MotoGP | Tre quarti della griglia di partenza del 2027 sono già stati definiti
In attesa che venga concluso l'accordo tra l'organizzatore del Campionato del Mondo di MotoGP ed i team, aprendo così la strada agli annunci sui nuovi ingaggi per la prossima stagione, 16 delle 22 moto della griglia di partenza del 2027 hanno già trovato un proprietario.
Se prendiamo come riferimento la rapidità con cui il mercato della MotoGP ha iniziato a muoversi in vista della prossima stagione, nessuno avrebbe immaginato che a questo punto dell’anno fosse stato ufficializzato un solo rinnovo, quello di Marco Bezzecchi con l’Aprilia, e questo perché il marchio di Noale si è dimostrato molto più impulsivo che riflessivo. A parte il ragazzo di Rimini, gli unici tre contratti che hanno validità oltre il 2026 sono quelli di Diogo Moreira e Johann Zarco, entrambi del team LCR, la scuderia satellite della Honda, e Toprak Razgatlioglu alla Yamaha Pramac.
Il silenzio amministrativo che ha seguito l’annuncio del rinnovo del contratto di "Bez" risponde alla volontà dell’Associazione dei Costruttori (MSMA) di non pubblicizzare alcun ingaggio fino a quando non saranno concluse le trattative con il MotoGP Sports Entertainment Group (MGPSEG), il promotore del campionato. I costruttori ed anche i team comprendono che non ha alcun senso ufficializzare un ingaggio senza aver prima definito il quadro commerciale in cui si gareggerà, nonché i diritti e gli obblighi dei partecipanti. In tal senso, Motorsport.com ritiene che Ducati e Honda abbiano già dato il via libera alla proposta dei dirigenti di MGPSEG, e che sia solo questione di poco tempo prima che Yamaha, Aprilia e KTM seguano la stessa strada.
Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
Foto di: Eric Alonso / Getty Images
Una volta che le 11 scuderie avranno firmato, dovrebbero iniziare a fioccare gli annunci relativi ai piloti già confermati. Una rapida panoramica della situazione dei box porta a concludere che 16 delle 22 moto hanno già un proprietario, una cifra che rappresenta circa il 73% del totale, praticamente tre quarti della griglia. Un semplice calcolo matematico permette di dedurre che ci sono sei prototipi ancora da assegnare e due strutture, Trackhouse e Tech3, che non hanno ancora concretizzato nessuno dei due lati del box.
Stando così le cose, quattro delle cinque squadre ufficiali dovrebbero avere la loro formazione già definita. La Ducati, campione del mondo in carica con Marc Marquez, ha firmato il rinnovo del catalano fino al 2028, in attesa che l'ultimo intervento al braccio destro gli consenta di competere per gli obiettivi che si prefigge. Al suo fianco, la Casa di Borgo Panigale schiererà Pedro Acosta, probabilmente il più grande giovane talento della classe regina. Yamaha, dal canto suo, ha reagito in fretta all’addio di Fabio Quartararo e ha ingaggiato, all’inizio di gennaio, Jorge Martin, che farà coppia con Ai Ogura.
Quartararo diventerà la punta di diamante del rinnovato progetto Honda, che, oltre a cambiare piloti, ha dato una scossa anche al proprio organico dirigenziale: dopo otto anni nel ruolo di team manager, Alberto Puig lascerà l'incarico per passare a ricoprire il ruolo di consulente, sia nella divisione MotoGP che in quella WorldSBK. Sulla carta, il posto accanto a Quartararo dovrebbe essere occupato da David Alonso, attualmente in Moto2 (Aspar), anche se Motorsport.com ritiene che il marchio dell’ala dorata si riservi la possibilità di rescindere il preaccordo firmato dal colombiano, pagando una somma che si aggira intorno al milione di euro. Al momento, gli sforzi di Alonso sono concentrati sul recupero dai dolori che lo affliggono alla spalla destra, mentre i vertici dell'HRC seguono da vicino la sua evoluzione.
David Alonso, CFMOTO Aspar Team
Foto di: Gold and Goose
In Aprilia, dal canto suo, si ritroveranno due amici. Bezzecchi e Pecco Bagnaia, che ha preferito legarsi alla Casa di Noale piuttosto che accettare l'offerta della Yamaha, che gli ispirava meno fiducia. A sua volta, la KTM riunirà Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio, il primo, attuale vice-campione del mondo in carica proveniente dal Gresini Racing, e il secondo, dalla VR46. In Pramac resterà Razgatlioglu, una scommessa decisa di Paolo Pavesio, il direttore della Yamaha, ed è tutto pronto affinché Izan Guevara si unisca al turco in sostituzione di Jack Miller, che potrebbe essere alle prese con i suoi ultimi Gran Premi dopo 16 anni nel Mondiale.
Tra le altre formazioni indipendenti, Gresini ha concluso l'ingaggio di Joan Mir, che seguirà il percorso fatto da Marc Marquez nel 2024, e lì si ritroverà con Dani Holgado, proveniente dalla Moto2. Fermin Aldeguer approderà alla VR46, con il trattamento da pilota ufficiale e tutti gli onori, mentre una delle grandi incognite che non sono ancora state svelate riguarda il suo compagno di squadra. A quel posto aspirano diversi candidati, come Nicolò Bulega, Luca Marini e Celestino Vietti, questi ultimi due membri dell’Academy di Valentino Rossi.
Joan Mir, Honda HRC
Foto di: Eric Alonso / Getty Images
Infine arriviamo ai due box che non hanno ancora definito alcun pilota: Trackhouse e Tech3. Nel caso della scuderia di Justin Marks, l’idea è quella di assicurarsi Enea Bastianini, che intende lasciare la Tech3, mentre l’opinione comune è che Raúl Fernandez finirà per rinnovare il suo contratto, soprattutto grazie al suo ottimo inizio di stagione. In Tech3, che pochi giorni fa ha annunciato che continuerà a disporre di moto KTM, il panorama è molto aperto. Maverick Vinales, Brad Binder e Senna Agius sono tre delle opzioni che Guenther Steiner ha sul tavolo.
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