MotoGP | Uccio: "Diggia non deve scusarsi per un'impennata. Potrebbe tornare al 1° GP"
Il team director della Pertamina Enduro VR46 è chiaramente dispiaciuto per l'infortunio del romano e ha preso molto con filosofia la dinamica, dicendo che impennare fa parte del DNA dei piloti. In un'intervista concessa ai colleghi di GPOne.com ha parlato dell'operazione e dei tempi di recupero: potrebbe rientrare per il GP della Thailandia.
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Per Fabio Di Giannantonio il 2025 rappresenta l'occasione della carriera, con un contratto da pilota ufficiale Ducati ed una Desmosedici GP25 identica a quelle di Pecco Bagnaia e Marc Marquez. Purtroppo, per il portacolori della Pertamina Enduro VR46 la stagione è iniziata però nel peggiore dei modi, con un infortunio al termine della prima giornata dei test collettivi di Sepang della MotoGP.
Tra le altre cose, anche la dinamica è stata sfortunatissima, perché il pilota romano è caduto in seguito ad un'impennata a giornata ormai conclusa, procurandosi la frattura della clavicola sinistra. Un infortunio che lo ha costretto a rientrare anzitempo in Italia per sottoporsi ad un intervento chirurgico e che ha cambiato volto ad una giornata fino a quel momento molto positiva, come ha confermato il team director Alessio "Uccio" Salucci in un'intervista concessa ai colleghi di GPOne.com.
"Avevamo iniziato la giornata un po' in difficoltà, perché era arrivata una moto completamente nuova e Pirro non era riuscito a fare lo shakedown sulle nostre, quindi siamo dovuti partire completamente da zero. 'Diggia' lo sapeva e l'aveva presa con filosofia, avevamo lavorato bene nelle prime ore. Poi, purtroppo, Fabio aveva fatto una piccola scivolata a metà pomeriggio e questo aveva rallentato il lavoro. Per farla breve, alla fine ci eravamo messi a posto con una moto e 'Diggia' aveva iniziato ad andare veramente forte. Ha fatto i suoi migliori tempi con gomme usate ed eravamo molto contenti. La giornata stava andando veramente nel verso giusto", ha detto "Uccio", prima di arrivare al momento più difficile.
"Ci siamo fermati e 'Diggia' è uscito per fare le prove di partenza. Fra la curva 4 e la curva 5 la MotoGP si vuole impennare, quando devi fare il tempo non puoi permetterlo, ma quando ti vuoi divertire lo fai. I piloti nascono in impennata. Purtroppo, le MotoGP di oggi non ti permettono neanche queste piccole distrazioni, che però ci stanno. La ruota davanti aveva rallentato troppo rispetto alla posteriore e l'anteriore, quando ha ritoccato terra, si è chiuso in maniera inaspettata. E' caduto e si è rotto la clavicola", ha aggiunto.
Uccio Salucci, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Fortunatamente, dalle prime indicazioni, l'infortunio non sembra essere troppo grave: "La frattura è composta. Abbiamo fatto le lastre e chiamato subito il professor Castagna, il medico che lo aveva operato a novembre. Fabio è già partito per l'Italia e si opererà tra venerdì e domenica, a discrezione dei dottori".
I test purtroppo per lui sono finiti, ma la speranza è che "Diggia" possa tornare in sella alla sua Ducati già nella prima gara della stagione in Thailandia, che si disputerà a Buriram nel weekend del 2 marzo.
"Questo non è paragonabile all'infortunio che Fabio aveva avuto lo scorso anno, quando gli era uscito l'omero. La clavicola è un infortunio più banale - detto fra virgolette - per un motociclista. Mi ricordo che Bezzecchi, dopo una frattura simile, era salito sul podio della Sprint a Mandalika a 5 giorni dall'operazione, quindi siamo positivi. Metto le mani avanti, bisogna aspettare i controlli dei medici, ma il professor Castagna ci ha detto che non è una brutta frattura. Se andasse tutto bene, potrebbe tornare per Buriram. Parlo del GP, perché per i test è escluso".
La dinamica dell'incidente è stata molto rocambolesca e sfortunata, cosa che inevitabilmente aumenta un pizzico il rammarico, anche se Di Giannantonio non ha nulla da farsi perdonare secondo "Uccio".
"Era molto dispiaciuto e ha chiesto scusa a tutta la squadra. Io non voglio che un pilota mi chieda scusa perché fa un'impennata: i piloti devono divertirsi, io sono cresciuto così. Era molto dispiaciuto perché, dopo un anno difficile, ieri aveva trovato una moto che lo faceva sorridere ad ogni uscita. Continuava a dirmi quanto fosse bella, quanto girasse bene e quanto frenasse forte. Era dispiaciuto per avere anche perso la possibilità di divertirsi guidandola oggi e domani, ma avrà modo di farlo per tutta la stagione".
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