevo con quella posteriore. Sulla moto ci siamo noi, quindi vi dovete fidare di quello che vi diciamo. Posso anche aggiungere che Valentino è partito dal fondo, senza avere niente da perdere, quindi ha potuto spingere al massimo, ma è arrivato 20" indietro rispetto a noi. Questo dimostra che davanti stavamo andando davvero forte. Per questo spero che tutti rispettino il risultato finale di questo Mondiale" ha corretto il tiro.

Ed ha anche difeso il valore del suo successo snocciolando alcune statistiche relative alla sua contesa con Valentino: "Io volevo solo dire che credo che questo titolo meriti di rimanere in Spagna e che io me lo sia guadagnato. Se guardate alle statistiche, ho battuto Valentino praticamente in tutte: vittorie, pole position, giri veloci, giri in testa. Lui è stato più bravo a livello di regolarità e di presenze sul podio, ma è stata anche una questione di circostanze, come le gare in cui ero molto competitivo e poi la domenica è venuto a piovere. Questo mi ha fatto arrivare a Valencia con 7 punti da recuperare ed una grande pressione, ma ho dimostrato che posso gestirla molto bene e dare il meglio. Oggi le due Honda erano molto forti, soprattutto alla fine della gara, ma sono riuscito a vincere io" ha corretto il tiro Jorge.

Il suo racconto della gara però è rimasto sostanzialmente il medesimo: "E' stata una delle gare più dure, se non la più dura della mia carriera. La tensione e la pressione erano molto alte fin dalla prima curva. Ho cercato di spingere subito, come faccio sempre con la gomma nuova, ma poi è stato tutto più difficile perché la gomma posteriore è calata drasticamente, soprattutto sul lato destro e bisognava fare molta attenzione per evitare di cadere. Pensavo che avremmo tenuto il passo dell'1'31"5 per tutta al gara, ma nel finale siamo arrivati addirittura a girare in 1'32". Inoltre facevo fatica a vedere la tabella, quindi non capivo quanti giri mancassero ed ho continuato a pensare solo a spingere al massimo, anche perché ho visto che Marc e soprattutto Dani si stavano avvicinando. Poi quando ho visto la bandiera a scacchi ho sentito un brivido sulla schiena perché ho capito che ero cinque volte campione del mondo, di cui tre in MotoGp, raggiungendo delle leggende come Wayne Rainey e Kenny Roberts Sr. Quindi ora voglio solo pensare a godermi questo momento".

Successivamente ha raccontato della grande emozione che ha provato quando ha tagliato il traguardo, anche perché non si era reso conto che fosse già l'ultimo giro: "Dalla tabella purtroppo non riuscivo a vedere troppe informazioni. Potevo solo immaginare che Valentino fosse in quarta posizione, quindi ho solo cercato di guidare al meglio delle possibilità. Quando ho tagliato il traguardo però ho capito subito che il Mondiale era mio, perché dietro di me c'erano le due Honda. Sono andato a prendere la bandiera della Spagna ed è stato davvero molto emozionante: normalmente sono uno che non piange, ma oggi è caduta anche qualche lacrima nel giro d'onore".

Ed ha ribadito che spera che tutte le polemiche delle ultime settimane non possano offuscare i suoi meriti: "Penso che le persone che capiscono davvero qualcosa di moto capiscono il mio valore come pilota, come campione, e devo solo essere contente della mia vittoria. E' ovvio che i tifosi di Valentino non possono essere felici per come è andata oggi. Un campione però è un campione, soprattutto se ha le statistiche che ho messo insieme quest'anno, quindi credo di meritarmi questo Mondiale. Ovviamente sarebbe stato meglio se quanto successo tra Valentino e Marquez in Malesia non fosse accaduto, ma questo non può offuscare la mia vittoria".

Ma ci ha tenuto a sottolineare di aver dimostrato di avere dei nervi d'acciaio in questi giorni, smentendo chi in un certo senso lo vedeva un po' debole dal punto di vista mentale: "Ho sentito dire spesso che quando non ho la moto o il setting migliore non riesco a reggere alla pressione. Ho già detto che non penso che sia vero perché dal 2009 ad oggi, fatta eccezione per l'anno scorso, sono sempre arrivato primo o secondo nel Mondiale. Se non sei forte a livello di testa non è possibile ottenere dei risultati del genere. Tutti possono avere la loro opinione, ma oggi credo di aver confermato ancora una volta di sapere tenere un alto livello di concentrazione anche nei momenti più difficili".

C'è poi un dato che lo rende particolarmente fiero del titolo arrivato oggi, ovvero l'aver battuto anche Rossi e Marquez dopo esserci riuscito con Stoner in passato. Insomma, tutti i più grandi di quest'era recente della MotoGp: "Per me Valentino, Stoner e Marquez sono i tre piloti più forti con cui io abbia combatutto, i migliori del 21esimo secolo, e con il Mondiale di oggi posso dire di averli battuti tutti e tre. Mi sento davvero orgoglioso di questo. Solo Valentino avrebbe potuto raggiungere questo traguardo vincendo il Mondiale oggi, mentre Marc non ha avuto modo di battagliare con Casey. Questo è un altro dei motivi per cui era così importante per me centrare questo Mondiale".

Infine, alle domande sul futuro, ha rispoto ribadendo di non avere la minima intenzione di lasciare la Yamaha: "Come ho già detto anche giovedì, il mio obiettivo è quello di diventare una leggenda della Yamaha. Mi sento supportato e protetto da questa squadra fin da quando sono entrato a farne parte nel 2008. Mi ha sempre dato una moto competitiva e lo stesso materiale di Valentino anche quando era la prima guida dichiarata. Può capitare di avere qualche momento di disaccordo, ma il mio sogno è di completare la mia carriera con la Yamaha. Non posso dire con certezza che accadrà, ma farò tutto il possibile per renderlo possibile".

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Evento Gran Premio di Valencia
Sub-evento Domenica post-gara
Circuito Valencia
Piloti Jorge Lorenzo
Team Yamaha Factory Racing
Articolo di tipo Commento